L’indiscrezione è stata lanciata oggi da Reuters: l’azienda spaziale punta all’accesso nel Nasdaq 100 con l’IPO che potrebbe avvenire già a giugno 2026.
Il 2026 potrebbe essere un anno molto importante per SpaceX, l’azienda spaziale fondata da Elon Musk. All’inizio dell’anno è arrivato l’annuncio della fusione con la startup di intelligenza artificiale xAI, che include anche la piattaforma social X e il chatbot Grok. L’operazione ha dato vita a un colosso tecnologico con una valutazione complessiva stimata intorno ai 1.250 miliardi di dollari. Un accordo che, secondo molti osservatori, potrebbe essere servito anche a spianare la strada verso una futura quotazione in Borsa di SpaceX.
Secondo un’indiscrezione lanciata da Reuters, SpaceX sarebbe sempre più propensa a sbarcare sui mercati finanziari e starebbe valutando l’ingresso nel Nasdaq-100, l’indice che comprende le 100 maggiori aziende non finanziarie quotate sul mercato Nasdaq. Tra le opzioni ci sarebbe anche la New York Stock Exchange, ma secondo l’agenzia, che cita quattro fonti vicine al dossier, la direzione preferita sarebbe proprio il Nasdaq. L’IPO potrebbe arrivare già nel mese di giugno di quest’anno e sarebbe destinata a entrare nella storia: si tratterebbe infatti dell’offerta pubblica iniziale con la valutazione più alta mai registrata, circa 1,75 trilioni di dollari.
Già a giugno dovrebbe esserci l’IPO
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L’ingresso nel Nasdaq-100 potrebbe avvenire già a giugno grazie a una modifica delle regole che prevede una procedura di accesso «fast entry». In sostanza, le società che si presentano sul mercato con una capitalizzazione tale da collocarle tra le prime quaranta aziende dell’indice possono essere ammesse in tempi molto rapidi, anche nel giro di poche settimane. SpaceX punterebbe a una valutazione compresa tra 1.500 e 1.750 miliardi di dollari, che la collocherebbe al sesto posto tra le società con maggiore valore di mercato negli Stati Uniti.
Con le regole precedenti, invece, le aziende appena quotate dovevano attendere fino a un anno prima di poter entrare nei principali indici azionari, come il Nasdaq-100 o l’S&P 500, dimostrando prima agli investitori di avere stabilità finanziaria sufficiente per sostenere l’elevato volume di scambi generato dagli investitori istituzionali.
La scelta di puntare sul Nasdaq-100 sarebbe legata anche alla maggiore visibilità dell’indice tra i grandi fondi e gli investitori istituzionali. Sebbene il NYSE disponga di indici simili, questi risultano meno seguiti dal mercato tecnologico. SpaceX, al momento, non ha commentato ufficialmente l’indiscrezione, ma un suo debutto in Borsa potrebbe aprire la strada anche ad altre startup di alto profilo come OpenAI o Anthropic, che stanno preparando il terreno per possibili future quotazioni.
SpaceX si presenterebbe al mercato con un fatturato 2025 stimato intorno ai 16 miliardi di dollari. Gran parte della crescita degli ultimi anni deriva dal successo di Starlink, il servizio di connessione Internet satellitare che nel 2025 avrebbe generato circa 10,6 miliardi di dollari di ricavi. Secondo alcune stime, nei prossimi anni il giro d’affari legato a Starlink potrebbe crescere ancora in modo significativo, grazie all’espansione della rete satellitare globale.
La seconda grande fonte di entrate resta però il settore dei lanci spaziali commerciali, dove SpaceX si è affermata come il principale operatore privato al mondo, grazie alla flotta di razzi riutilizzabili e ai contratti con governi, agenzie spaziali e aziende private.
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