Offerta di lavoro congrua per il reddito di cittadinanza

In quali casi il beneficiario del reddito di cittadinanza può rifiutare un’offerta di lavoro perché non è considerata equa?

Offerta di lavoro congrua per il reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza, il nuovo sussidio a sostegno del reddito che dovrebbe partire da marzo 2019, non obbligherà il beneficiario ad accettare qualsiasi offerta di lavoro: in base a quanto reso noto, difatti, il cittadino avrà la possibilità di rifiutare sino a tre proposte d’impiego.

L’offerta di lavoro, peraltro, potrà essere sempre rifiutata se non considerata equa: ma che cosa s’intende con offerta di lavoro equa? Quali sono i requisiti perché la proposta lavorativa sia considerata equa?

A questo proposito, al momento non sono ancora pervenute notizie certe: è stato soltanto preannunciato che l’offerta di lavoro può essere rifiutata se la sede dell’azienda non si trova nella stessa regione in cui vive il lavoratore.

È molto probabile, ad ogni modo, che i parametri che definiscono un’offerta di lavoro equa siano simili a quelli che, attualmente, definiscono un’offerta lavorativa come congrua: bisogna ricordare che, ad oggi, chi rifiuta anche una sola offerta di lavoro congrua perde l’indennità di disoccupazione.

Ma procediamo con ordine, e cerchiamo di capire, partendo dagli attuali requisiti che stabiliscono la congruità delle proposte lavorative, come potrebbe essere definita un’offerta di lavoro congrua per il reddito di cittadinanza.

Come funziona il reddito di cittadinanza?

Ricordiamo innanzitutto come dovrebbe funzionare il reddito di cittadinanza: si tratta di un nuovo sussidio che potrà arrivare sino a un massimo di 780 euro al mese, considerando una persona single.

In sostanza, il reddito di cittadinanza integrerà le entrate personali sino ad arrivare alla cifra di 780 euro mensili.

Per stabilire la cifra mensile spettante si terrà conto:

  • del reddito di lavoro eventualmente prodotto;
  • del possesso della casa di abitazione (per chi non paga l’affitto, il reddito sarà ridotto del cosiddetto affitto imputato, pari a 400 euro mensili); si potrà possedere un secondo immobile, sino a 30mila euro di valore;
  • del reddito del nucleo familiare ai fini Isee (sarà dunque valutato anche il patrimonio mobiliare della famiglia: conti corrente, carte prepagate, libretti, depositi, titoli…).

Il reddito di cittadinanza spetterà anche ai pensionati con reddito sotto la soglia di povertà: parliamo, in questo caso, della pensione di cittadinanza.

Per ottenere il reddito di cittadinanza si deve lavorare?

Per beneficiare del reddito di cittadinanza non basterà possedere i requisiti reddituali e patrimoniali necessari al sussidio: sarà anche indispensabile, difatti, che il destinatario della misura:

  • si impegni nelle attività di politica attiva del lavoro (ricerca attiva di un’occupazione, formazione, orientamento…) decise per lui dal centro per l’Impiego;
  • presti almeno 8 ore di servizio settimanale a favore del Comune di residenza;
  • accetti una delle prime tre offerte di lavoro proposte dal centro per l’impiego.

La partecipazione alle misure di politica attiva non sarà richiesta a chi beneficerà della pensione di cittadinanza, né ai beneficiari del reddito di cittadinanza già occupati, ma con entrate mensili sotto la soglia di povertà.

Per ottenere il reddito di cittadinanza si può rifiutare un’offerta di lavoro?

Chi vuole ottenere il reddito di cittadinanza può rifiutare sino a tre offerte di lavoro, se eque. Ma quando un’offerta di lavoro è equa, o congrua, ai fini del sussidio?

Probabilmente, le offerte che saranno definite eque, o congrue, dovranno possedere gli stessi requisiti dell’offerta di lavoro considerata congrua, ad oggi, ai fini del diritto all’indennità di disoccupazione. Vediamo quali sono questi requisiti.

Quando l’offerta di lavoro è congrua?

Attualmente, l’offerta di lavoro è considerata congrua sulla base di diversi parametri:

  • lo stipendio;
  • la distanza del luogo di lavoro dall’abitazione;
  • il settore lavorativo;
  • l’orario di lavoro;
  • la durata del rapporto d’impiego;
  • la durata della disoccupazione dell’interessato.

Offerta di lavoro congrua per chi è disoccupato da meno di 6 mesi

Se il lavoratore è disoccupato da non più di 6 mesi, l’offerta di lavoro è congrua quando:

  • riguarda uno dei settori lavorativi individuati dal centro per l’impiego nel patto di servizio sottoscritto dal disoccupato; deve trattarsi, in pratica, di settori attinenti alle competenze e alle esperienze del lavoratore;
  • lo stipendio offerto è più alto di 1,2 volte rispetto all’eventuale indennità di disoccupazione percepita dal lavoratore; in ogni caso, non deve essere inferiore ai minimi stabiliti dalla contrattazione collettiva;
  • la distanza dal luogo di lavoro, rispetto all’abitazione del lavoratore, è inferiore a 50 km (35 km in mancanza di mezzi pubblici), o è raggiungibile mediamente in 80 minuti servendosi di mezzi pubblici;
  • il rapporto di lavoro deve essere subordinato, a tempo indeterminato, a termine o con contratto di somministrazione, con una durata non inferiore a tre mesi;
  • il rapporto può essere sia full time che part time, ma con un orario non inferiore all’80% rispetto all’ultimo contratto di lavoro.

Offerta di lavoro congrua per chi è disoccupato da 6 a 12 mesi

Se il lavoratore è disoccupato da un minimo di 6 a un massimo di 12 mesi, l’offerta di lavoro è congrua quando:

  • riguarda uno dei settori lavorativi individuati dal centro per l’impiego nel patto di servizio sottoscritto dal disoccupato, o riguarda un settore contiguo; deve trattarsi, in pratica, di settori attinenti alle competenze e alle esperienze del lavoratore, o di settori assimilabili;
  • lo stipendio offerto è più alto di 1,2 volte rispetto all’eventuale indennità di disoccupazione percepita dal lavoratore;
  • la distanza dal luogo di lavoro, rispetto all’abitazione del lavoratore, è inferiore a 50 km (35 km in mancanza di mezzi pubblici), o è raggiungibile mediamente in 80 minuti servendosi di mezzi pubblici;
  • il rapporto di lavoro deve essere subordinato, a tempo indeterminato, a termine o con contratto di somministrazione, con una durata non inferiore a tre mesi;
  • il rapporto può essere sia full time che part time, ma con un orario non inferiore all’80% rispetto all’ultimo contratto di lavoro.

Offerta di lavoro congrua per chi è disoccupato da oltre 12 mesi

Se il lavoratore è disoccupato da oltre 12 mesi, l’offerta di lavoro è congrua quando:

  • riguarda qualsiasi settore lavorativo;
  • lo stipendio offerto è più alto di 1,2 volte rispetto all’eventuale indennità di disoccupazione percepita dal lavoratore;
  • la distanza dal luogo di lavoro, rispetto all’abitazione del lavoratore, è inferiore a 80 km (56 km in mancanza di mezzi pubblici), o è raggiungibile mediamente in 100 minuti servendosi di mezzi pubblici;
  • il rapporto di lavoro deve essere subordinato, a tempo indeterminato, a termine o con contratto di somministrazione, con una durata non inferiore a tre mesi;
  • il rapporto può essere sia full time che part time, ma con un orario non inferiore all’80% rispetto all’ultimo contratto di lavoro.

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