Macron cede ai gilet gialli ma il deficit vola: cosa farà ora l’Europa dopo lo stop all’Italia?

Macron ha annunciato una serie di misure per venire incontro alle richieste dei gilet gialli: ecco l’impatto che avrà questa proposta di tregua sui conti pubblici.

Macron cede ai gilet gialli ma il deficit vola: cosa farà ora l'Europa dopo lo stop all'Italia?

La collera è giusta, in un certo senso, ma la violenza è inaccettabile, saremo intransigenti con i violenti”. Decide per una volta di svestire i panni del falco Emmanuel Macron, recitando la parte della colomba in diretta TV per cercare di venire incontro ulteriormente alle richieste dei gilet gialli.

Con la Francia da settimane nel pieno caos per le proteste e gli scontri, l’inquilino dell’Eliseo dopo la cancellazione della tassa sul carburante ha annunciato anche altre misure per cercare di riportare la calma nel paese.

Via libera dunque a una serie di provvedimenti come l’aumento del salario minimo e la detassazione degli straordinari. Per le casse transalpine però sarà un autentico salasso, che andrà ad appesantire una manovra economica voluta da Macron già segnata dall’aumento del deficit che così schizzerebbe al 3,5%.

Macron apre ancora ai gilet gialli

Recita il mea culpa Emmanuel Macron nel suo discorso alla nazione. Di fronte a chi lo accusa di spocchia e di essere a servizio soltanto dell’élite, il presidente francese in diretta TV ammette i suoi sbagli dicendosi pronto a rimediare.

Nei giorni scorsi, a seguito delle energiche e prolungate proteste dei gilet gialli, l’Eliseo aveva prima annunciato una moratoria sul pacchetto di aumenti riguardanti gli automobilisti - la miccia che ha scatenato questa sorta di “rivolta” - per poi annunciare anche il passo indietro sull’aumento delle accise per le bollette elettriche.

Per i gilet gialli - che nel frattempo hanno presentato un corposo elenco di rivendicazioni molto simili a un manifesto politico - tutto questo non era però sufficiente con le proteste che quindi sono proseguite.

Con la Francia scossa emotivamente e ferma economicamente - nell’ultimo periodo ci sarebbe stato un sensibile rallentamento della crescita del Pil - Emmanuel Macron ha deciso così di cedere ulteriormente ai gilet gialli.

Parlando alla nazione, il presidente ha annunciato l’aumento di 100 euro del salario minimo (che arriverà quasi a 1.300 euro), lo stop ai nuovi prelievi previsti per le pensioni sotto i 2.000 euro e la detassazione degli straordinari.

Impegni concreti e importanti quelli presi dal governo ma che non sembrerebbero essere sufficienti per placare le proteste: per sabato infatti i gilet gialli hanno annunciato una nuova manifestazione a Parigi.

Vola il deficit

Già nei mesi scorsi da ambienti filogovernativi nostrani si era levato un coro: perché la Francia - al contrario dell’Italia - può alzare il deficit senza incorrere nelle ire della Commissione Europea?

Nella manovra economica d’Oltralpe infatti Macron ha scelto di aumentare il deficit dal 2,6% al 2,8%, mettendo sul piatto un piano da 25 miliardi per tagliare drasticamente le tasse ai cittadini e alle aziende.

La Francia quindi si poteva permettere questa legge di Bilancio molto espansiva vista la natura delle misure decise - che dovrebbero far aumentare il Pil - ma anche per avere debito pubblico e spread molto più contenuto rispetto all’Italia.

Lo scorso 21 novembre, il giorno della bocciatura della nostra manovra, la Commissione Europea si è espressa anche sulla finanziaria francese evidenziando più di una perplessità a riguardo - specie per il possibile aumento del debito pubblico - anche se la situazione generale è stata definita “non particolarmente seria” a differenza dell’Italia.

Le nuove misure annunciate da Emmanuel Macron avranno però adesso un impatto sulle casse statali di almeno 10 miliardi, con il deficit che quindi dal 2,8% dovrebbe schizzare anche al 3,5%.

Resta da capire adesso dove il governo francese andrà a reperire le risorse economiche necessarie per coprire questo buco: oltre alle difficoltà interne, per Macron adesso potrebbero arrivare anche quelle con l’Europa, anche se Bruxelles dopo il “caso Italia” potrebbe non avere molta voglia di aprire un fronte anche con Parigi.

Per Lega e Movimento 5 Stelle alla fine questa potrebbe essere una buona notizia: se l’Unione chiuderà un occhio con la Francia, potrebbe essere più morbida anche con noi.

Prima però si dovrà vedere se Macron metterà sul tavolo anche un aumento delle tasse per le classi più abbienti - come chiesto dai gilet gialli - trovando così la quadra per la sua manovra contenendo l’aumento del deficit.

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