Mutui: quanto pesa (davvero) il Covid-19 sul mercato

Vediamo quali saranno gli effetti del COVID-19 sul mondo dei mutui nel corso del 2020 e quali scenari si prospettano negli anni a venire.

Mutui: quanto pesa (davvero) il Covid-19 sul mercato

La pandemia in corso si sta ripercuotendo sul mercato immobiliare e di riflesso sulle nuove richieste di mutui. È questa la sintesi che emerge dalla pubblicazione dell’Osservatorio del Credito alle Famiglie pubblicato da Assofin, Crif e Prometeia.

Quali saranno gli effetti del COVID-19 sul mondo del credito nel corso del 2020 e quali scenari si prospettano negli anni a venire?

Secondo i dati diffusi dei tre enti, nel primo semestre 2020, il settore creditizio ha subito un forte calo, come era facile immaginare, a causa del blocco totale delle attività produttive dovute al coronavirus.

COVID-19: l’impatto sul credito

Il calo riguarda tutte le tipologie di finanziamento, dai prestiti personali (-32%) alle cessioni del quinto (-17,2%), passando per le erogazioni di nuovi mutui immobiliari destinati all’acquisto residenziale, che calano del 9,3%. L’unico settore ad incrementare significativamente è quello delle surroghe, che riportano un aumento del 46,3%.

In crescita anche il dato relativo alla rischiosità del credito, seppur di poco, probabilmente mitigato dalla massiccia richiesta di sospensione delle rate in seguito alla moratoria sui prestiti decisa dal governo nella fase 1.

Prima del lockdown, il 2020 era iniziato con il passo giusto, lasciando intendere agli operatori del settore che il mercato del credito avrebbe vissuto una rinascita. Nei primi due mesi dell’anno, in particolare, il trend dei nuovi mutui era in crescita, soprattutto rispetto ad un 2019 che aveva registrato un calo del 9,2%.

Secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio di Assofin, Crif e Prometeia relativi al primo semestre 2020, il peggior periodo è stato tra l’ultima settimana di marzo e la prima di aprile, quando le richieste di prestiti e mutui da parte delle famiglie sono calate del 50% rispetto alle settimane precedenti.

Nei mesi successivi si è registrato un progressivo aumento, con il dato di metà maggio che ha visto un 110% sulla settimana precedente e con un picco del 137% delle domande di mutuo nel corso del mese giugno, per poi avere una ricaduta nell’ultima rilevazione del semestre, pari a +108%, colmando dunque solo in parte il gap dei mesi precedenti.

Boom delle surroghe

Nonostante il lockdown, le richieste di trasferimento del mutuo da una banca ad un’altra hanno avuto un forte incremento, continuando a cavalcare l’onda che dura ormai da diversi mesi, ovvero da quando i tassi di interesse sono ai minimi storici. Le surroghe, nel primo trimestre 2020, hanno fatto segnare un inaspettato +135,5%.

Il momento per richiedere un miglioramento delle condizioni di mutuo tramite la portabilità resta buono, complice la forte concorrenza tra le banche che oggi propongono le migliori surroghe a tassi molto competitivi.

Un altro elemento positivo che ha favorito le nuove domande di mutui e prestiti, anche nel periodo di lockdown, è stata la crescente digitalizzazione dei servizi finanziari, sia da parte delle banche sia da parte delle società di consulenza e di intermediazione creditizia.

Effetto COVID-19: cosa aspettarsi dal mercato del credito

La prudenza delle famiglie per l’attuale situazione di incertezza economica è stata determinante per il rallentamento della richiesta di nuovi mutui e del settore immobiliare. Quest’ultimo, in particolare, ha risentito delle ripercussioni in seguito alla fase 1 della pandemia, rendendo di fatto impossibile effettuare sopralluoghi sugli immobili, comprese le perizie delle banche e i lavori di costruzione o ristrutturazione delle case.

È difficile stabilire oggi quale sarà il dato definitivo del 2020, quali saranno gli effetti di un eventuale ulteriore blocco forzato delle attività produttive o se nei prossimi mesi sarà probabile vedere una ripresa delle richieste di mutui.

Appare evidente che le previsioni per il 2020 sul mondo del credito non saranno incoraggianti. Considerando i primi mesi del 2020, che hanno visto un calo generale del credito alle famiglie, sarà difficile colmare il gap, ma sempre secondo l’Osservatorio Assofin, Crif e Prometeia, il 2021 e 2022 potrebbero essere anni di ripresa, grazie anche alle prospettive di crescita del quadro macroeconomico.

Ci si aspetta dunque un recupero del flusso di credito nel corso del prossimo biennio, seppure la propensione al consumo sarà sempre condizionata dalla paura di un ritorno ad uno scenario sanitario preoccupante.

Mutui 2020: cosa fare?

Comprare casa con un mutuo è una scelta che richiede sempre molta attenzione, e in particolare, in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, scegliere la soluzione finanziaria adatta alle proprie esigenze è ancora più importante.

Chi si trova alle prese con l’acquisto di una casa, oggi, ancora più di prima, dovrebbe valutare tutte le garanzie che vengono offerte dalle compagnie assicurative, che prevedono la protezione del debito in caso di eventi negativi, quali la perdita di lavoro, l’invalidità permanente o la morte di un mutuatario che percepisce reddito.

Al contrario delle varie iniziative di moratoria per la sospensione delle rate proposte dal governo e dai singoli istituti di credito, la polizza a protezione del credito tutela il debitore pagando al suo posto la rata dovuta alla banca, fino ai limiti previsti dal contratto.

Un’altra condizione che in questo momento può aiutare chi deve prendere la decisione di comprare casa con un mutuo è il valore dei tassi di interesse, attualmente ai minimi storici. In particolare, con un mutuo a tasso fisso oggi è possibile sottoscrivere condizioni che difficilmente si ripeteranno in futuro.

L’Eurirs, il parametro dei mutui a tasso fisso, secondo l’ultima rilevazione, è pari a 0,05 per la durata ventennale, 0,03 per quella a 25 anni e 0,00 per la scadenza a 30 anni. Questo significa che aggiungendo uno spread, ovvero il guadagno della banca, in media sotto l’1%, oggi sarebbe possibile ottenere un mutuo a tasso finito tra lo 0,70% e l’1,00%, anche per durate di lunga scadenza.

Facciamo una simulazione: su un mutuo di 130.000 euro in 25 anni ad un tasso dello 0,90% con LTV (Loan to value) fino all’80%, si pagherà una rata fissa di 484,07 euro, che corrisponde ad un totale di interessi da restituire poco superiore a 15.000 euro per tutta la durata del prestito, circa 500 euro ogni anno.

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