La pandemia non è l’unica minaccia per i mercati finanziari

L’aumento dei contagi in Europa e negli Stati Uniti allarma i mercati. All’orizzonte le scelte conservative degli investitori che potrebbero impattare negativamente sull’andamento dei titoli.

La pandemia non è l'unica minaccia per i mercati finanziari

Non è la recrudescenza della pandemia l’unico fattore di rischio per i mercati finanziari globali. Il crescente atteggiamento conservativo degli investitori, impegnati a ridurre al minimo l’esposizione al rischio dei loro investimenti in vista delle elezioni negli USA, potrebbe produrre ulteriori effetti negativi.

Le rigide restrizioni che i Governi europei stanno implementando per contenere la diffusione del contagio rallentano l’economia. Sotto la lente il mercato tedesco che, nell’arco di otto sedute, ha registrato un calo del 10% (gli investitori sono passati all’incasso dopo una lunga corsa dell’indice Dax, primatista in Europa nel 2020).

La minaccia della prudenza degli investitori

Le principali economie europee, ancora impegnate a recuperare le perdite maturate durante il primo regime di lockdown, si preparano ad affrontare le gravi conseguenze che un ulteriore giro di restrizioni inevitabilmente produrrà. Ma la sofferenza del mercato azionario europeo affonda le sue radici anche nella progressiva prudenza degli investitori (volta a proteggere gli investimenti) in vista delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

Nel mercato obbligazionario europeo il rendimento dei bond francesi e tedeschi non ha subito cambiamenti sostanziali dopo l’annuncio di nuovi provvedimenti restrittivi (rendimento più alto, invece, in Italia e in Grecia).

Questa discrepanza è esemplificativa del fatto che non ci troviamo di fronte ad una classica reazione del mercato (vendi azioni, compra obbligazioni). Anche il rendimento dei titoli di Stato americani, nonostante la svendita di azioni guidata dal settore Tech, è rimasto sostanzialmente invariato. Rallentano anche beni rifugio come l’oro e i Bitcoin, tendenza che rileva l’inclinazione degli investitori, nell’incertezza del momento, a preferire il contante.

A frenare gli investitori c’è soprattutto il rischio di elezioni contestate, uno scenario che allarmerebbe oltre misura i mercati finanziari, affossando il dollaro.

La pandemia in Europa continua a preoccupare

Se l’esito della sfida tra Biden e Trump continua a tenere sulle spine gli investitori, rimane solida la preoccupazione relativa all’aumento dei contagi in Europa.

Gli indici del vecchio continente rimangono fortemente appesantiti dai settori colpiti dalla pandemia. I fondamentali economici dell’area Euro continuano ad incassare colpi, con il tasso di disoccupazione che ha raggiunto in Spagna quota 16,3% (quella giovanile è ormai al 40%).

In questo scenario gli investitori nel mercato azionario europeo continueranno a mantenere una posizione di sostanziale prudenza, in attesa di conoscere l’esito delle elezioni negli Stati Uniti.

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