Lavorare nel fintech: opportunità, figure più cercate e meglio pagate

31 Ottobre 2022 - 10:29

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Nel settore c’è spazio per professionisti con delle competenze ben specifiche, come esperti di digital marketing, data scientist, sviluppatori, hacker etici e programmatori

 Lavorare nel fintech: opportunità, figure più cercate e meglio pagate

Essendo relativamente “nuovo” e in continua evoluzione, il settore del fintech offre parecchie opportunità di lavoro per professionisti con competenze specifiche in ambiti come il marketing, l’economia e lo sviluppo di software. Andando sui siti ufficiali di aziende come N26 e Klarna è possibile trovare lunghi elenchi di posizioni aperte, che testimoniano il buono stato di queste realtà. La loro crescita le porta talvolta ad aprire delle sedi in altri Paesi, da “popolare” con un importante campagna di assunzioni.

Scopriamo insieme quali sono le figure professionali più ricercate e meglio pagate nel mondo del fintech.

Lavorare nel fintech: lauree e figure più richieste

Avere conoscenze tecnologiche è essenziale se si vuole essere “attraenti” per le imprese che operano nel fintech. La miglior combinazione professionale per ottenere un posto di lavoro nel settore è una laurea in telecomunicazioni, matematica o ingegneria, senza dimenticare profili più tradizionali come laureati in economia e legge.

Tra le categorie più richieste spiccano:
Business data analyst, un professionista che permette alle imprese di sfruttare i dati per creare nuovi modelli di business trasformando i dati in informazioni comprensibili;

Compliance manager: permette di rimanere al passo con i cambi normativi che a seguito della crisi finanziaria del 2007-2008 sono sempre più frequenti e stringenti;

Esperti in sicurezza informatica, essenziali per proteggere l’azienda da eventuali attacchi (sempre più frequenti a livello mondiale).

Professionisti in ambito User Experience (UX), che si occupano di elaborare l’intera esperienza dell’utente, creando interfacce tangibili che semplificano e rendono efficace l’interazione dell’utente con l’app o la piattaforma fintech. L’idea? Rendere l’esperienza utente facile e accattivante come su Facebook. Nessuno, infatti, si è mai dovuto leggere un manuale di istruzioni per utilizzare il famoso social network.

Requisiti richiesti e aree d’impiego

Conoscenza tecnologica e spirito collaborativo sono sicuramente due delle skill più importanti per lavorare nel settore; volontà di imparare e mettersi in gioco, facilità di adattamento al cambiamento e perseveranza le qualità che permettono ai nuovi assunti di ritagliarsi un futuro nel settore.

Gli alti livelli di investimenti che il fintech attrae ogni anno lo rendono un settore estremamente competitivo, pertanto ai lavoratori viene richiesta la capacità di sopportare alti livelli di stress.

Ma in quali aree operano le fintech? Scopriamole insieme.

Finanza personale: app e piattaforme che permettono di organizzare in modo automatico le spese in tempo reale, unendo le informazioni finanziarie di tutti i conti bancari e le carte.

Equity crowdfunding: piattaforme che permettono di finanziare progetti, ma a differenza del crowdlending, gli investitori ottengono azioni del progetto, diventandone azionisti.

Pagamenti: permettono attraverso dispositivi mobili o elettronici di facilitare l’erogazione online (ecommerce) o nei negozi di pagare senza ricorrere a carte bancarie.

Investimenti: attraverso gestori automatizzati, chiamati roboadvisors, permettono agli investitori di mantenere, gestire e aumentare la propria ricchezza, o risparmiare sulla pensione.

Crowdlending: piattaforme che erogano prestiti e uniscono le imprese che cercano capitali con investitori che vogliono incrementare la propria ricchezza senza dover ricorrere alle banche prestando capitali alle imprese.

Rimesse estere: piattaforme e app progettate per consentire alle imprese di gestire le proprie operazioni e il rischio di cambio relativo alle variazioni dei tassi di cambio tra due valute, in modo più sicuro e efficiente attraverso nuove soluzioni tecnologiche.

Quanto guadagna chi lavora nel fintech

Un ruolo fondamentale all’interno di una fintech lo gioca il Cto, noto anche come Chief Technology Officer: è il direttore della tecnologia ed è responsabile di tutta l’app o della piattaforma tecnologica sulla quale si basa l’attività imprenditoriale di una impresa fintech. È senza dubbio una delle figure più ricercate e pagate all’interno del settore. Un Rel minimo di un Cto in Italia si attesta intorno ai 50.000€, ma può raggiungere cifre più elevate pari a 100.000€. Ovviamente in altri Paesi, come ad esempio Regno Unito e Usa, la figura del Cto è ancora più remunerata.

Il range salariale nel settore fintech in Italia, per gli altri profili, varia da 35.000 euro a 60.000 euro lordi per i profili senior, professionisti con oltre tre anni di esperienza. Per i profili junior il range si muove tra 20.000 e 35.000 euro lordi all’anno. Soprattutto all’estero, la maggior parte delle imprese fintech offre azioni e benefit speciali per trattenere il più a lungo possibile i professionisti all’interno della propria organizzazione, pratica ancora poco diffusa in Italia.

Dalle banche al fintech il passo (non) è breve

Molti dei professionisti del settore bancario che, perso il lavoro a causa di esuberi e licenziamenti, tornano ad affacciarsi sul mercato del lavoro a seguito di questi processi di ristrutturazione, non vengono assorbiti dalle imprese fintech. Quest’ultime, infatti, offrono una maggiore trasparenza, più servizi e una esperienza utente per i consumatori che fa diventare spesso i professionisti del settore bancario obsoleti.

Il futuro per le banche non si prospetta roseo, perché dovranno competere con l’incursione delle imprese di telecomunicazioni e delle grandi imprese tecnologiche come Apple, Samsung, Google o Facebook che stanno entrando in modo graduale nel settore della finanza tradizionale e bancario. Nonostante il fatto che il settore offra pochi margini e che gli investitori siano sempre alla ricerca di grandi ritorni, queste grandi imprese possono vantare una grande fiducia da parte di consumatori e imprese del loro brand e gestiscono milioni di dati, il nuovo petrolio.

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