A quanti spetta la pensione di cittadinanza?

Quota 100 insieme alla pensione di cittadinanza: si può? Per lo Stato complessivamente ci sarebbe un costo di circa 20 miliardi, ecco perché una delle due misure rischia di essere di troppo.

A quanti spetta la pensione di cittadinanza?

La riforma delle pensioni potrebbe portare allo scontro tra Lega e Movimento 5 Stelle. Entrambe le parti, infatti, vogliono mantenere gli impegni presi con i loro elettori: quindi mentre la Lega punta ad estendere il più possibile la platea dei beneficiari della Quota 100 - così da rivedere la Legge Fornero - il Movimento 5 Stelle non è disposto a rinunciare alla pensione di cittadinanza.

Nel dettaglio, la pensione di cittadinanza non è altro che un’integrazione al minimo della pensione fino al raggiungimento dei 780€ mensili, cifra che dovrebbe permettere a tutti i pensionati italiani di fare una vita dignitosa. Ad avere diritto alla pensione di cittadinanza, però, saranno solamente coloro con reddito molto basso tanto da trovarsi al di sotto della soglia di povertà; non è ancora chiaro, invece, se questa misura riguarderà solamente gli assegni previdenziali oppure anche quelli di tipo assistenziale.

Quindi la riforma delle pensioni attuata dal Governo Conte dovrebbe consentire l’uscita anticipata dal lavoro (qui tutti gli scenari possibili) oltre a riconoscere un importo più alto di pensione minima.

Il problema è che introdurre contestualmente Quota 100 e la pensione di cittadinanza ha un costo che lo Stato difficilmente può sostenere. Come rilevato da Il Sole24 Ore (in un articolo firmato da Francesca Barbieri), infatti, se da una parte per Quota 100 si va dai 6 miliardi ai 20 miliardi di euro (una volta che la misura sarà a regime) per la pensione di cittadinanza i costi saranno altrettanto elevati.

La Quota 100 - con età minima fissata a 64 anni - interesserà 660mila potenziali pensionati, mentre per quanto riguarda la pensione di cittadinanza la platea dei beneficiari sarà persino maggiore. Come vedremo di seguito, infatti, il diritto alla pensione di cittadinanza spetterà ad almeno 4,5 milioni di persone.

A chi spetta la pensione di cittadinanza?

Secondo le stime de Il Sole24 Ore a beneficiare dell’integrazione al minimo, fino al raggiungimento della soglia di 780€ prevista dalla pensione di cittadinanza, saranno 4,5 milioni di pensionati.

Per arrivare a questo numero è stato preso in considerazione l’ultimo dato Inps sulle pensioni attive (risalente al 31 dicembre del 2016), dal quale risultano poco meno di 23 milioni di assegni versati a 16,1 milioni di beneficiari, per un importo medio annuo pari a 12.297,00€. Tra questi, abbiamo:

  • il 12,6% con una pensione inferiore ai 500€;
  • il 26,4% che prende una pensione compresa tra i 500€ e i 1.000€;
  • il 21,1% con un assegno di valore compreso tra i 1.000€ e i 1.500€;
  • il 17,3% con una pensione che va dai 1.500€ ai 2.000€;
  • il 10,3% che percepisce dai 2.000€ ai 2.500€ di pensione;
  • 5,3% di assegni di importo compreso tra i 2.500€ e i 3.000€;
  • 6,9% con assegno superiore ai 3.000€.

La pensione di cittadinanza, quindi, spetterebbe a quel 12,6% di pensionati (circa 2 milioni) che percepiscono un assegno previdenziale inferiore ai 500€, più ad altri 2,5 milioni (secondo le statistiche Inps) che hanno un assegno compreso tra i 500€ e i 750€.

Quali pensioni beneficeranno dell’integrazione al minimo?

Nella fascia più bassa troviamo per lo più coloro che percepiscono una pensione di tipo assistenziale. Su un totale di 3,5 milioni di prestazioni assistenziali, infatti, la maggior parte - circa 1 milione - ha un valore inferiore ai 500€, mentre altre 800mila si collocano nella fascia che va dai 500 ai 1.000€.

Quindi la pensione di cittadinanza spetterebbe alle persone disagiate che percepiscono dei sostegni a causa delle loro difficoltà economiche (come l’assegno sociale, che oggi ha un importo fissato a 453€) o per gravi problemi psico-fisici (assegno di invalidità), o anche a coloro che percepiscono una pensione di reversibilità.

Analizzando la questione da un punto di vista territoriale, notiamo che la maggior parte dei beneficiari della pensione di cittadinanza vive nel Sud Italia, dove il 48% dei pensionati vive con un reddito inferiore ai 1.000€, mentre persino il 15,5% deve accontentarsi di un assegno inferiore ai 500€.

La situazione migliora andando verso le zone settentrionali: infatti, mentre nel Centro Italia rispettivamente il 36% ha un reddito di pensione inferiore ai 1.000€, nel Nord si scende al 32%.

I costi della pensione di cittadinanza

Una volta chiarito quanti saranno i beneficiari della pensione di cittadinanza, possiamo vedere quali potrebbero essere i costi di questa misura. Nel dettaglio, secondo le stime, 13,8 miliardi di euro servirebbero per aumentare ad 780€ gli assegni di importo inferiore ai 500€.

Se invece si prendono in considerazione solamente i pensionati Over 65 (nel caso in cui si decidesse di riservare esclusivamente a loro la pensione di cittadinanza), i costi si ridurrebbero notevolmente poiché lo Stato dovrebbe sostenere una spesa aggiuntiva di “appena” 4,2 miliardi di euro.

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