Mercato azionario: continuano i rialzi, ma non durerà. Ecco il modello che lo dimostra

Vittoria Patanè

26/11/2013

L’andamento annuale dei mercati azionari globali subirà un ripiegamento. Il modello di Citigroup lo dimostra

Mercato azionario: continuano i rialzi, ma non durerà. Ecco il modello che lo dimostra

L’azionario continua a salire mettendo un atto un rally che sembra infinito. Sembra, ma non lo è. A dimostrarlo arriva uno degli indicatori del sentiment di mercato più utilizzato dagli investitori di tutto il mondo: il modello panico/euforia di Citigroup che analizza l’andamento dei mercati internazionali, basandosi sull’analisi dei forward ad un anno.

Ebbene, secondo questo strumento il record dei listini azionari globali durerà ancora per poco. Nel frattempo Wall street e Francoforte continuano a viaggiare sui loro massimi storici, Tokyo prosegue la sua impennata, mentre Piazza Affari si mantiene al livello più alto degli ultimi cinque anni.

I listini azionari americani

L’esempio più significativo di quanto abbiamo appena detto, è dato dall’andamento nel corso dell’ultimo anno di S&P 500, che nel corso del 2013 ha messo in atto un rialzo del 27%, viaggiando attualmente a quota 1.800 punti e con un rapporto prezzo/utili pari al 16,5.

Non è da meno il Dow Jones che nell’ultimo anno ha guadagnato il 27,12%, superando i 16.000 punti.

Stessa cosa per quanto riguarda il mercato borsistico elettronico statunitense. l’indice Nasdaq è salito nel 2013 del 36,33%, raggiungendo quota 4.000 punti.

L’andamento dei listini americani è stato senza dubbio favorito dalla politica monetaria della Fed che, negli ultimi 6 anni, ha messo in atto tre diversi piani di allentamento monetario, iniettando sui mercati finanziari più di 2mila miliardi di dollari.

La borsa di Tokyo

Nei primi 6 mesi dell’anno in corso, a tenere banco è stata però la prestazione messa in atto dall’indice Nikkei, che dopo aver raggiunto il suo massimo storico lo scorso 23 maggio, portandosi a quota 15.942 punti, attualmente viaggia intorno ai 15.500 punti, con un rialzo annuale del 68.11%.

I listini europei

Tornando nel vecchio continente, i listini europei, trascinati dall’andamento internazionale, ma anche dalle decisioni della BCE (ricordiamo che Mario Draghi ha abbassato i tassi d’interesse allo 0,25% appena 2 settimane fa) hanno preso parte a questo rally biennale.

Il DAX è quello che ha subito i maggiori benefici, guadagnando il 27,59% in un anno e superando quota 9mila punti.

Parlando dell’Italia invece, Piazza Affari si trova ai massimi da 5 anni con i suoi 18.784 punti (chiusura di ieri), facendo segnare un rialzo, dal novembre 2012 a oggi di oltre 3.000 punti.

Bene anche il FTSE 100 che ha guadagnato in un anno il 20,4% e il CAC 40 che attualmente si trova a quota 4.300 punti.

Il modello panico/euforia

Secondo vari studi, i cicli rialzisti dei listini hanno una durata media di due anni, passati i quali inizia un periodo di ripiegamento chiamato fase dell’orso.

Il modello panico/euforia stilato da Citigroup per misurare il sentiment dei mercati si basa su due umori, il panico e l’euforia, e sui foward annuali.

Secondo gli analisti della più grande azienda di servizi finanziari del mondo, questi indicatori sono utili per predire l’andamento economico - finanziario.

Tobias Levkovich, strategist di Citi, ha spiegato la settimana scorsa che:

«sono due settimane consecutive in cui si assiste a segnali di euforia, confermati da flussi di moneta in aumento»

A questo punto però arrivano le notizie negative: l’indicatore è infatti contrarian e ciò significa che questa euforia rappresenta un segnale negativo:

I numeri sull’euforia indicano che il mercato potrebbe soffrire un ritracciamento, con una probabilità storica dell’83% di perdite nei prossimi 12 mesi"

L’analisi è basata sullo Standard & Poor’s Index, e indica che, nonostante attualmente l’indice venga scambiato ad un valore 17 volte superiore agli utili effettivi delle aziende che lo compongono, questa euforia si spegnerà presto, lasciando il posto al panico.

Gli investitori sono dunque avvertiti.

Di seguito vi mostriamo il grafico che rappresenta il trend del mercato azionario americano nel modello panico/euforia e che mostra le probabilità di ripiegamento dell’azionario statunitense.