OMS lancia allarme: varianti Covid “problematiche”

Marco Ciotola

11 Gennaio 2021 - 22:51

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Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità il rischio è che pesino ulteriormente sui sistemi sanitari

OMS lancia allarme: varianti Covid “problematiche”

Dall’OMS arriva un nuovo allarme relativo alle temute varianti del coronavirus. L’Organizzazione le definisce infatti “altamente problematiche”, ponendo l’accento sui rischi portati dall’aumento dei ricoveri.

Con un ritmo di diffusione superiore fino al 70%, i nuovi ceppi potrebbero pesare ulteriormente sui sistemi sanitari già stressati di molti Paesi.

Per questo - prosegue l’OMS - la diffusione dovrebbe essere “immediatamente soppressa”. Malgrado proprio poche ore fa da BioNTech siano arrivate rassicurazioni circa l’efficacia del vaccino anche sui nuovi ceppi, il rischio di una nuova impennata di contagi a ritmi ben superiori rispetto a quelli registrati da inizio pandemia preoccupa non poco.

OMS lancia allarme: varianti Covid “problematiche”

L’Organizzazione Mondiale della Sanità si è trovata durante il fine settimana di fronte a un nuovo ceppo Covid-19 individuato in Giappone, come confermato direttamente dal direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

È stato l’Istituto nazionale giapponese per le malattie infettive ad aver scoperto la nuova variante del coronavirus, riscontrata in quattro viaggiatori in arrivo dal Brasile.

Sembra avere le stesse mutazioni degli altri ceppi scoperti nel Regno Unito e in Sud Africa, e restano “altamente infettive”, anche se non si riscontrano decorsi più gravi della malattia.

Ma il rischio che anche poche mutazioni isolate finiscano per moltiplicarsi stressando ulteriormente sistemi sanitari al limite ovunque è alto; per questo - ha spiegato Tedros Adhanom - vanno “arrestate con immediatezza”.

Anche perché - prosegue - più si diffondono e maggiori sono le ulteriori mutazioni nel tempo, particolare poi confermato anche dai Centers for Disease Control and Prevention:

“Più il virus si diffonde, maggiori sono le possibilità di nuove modifiche. Questo può portare a un’ondata di casi e ricoveri, che sarebbe altamente problematica da gestire per gli operatori sanitari e gli ospedali, già vicini al punto di rottura. Un elemento particolarmente vero laddove sanità pubblica e misure politico-sociali hanno già dimostrato di aver fallito”.

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