Liberi e Uguali subito in calo, ha ragione Renzi a parlare di regalo a Berlusconi?

Liberi e Uguali in calo secondo un sondaggio di EMG, ritorna in auge allora la polemica di Matteo Renzi sul voto utile e sulla divisione che avvantaggerebbe la destra.

Liberi e Uguali subito in calo, ha ragione Renzi a parlare di regalo a Berlusconi?

Neanche il tempo di commentare la nascita di Liberi e Uguali che subito Matteo Renzi aveva sentenziato “Votare per la cosa rossa, per la sinistra radicale, significa fare un favore a Salvini e Berlusconi”, facendo così scoppiare l’ennesima polemica con gli scissionisti.

Un sondaggio elettorale realizzato da EMG Acqua, il primo che prende in considerazione la lista unitaria di sinistra, posiziona però Liberi e Uguali in calo rispetto alle somme dei partiti che la compongono relative a una settimana prima. Matteo Renzi quindi può aver ragione a parlare di voto utile?

Renzi subito contro Grasso

Se queste sono le avvisaglie il sentore è che questa campagna elettorale sarà segnata da dei toni più che aspri. Domenica scorsa a Roma è nata ufficialmente Liberi e Uguali, la lista unica di sinistra che prenderà parte alle elezioni politiche 2018.

Movimento Democratico e Progressista, Sinistra Italiana e Possibile di Pippi Civati, alla fine sono giunti ad un accordo per correre tutti insieme sotto le spoglie di un’unica lista: così facendo la soglia di sbarramento del 3% non dovrebbe essere un problema, con una coalizione invece si sarebbe dovuto raggiungere il 10% dei voti.

A guidare Liberi e Uguali ci sarà Pietro Grasso, che ha sciolto ogni dubbio accettando la sfida di provare a rianimare una sinistra che negli ultimi anni ha perso sempre più appeal e soprattutto elettori.

Con l’ufficializzazione della lista però naufragano ormai in maniera definitiva le speranze di poter arrivare a un accordo elettorale con il Partito Democratico. Alle elezioni quindi il centrosinistra sarà diviso in due o addirittura in tre si si vuol considerare la “ribelle” Rifondazione che non ha aderito al progetto unitario di Grasso.

Poco dopo la nascita di Liberi e Uguali ecco subito Matteo Renzi, ospite nel salotto di Fabio Fazio, bollare come regalo a Berlusconi e Salvini questa divisione tornando a invocare il voto utile contro la destra.

Votare per la cosa rossa, per la sinistra radicale, significa fare un favore a Salvini e Berlusconi. A Grasso faccio in bocca a lupo, poi bisogna capire se comanderà Grasso o D’Alema. La sinistra è una cosa più grande di una sola persona e perciò se in un collegio votare per la cosa rossa, per la sinistra radicale, significa fare un favore a Salvini o Berlusconi, penso che un elettore di sinistra farà fatica, sapendo che fa vincere loro.

Questa “cosa rossa” quindi per l’ex premier sarebbe utile soltanto al centrodestra visto che potrebbe togliere, soprattutto nei collegi uninominali del Centro Italia, voti preziosi al Partito Democratico tutto a vantaggio questo di Berlusconi e Salvini.

Sinistra giù nei sondaggi

Sul significato e sulla convenienza del voto utile si potrebbe disquisire all’infinito senza arrivare a una conclusione. Per capire la situazione del centrosinistra in italia però ci si può affidare ai numeri, che spesso si sono poi rivelati veritieri, snocciolati da un recente sondaggio condotto dall’istituto EMG Acqua.

Secondo l’indagine, il Partito Democratico al momento sarebbe al 25,3%, -0,3% rispetto a sette giorni prima, mentre Liberi e Uguali verrebbe attestata al 5,2%, anche qui con un -0,3% se si sommano i voti di MDP, Sinistra Italiana e Possibile di sette giorni fa.

In totale la coalizione di centrosinistra che fa il perno sul PD sarebbe al 30%, anche se c’è ancora il dubbio relativo alla presenza o meno di Campo Progressista dell’eterno indeciso Giuliano Pisapia.

In testa ci sarebbe il centrodestra al 35,1% con il Movimento 5 Stelle, primo partito del paese, al 28,3%. Insieme quindi centrosinistra e Liberi e Uniti sarebbero, anche se di un soffio, in testa con il 35,2% davanti anche a Berlusconi e Salvini.

Questa è la prima considerazione da fare quando si parla di voto utile: senza contare anche i tanti elettori dell’area che ultimamente non si sono recati alle urne, una coalizione ampia di centrosinistra sarebbe la prima forza del paese.

Anche qui ora si potrebbe discutere a lungo di chi sia la colpa di questa divisione. Gli scissionisti possono aver avuto i loro buoni motivi nell’abbandonare il PD e Matteo Renzi è ovvio che abbia più di un dubbio nel doverli riabbracciare ora dopo lo sgarbo.

Su una cosa sicuramente Renzi ha ragione: vista questa legge elettorale, un centrosinistra diviso regalerà molti collegi uninominali del maggioritario una volta considerati sicuri al centrodestra.

Nonostante questo “regalo”, alla fine comunque non dovrebbe uscire nessun vincitore dalle prossime elezioni, con la vera partita che si giocherà una volta che le urne saranno chiuse nelle varie sedi di partito per cercare di trovare un accordo per le larghe intese.

Condividi questo post:

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su Matteo Renzi

Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del Dlgs 196/03.

Commenti:

Potrebbero interessarti

Alessandro Cipolla -

Elezioni politiche 2018 Partito Democratico: il programma e i sondaggi per Matteo Renzi

Elezioni politiche 2018 Partito Democratico: il programma e i sondaggi per Matteo Renzi

Commenta

Condividi

Alessandro Cipolla -

Sondaggi: Renzi nei testa a testa batte Di Maio e Berlusconi. Rimpianto ballottaggio?

Sondaggi: Renzi nei testa a testa batte Di Maio e Berlusconi. Rimpianto ballottaggio?

Commenta

Condividi

Alessandro Cipolla -

“Mai con Berlusconi”. Renzi a differenza degli scissionisti può dirlo

“Mai con Berlusconi”. Renzi a differenza degli scissionisti può dirlo

Commenta

Condividi