Wall Street: quali sono le 5 Ipo più attese nel 2021?

Pierandrea Ferrari

4 Gennaio 2021 - 07:30

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Il 2020 è stato un anno da record per le Ipo sui mercati finanziari, ma secondo gli analisti potremmo assistere ad una ulteriore impennata degli esordi in Borsa nel corso dei prossimi dodici mesi.

Wall Street: quali sono le 5 Ipo più attese nel 2021?

Un’aria elettrica continua a pervadere i mercati finanziari globali. Dopo un 2020 che ha visto il battesimo in Borsa di 216 titoli – livello record dal 2014 – gli analisti prevedono un altro corposo round di Initial public offering (Ipo) nel corso dei prossimi mesi.

D’altronde, nonostante le congiunture pandemiche abbiano fiaccato i fondamentali globali, i mercati hanno vissuto quest’anno l’ennesima stagione del toro, beneficiando ampiamente dei Qe in chiave anti-Covid approvati dalle banche centrali. E questo - come confermato dal rush delle ultime settimane - ha alimentato la corsa alla quotazione, con le aziende che continuano a stilare i loro prospetti per prendersi le ultime fette di torta.

Ma quali sono le 5 Ipo più attese nel 2021? Ecco una classifica delle aziende che potrebbero convincere gli investitori a mettere mano al loro portafoglio.

1. Roblox

Roblox, azienda statunitense produttrice di videogame, era attesa sui mercati già nel mese di dicembre, sulla scia delle raccolte record di Airbnb e DoorDash. Il ritardo, secondo fonti societarie, sarebbe da ascrivere all’ambizione dei vertici di strappare una quotazione più alta all’esordio.

In ogni caso, non vi sono dubbi sul fatto che nel 2021 il titolo Roblox inizierà a scuotere i mercati. Nelle stime, l’Ipo dell’azienda dovrebbe raggiungere – e forse superare - il miliardo di dollari, nonostante un anno finanziario altalenante.

2. Affirm Holdings

Uno slot a gennaio è stato prenotato da Affirm Holdings, azienda con base a San Francisco che offre prestiti ad interesse zero per i clienti che affidano i consumi ai loro servizi. Anche in questo caso si tratta di una Ipo messa in stand-by a dicembre, con i vertici della piattaforma USA che hanno preferito lasciar spazio ai travolgenti esordi di alcune big del segmento tech a stelle e strisce.

Come evidenziato dal prospetto consegnato alla Sec – ente statunitense preposto alla vigilanza della Borsa – l’azienda ha registrato perdite nette per 120,5 milioni di dollari nel 2020, ma gli analisti prevedono comunque una raccolta miliardaria nelle prossime settimane.

3. Atotech

Nel caso di Atotech, società tedesca con sede a Berlino che produce prodotti chimici, l’esordio in Borsa era stato fissato per il primo semestre del 2020, ma le evoluzioni sul fronte pandemico avevano indotto il board a rallentare le operazioni per scongiurare effetti negativi sulla quotazione di mercato.

Nel prospetto redatto a gennaio i vertici della società avevano tracciato perdite nette per 23,7 miliardi di dollari, con un fatturato a quota 1,2 miliardi. Ora, quasi un anno dopo, gli analisti vedono una Ipo che potrebbe raccogliere circa un miliardo di dollari.

4. Petco

Da attenzionare anche Petco, l’azienda made in USA che copre tutto lo spettro dei servizi e dei beni dedicati agli animali domestici. Fondata nel 1965, la società potrebbe raggranellare fino a 800 milioni di dollari con la sua Ipo.

Del resto, i risultati finanziari di Petco sono particolarmente incoraggianti, soprattutto sul versante della profittabilità. Tra il 2018 e il 2019 le perdite nette hanno registrato una contrazione rilevante, passando da 413 a 103 milioni di dollari. Buone notizie anche per quanto riguarda i ricavati delle vendite, che nel 2019 segnalavano un giro d’affari da 4,43 miliardi di dollari.

5. Southeastern Grocers

Per ultimo, Southeastern Grocers, la catena di supermercati con sede a Jacksonville. Nel maggio del 2018 l’azienda ha dichiarato bancarotta, ma una rapida ed efficace ristrutturazione del business ha permesso alla società di riprendere il cammino.

Ora, si punta al mercato: grazie ad un sostanzioso miglioramento dei fondamentali economici, l’azienda cercherà di incassare 500 milioni di dollari con la sua offerta pubblica iniziale.

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