La seconda ondata del Covid-19 spaventa Wall Street

Il rialzo dei contagi negli Stati Uniti e in Europa preoccupa il mercato finanziario americano che, per mesi, si è illuso di poter evitare una seconda ondata.

La seconda ondata del Covid-19 spaventa Wall Street

Il vertiginoso rialzo della curva epidemica preannuncia mesi difficili e torna a far tremare Wall Street.

A preoccupare sono gli Stati Uniti, dove il contagio è ormai al picco dall’inizio della pandemia, ma anche l’Europa, in cui i provvedimenti restrittivi si moltiplicano, a cominciare dalla Francia (ma sono molti a prospettare un nuovo lockdown anche in Italia).

Dopo mesi di relativa tranquillità Wall Street subisce il colpo e vede ieri l’indice Dow Jones crollare del 3% (800 punti, 1.600 da inizio settimana). Nella seduta odierna è in lieve rialzo dello 0,17%. L’inquietudine improvvisa di Wall Street rivela una fiducia infondata degli investitori, protratta per mesi, sulla possibilità di evitare una seconda ondata del coronavirus (l’indice S&P 500/ era ai suoi massimi solo due settimane fa).

Cresce il contagio, Wall Street trema

L’ottimismo del mercato americano è stato a lungo trainato dalla Federal Reserve e dalle incoraggianti prospettive relative ad una rapida ed efficace diffusione del vaccino contro il coronavirus. In questo contesto l’innalzamento della curva dei contagi ha scosso Wall Street dalle fondamenta, cancellando in pochi istanti il sentiment di fiducia che i mercati erano riusciti a ricostruire dopo la prima ondata.

Gli osservatori statunitensi guardano con attenzione all’Europa, dove Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese, ha appena introdotto un nuovo lockdown (sulla stessa scia Germania e Svizzera, mentre l’Italia mantiene per ora misure light). Sulla possibilità di restrizioni simili negli Stati Uniti è tuttavia intervenuto Scott Gottlieb, ex Commissario della Food and Drug Administration, che, in un’intervista alla CNBC, ha sottolineato:

“Sebbene la traiettoria degli Stati Uniti sia simile a quella dell’Europa, è probabile che gli interventi volti al contenimento del virus saranno più mirati”.

Con i venti di crisi che soffiano forte sull’economia americana, Wall Street si aggrappa alle notizie incoraggianti che i numeri rivelano. Dopo i difficili mesi primaverili il rimbalzo è stato infatti evidente e sia il mercato immobiliare che i consumi si mantengono solidi. I dati pubblicati oggi mostrano il PIL americano del terzo trimestre in rialzo del 33,1%, oltre le previsioni degli analisti.

Congresso in stallo sui nuovi stimoli, le risorse della Fed si stanno esaurendo

A pesare sulle prospettive dell’economia statunitense sono soprattutto i numeri relativi al mercato del lavoro. Giganti come Boeing e Disney hanno recentemente annunciato nuovi piani di licenziamento (il solo key player dell’industria aeronautica lascerà a casa 7.000 lavoratori) e JP Morgan ha rivelato che un ritorno ai livelli di impiego pre-crisi non avverrà prima del 2022.

Anche i consumi, finora solidi, rischiano di subire gli effetti dello stallo del Congresso su un nuovo pacchetto di stimoli economici. Con le elezioni ormai alle porte, infatti, è probabile che le nuove misure saranno approvate sono a gennaio. Pesano anche i risvolti psicologici della pandemia che, indipendentemente dalle restrizioni che verranno imposte nelle prossime settimane, alimentano la riluttanza dei cittadini all’acquisto.

Ma secondo Bill Dudley, ex Presidente dalla Fed a New York, le preoccupazioni maggiori riguardano la debolezza della banca centrale. Dopo aver ridotto i tassi d’interesse a zero e aver portato avanti un programma di acquisto di titoli per migliaia di miliardi di dollari, la Fed è ora in un vicolo cieco. “Non è facile per una banca centrale ammettere che la potenza di fuoco si è esaurita, ma malauguratamente la Fed è ormai vicina a quel punto”, ha rivelato Dudley a Bloomberg.

L’uscita dall’impasse e il futuro dell’economia americana dipende ora dai programmi di spesa del Governo, uno scenario che accende ulteriormente i riflettori sulla sfida tra Trump e Biden che si concluderà il 3 novembre.

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