Novità sul Fondo di garanzia mutui Consap: quali categorie sono escluse?

Con la legge di conversione del 13 ottobre 2020 pubblicata in Gazzetta Ufficiale, sono cambiati i requisiti per chi presenta domanda di mutuo tramite Fondo di garanzia Consap. Vediamo quali categorie sono escluse.

Novità sul Fondo di garanzia mutui Consap: quali categorie sono escluse?

Il Fondo di garanzia mutui prima casa introdotto dalla Legge 27 Dicembre 2013, n, 147, ha permesso a migliaia di famiglie di ottenere un mutuo fino al 100% e in tutti questi anni ha aiutato le categorie economicamente più in difficoltà, come ad esempio i giovani di età inferiore ai 35 anni con contratto di lavoro atipico e i nuclei familiari con un solo genitore e figli minori conviventi, a realizzare il sogno di acquistare casa tramite mutuo.

Fondo garanzia mutui: come funziona

Il Fondo prima casa per la concessione di mutui è gestito da Consap, la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici istituita presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il Fondo Consap garantisce nella misura del 50% del capitale erogato i mutui concessi dalle banche che aderiscono all’iniziativa. Di fatto, l’istituto di credito che accetta la richiesta del cliente, per una sua maggiore tutela, può chiedere al Fondo che venga prestata una garanzia statale.

In particolare, il Fondo è stato pensato per chi si trova nelle condizioni di difficoltà e tipicamente ha minori probabilità di vedersi accettare un mutuo per l’acquisto della casa. La garanzia dello Stato serve proprio a dare un contributo affinché le banche concedano quei prestiti che prima solitamente non venivano erogati, come nel caso dei lavoratori atipici o di chi non aveva un anticipo tale da potersi permettere un mutuo all’80%.

Novità Fondo mutui Consap: chi può accedere

Prima del 13 ottobre 2020, ovvero fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione n. 126 relativa alle «misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia», tutti i richiedenti un mutuo potevano aderire al Fondo di garanzia, purché si trattasse di finanziamento adibito a prima casa e l’importo fosse inferiore a 250.000 euro.

Sin dai tempi dell’introduzione del Fondo veniva data una priorità ai giovani con contratto atipico e ai nuclei familiari monogenitoriali con figli minori conviventi, nonché gli affittuari di alloggi di proprietà degli enti di edilizia residenziale pubblica.

In base all’ultima modifica di legge pubblicata in questi giorni, possono aderire al Fondo solamente le categorie cosiddette «prioritarie» e in particolare possono fare richiesta di mutuo con garanzia statale Consap coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti:

  • giovani di età inferiore ai 35 anni titolari di un rapporto di lavoro atipico;
  • coppie coniugate (incluse i conviventi) il cui nucleo sia stato costituito da almeno due anni e in cui uno dei componenti non abbia superato i 35 anni di età;
  • unico genitore, incluse persone separate e vedove, convivente con almeno uno dei suoi figli minori;
  • conduttori di alloggi di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari.

Inoltre, ricordiamo che l’importo di mutuo non può superare i 250.000 euro e i richiedenti non devono essere già proprietari di altri immobili ad uso abitativo, esclusi quelli ricevuti per successione.

La notizia relativa ai requisiti più stringenti introdotti dalla legge n. 126 è arrivata come un fulmine a ciel sereno spiazzando tutti coloro che erano in procinto di presentare una richiesta al Fondo.

La data del 14 ottobre 2020 è già stata indicata dallo stesso sito ufficiale di Consap come limite per accedere con i precedenti requisiti.

La modifica è stata inaspettata anche per gli operatori del settore. Abbiamo chiesto un parere a Mauro Baldassin, amministratore delegato di Credipass, società di mediazione creditizia, quale impatto ci sarà sul mercato creditizio.

Secondo Baldassin «è ancora presto per stabilire quale sarà l’effetto di questa legge. Stando ai primi numeri, la fetta di pubblico che verrà esclusa dal Fondo, in base alle ultime disposizioni, sarà vasta. È possibile che le stesse banche aderenti al Fondo Consap, attraverso l’Abi, chiederanno al governo di valutare le necessarie modifiche per non tagliare fuori dal mercato dei mutui una platea di persone che senza garanzia statale non potrebbe accedere al mutuo prima casa. In ogni caso, gli istituti di credito, recepita la modifica, si stanno già organizzando con prodotti alternativi senza il passaggio al Fondo.»

«Da amministratore delegato di una società di mediazione creditizia - prosegue Baldassin - valuto questa novità come un’opportunità per il mondo della consulenza in quanto, mai come oggi, sarà fondamentale farsi assistere al meglio da professionisti preparati in grado di trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Già oggi diversi istituti intervengono con mutui fino al 95% del prezzo dell’immobile senza dover aderire al Fondo Consap.»

Argomenti:

Mutuo

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