Lima 2015, interviene Draghi: il Quantitative Easing 2 è più vicino

QE 2 più vicino, dal Perù si fa sentire Draghi e ribadisce la volontà della BCE all’intervento. Incontro con Janet Yellen e Fischer: FED attenta al contesto internazionale.

Mario Draghi torna a farsi sentire, stavolta da Lima dove è in corso il meeting annuale tra il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale, e adesso la marcia verso il Quantitative Easing 2 sembra davvero inarrestabile. Il presidente della BCE ha incontrato anche Janet Yellen e il suo vice Stan Fischer.

Situazione difficile per la BCE: mentre la Federal Reserve si prepara ad aumentare il tasso d’interesse, in Europa si va in direzione del potenziamento e prolungamento del programma di Quantitative easing. Una divergenza di politiche monetarie totale, che nel forex darebbe origine a grandi movimenti: la discesa dell’euro potrebbe quindi riprendere con ritmo ed intensità maggiori rispetto a quella degli ultimi due anni.

Contesto economico “più difficile”: quali ripercussioni in Europa?
Il rallentamento delle economie dei Paesi emergenti, in primis di Cina e Brasile, costringe la BCE ad osservare con attenzione le ripercussioni in Europa: se la domanda interna resta bassa e quella esterna si deprime, lo scenario si fa allarmante. Ci sono “rinnovati rischi” per l’area-euro, l’obiettivo dell’inflazione al 2% è ancora molto lontano e anzi, è addirittura tornata la deflazione.

“Ci sono ancora rischi al ribasso per l’inflazione, siamo pronti in qualunque momento a qualunque azione”

Da tre anni Draghi è in prima linea nel ribadire che la Banca Centrale Europea è pronta a fare “ whatever it takes ”, “tutto il necessario” affinché vengano raggiunti gli obiettivi di Francoforte e l’insistenza del governatore fa pensare che il QE 2 adesso è davvero vicino:

“Stiamo valutando la forza e la persistenza dei fattori che determinano questi rischi. Se vedremo che la normalizzazione si allontana troppo nel tempo, il programma ha la flessibilità per essere aggiustato nelle dimensioni, nella composizione e nella durata”.

L’ombra della Cina
Più rassicurante che in passato è l’outlook cinese: le preoccupazioni per il rallentamento dell’economia del gigante asiatico, che ha scosso i mercati di tutto il mondo durante l’estate scorsa, vanno affievolendosi in seguito a segnali positivi da Pechino e a prospettive di crescita che si mantengono al di sopra del 6%, con il target del 6,8% per il 2016.

Incontro Draghi-Yellen: verso la fine dei bassi tassi d’interesse?
L’atteso rialzo del tasso d’interesse negli USA è uno dei motivi d’incertezza dei mercati finanziari, emblema dell’attuale divergenza delle economie e delle politiche monetarie statunitense ed europea. E Draghi spende parole di ammonimento per i Paesi con un alto debito pubblico, invitandoli a «un’elevata disciplina fiscale» per non subire l’eventuale fine dei bassi tassi d’interesse.
L’argomento per ora non riguarda la BCE, che aspetterà momenti migliori per l’economia del Vecchio Continente. Al contrario i riflettori sono puntati sulla FED, che fino a poco tempo fa sembrava impaziente e in procinto di procedere con il tanto atteso aumento. Ora invece sembra esprimersi in maniera differente e Fischer ha affermato che la Federal Reserve è molto più attenta ai fattori internazionali rispetto al passato. Questa dichiarazione sembra avvalorare l’ipotesi del rinvio dell’aumento del tasso almeno fino al prossimo anno.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories