No green pass al lavoro: cosa si perde oltre lo stipendio

Simone Micocci

03/11/2021

03/11/2021 - 14:52

condividi

Niente green pass, stop all’attività lavorativa. Ma oltre allo stipendio si perde molto di più: ecco tutte le conseguenze economiche dell’assenza ingiustificata.

No green pass al lavoro: cosa si perde oltre lo stipendio

Ormai da oltre due settimane non si parla altro che dell’obbligo del green pass per poter lavorare.

Una novità che d’altronde abbiamo definito storica in quanto l’Italia è stato il primo Paese ad adottare una tale restrizione e solo adesso c’è chi - come ad esempio l’Austria - sta seguendo il nostro esempio.

Non tutti i lavoratori, però, hanno ben capito cosa succede in quei giorni in cui si è sprovvisti di green pass. C’è chi semplifica parlando di assenza ingiustificata con conseguente sospensione dello stipendio, ma con la garanzia di non perdere il posto di lavoro (in quanto non è consentito il licenziamento).

In realtà, come spiegato dalle FAQ ministeriali sul green pass obbligatorio, le conseguenze sono molto più articolate. Non si può semplificare: chi non essendo vaccinato decide di non sottoporsi continuamente a tampone accettando di restare a casa e risultare assente ingiustificato deve sapere a cosa va incontro.

Lo faremo in questa guida, facendo chiarezza su quali sono le conseguenze, non solo per lo stipendio, per coloro che risultano assenti ingiustificati perché sprovvisti di certificazione. D’altronde un riepilogo è reso necessario viste le ultime indiscrezioni a riguardo: sembra, infatti, che l’obbligo del green pass al lavoro potrebbe essere esteso fino a giugno 2022 (al momento la scadenza è fissata al 31 dicembre 2021).

No green pass al lavoro: le conseguenze per ferie e permessi

Di ferie e permessi per gli assenti ingiustificati causa mancanza di green pass ne abbiamo già parlato, ma è importante ritornarci in questo spazio. Ricordiamo, infatti, che durante l’assenza ingiustificata non si maturano né ferie né permessi.

A tal proposito, considerando che ogni mese si maturano due giorni, e poco più, di ferie, un’assenza continuativa di più mesi potrebbe mettere a rischio le ferie estive e al massimo bisognerà attingere da quelle residue. Sempre se queste non siano state già richieste per assentarsi dal lavoro nei giorni in cui si è sprovvisti di certificazione, così da mantenere comunque il diritto alla retribuzione.

Quando ferie, permessi e malattia, non si possono richiedere

Piccola parentesi: non sempre è possibile richiedere ferie, permessi, oppure mettersi in malattia per aggirare l’obbligo del green pass al lavoro e non perdere la retribuzione. Come spiegano le FAQ ministeriali, infatti, qualora l’azienda accerti al momento dell’ingresso che un lavoratore è sprovvisto di green pass, questo risulterà assente ingiustificato fino a quando non si presenterà al lavoro con una certificazione valida. Nel tempo trascorso questo non potrà richiedere ferie, permessi, né tantomeno sarà coperto da un’eventuale indennità di malattia nel caso in cui dovesse ammalarsi.

Discorso differente nel caso in cui il controllo dell’azienda avvenga a posteriori, ossia dopo l’ingresso un ufficio. In tal caso il dipendente senza green pass dovrà tornare a casa, ma avrà la possibilità di richiedere ferie, permessi o malattia (qualora riconosciuta dal medico ovviamente) nei giorni successivi.

Assenza ingiustificata: le conseguenze per la pensione

Non ci sono, invece, conseguenze per la pensione. Come confermato da un recente orientamento della Cassazione, sentenza 15120/2019, infatti, anche in caso di assenza ingiustificata il datore di lavoro deve farsi carico degli oneri contributivi.

Si ha dunque diritto al versamento dei contributi utili per la pensione, per i quali la base di calcolo non potrà essere inferiore all’importo di quella che sarebbe dovuta al lavoratore in applicazione del contratto collettivo.

No green pass al lavoro: le conseguenze per tredicesima e quattordicesima

Tredicesima e - quando riconosciuta - quattordicesima sono delle mensilità di stipendio aggiuntive di cui il lavoratore ne matura il diritto durante l’anno.
Possiamo, infatti, semplificare dicendo che ogni mese si matura 1/12 di tredicesima e quattordicesima. Di conseguenza, chi lavora per tutto l’anno avrà diritto a tredicesima e quattordicesima d’importo pari, o perlomeno vicino, a quello di un normale stipendio.

Tredicesima e quattordicesima, però, non maturano nei periodi di assenza ingiustificata. Questo significa che se durante l’anno c’è stato un mese di assenza ingiustificata, tredicesima e quattordicesima saranno pari a 11/12 dello stipendio, 10/12 con due mesi di assenza e così via.

Figuriamoci a chi si assenta per sei mesi: l’importo di queste mensilità aggiuntive verrà dimezzato rispetto a quanto sarebbe stato riconosciuto qualora non ci fosse stata alcuna interruzione dell’attività lavorativa.

No green pass al lavoro: le conseguenze per l’avanzamento di carriera

L’assenza ingiustificata ha anche conseguenze per un’eventuale progressione economica orizzontale. Come specificato dalle FAQ governative, l’assenza ingiustificata comporta la corrispondente perdita di anzianità di servizio, a qualunque fine. Qualora, dunque, tra i requisiti per l’avanzamento di carriera ci sia anche quello di un “periodo minimo di permanenza nella posizione economica”, è importante sapere che i periodi di assenza ingiustificata non rientrano nel calcolo.

Iscriviti a Money.it