Il MES spacca Forza Italia: i “ribelli” pronti a staccarsi e Berlusconi si infuria

Alessandro Cipolla

3 Dicembre 2020 - 16:15

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La decisione di Silvio Berlusconi di non votare la riforma del MES sta infiammando Forza Italia: gli azzurri filo-governativi sarebbero pronti a staccarsi votando a favore il prossimo 9 dicembre, ma l’ex premier furioso non vuole cambiare linea anche per lasciare la patata bollente nelle mani del Movimento 5 Stelle.

Il MES spacca Forza Italia: i “ribelli” pronti a staccarsi e Berlusconi si infuria

Cosa può accomunare Forza Italia e il Movimento 5 Stelle? In teoria sarebbero due partiti agli antipodi, ma adesso in vista del voto del 9 dicembre sulla riforma del MES sembrerebbero avere un destino comune.

In Parlamento infatti solo gli azzurri e i pentastellati sono divisi su come votare quando si dovrà decidere se ratificare o meno la recente modifica del Salva-Stati, con la maggioranza che potrebbe non avere i numeri per un via libera al Senato.

Nei giorni scorsi infatti Silvio Berlusconi, abiurando in qualche modo le posizioni passate del suo partito sul MES, ha annunciato il voto contrario di Forza Italia adducendo due motivi.

Il primo che “i soldi versati dall’Italia potranno essere utilizzati altrove anche contro la volontà italiana”, mentre il secondo che “il Parlamento europeo non avrà alcun potere di controllo e la Commissione europea sarà chiamata a svolgere un ruolo puramente notarile”.

Motivazioni che però sono state smontate da un fact checking di Pagella Politicala riforma del MES non modifica i suoi meccanismi decisionali e dunque per le principali decisioni circa la concessione dei prestiti agli Stati vale sempre il criterio del comune accordo”, mentre per la seconda motivazione “non è vero che la Commissione sia ridotta ad avere un ruolo puramente notarile, cioè di prendere atto delle decisioni assunte dal MES”, visto che “restano in capo diverse fondamentali funzioni”.

Il sentore è che la scelta di Berlusconi sia figlia di una logica prettamente politica: non fare arrabbiare Salvini che era già era pronto a porre fine al centrodestra se Forza Italia avesse votato a favore, lasciando così la patata bollente del MES tutta nelle mani del Movimento 5 Stelle che infatti è subito andato in crisi.

MES: Forza Italia si spacca e Berlusconi si infuria

Senza il soccorso di Forza Italia, al Senato tutto dipenderà dal Movimento 5 Stelle. Notizia fresca è la lettera di 69 parlamentari pentastellati indirizzata al reggente Vito Crimi e ai ministri Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro.

Tra i firmatari ci sono 17 senatori: se dovessero mantenere la loro posizione contraria, il 9 dicembre la maggioranza andrebbe sotto e Giuseppe Conte il giorno dopo si presenterebbe al Consiglio Europeo senza l’ok dell’Italia alla riforma.

Alcune voci fanno notare come la presa di posizione di Forza Italia abbia aumentato la pressione nei grillini, così da rendere maggiormente necessario un aiuto da parte degli azzurri: con la questione Mediaset a fare da sfondo, Berlusconi così potrebbe avere più peso in un eventuale dialogo con la maggioranza.

Se però il tutto fosse dettato solo dal non volere irritare Matteo Salvini salvando così il centrodestra, in vista anche delle regionali in Calabria e dell’importante tornata delle amministrative 2021, allora ecco che pure Forza Italia potrebbe presto fare i conti con una fronda di dissidenti che sarebbero capeggiati da Renato Brunetta.

Si parla di una decina di deputati e cinque senatori azzurri che sarebbero disposti comunque votare a favore della riforma del MES, eventualità che potrebbe portare a una scissione con la nascita di un gruppetto di forzisti pronti a sostenere il governo.

Silvio Berlusconi, tornato nella villa della figlia a Nizza, viene così descritto come furioso per le voci delle fibrillazioni interne che arrivano da Roma, ma anche il suo storico consigliere e braccio destro Gianni Letta sarebbe contrariato dalla piroetta azzurra sul Salva-Stati.

Il MES così potrebbe segnare il destino sia di Forza Italia che del Movimento 5 Stelle: strano scherzo del destino per due partiti che da sempre poco si apprezzano, ma da qui al 9 dicembre molte cose possono ancora accadere.

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