Indici azionari: cosa sono? La guida

Cosa sono gli indici azionari, a cosa servono e perché sono così importanti? Una guida completa sulla loro definizione e sulle loro differenze con il mercato del Forex.

Indici azionari: cosa sono? La guida

Indici azionari: cosa sono, a cosa servono e perché sono così importanti?

In linea di massima possiamo definire un indice come una misura di qualcosa. Per capire al meglio che cosa sono gli indici azionari e qual è la loro importanza sui mercati bisogna tuttavia fare qualche precisazione aggiuntiva, soprattutto perché ne esistono diverse tipologie.

In finanza, con il termine indice facciamo riferimento ad una misura del cambiamento registrato all’interno del mercato dei titoli. Nel caso dei mercati finanziari, gli indici azionari rappresentano un vero e proprio portafoglio, un raggruppamento di titoli di un mercato particolare o comunque di una porzione di esso. Ciò significa che non si può investire direttamente su un indice, ma sui titoli in esso compresi.

La definizione e l’utilizzo del termine cominciano ad essere più chiari ma scendiamo ancor più nei dettagli per tentare di fornire una guida completa sugli indici azionari: cosa sono e perché sono così importanti per i mercati?

Indici azionari: cosa sono? Definizione

Come già accennato in precedenza gli indici azionari possono essere considerati come dei portafogli di titoli raggruppati secondo diverse caratteristiche e in virtù di differenti parametri. Proprio in virtù dei diversi sistemi di ponderazione utilizzati, i titoli acquisiscono un peso diverso all’interno degli indici azionari.

Dato che ogni indice esprime l’andamento dei titoli in esso compresi, al miglioramento delle prestazioni di mercato delle società quotate corrisponderà anche un miglioramento delle prestazioni dell’indice azionario e viceversa. In molti casi la variazione relativa degli indici è più importante rispetto al valore numerico (ai punti) segnati.

Esistono numerose tipologie di indici azionari e molte piattaforme li rendono accessibili al trading mediante i CFD o contracts for difference.

Le tipologie di indici azionari

Come sarà certamente più chiaro nelle righe che seguiranno, la composizione degli indici azionari varia a seconda del parametro di riferimento preso in considerazione. Sulla base del criterio di scelta un indice azionario può essere:

  • Equally weighted: i fattori di ponderazione sono uguali per tutti i titoli dell’indice. La capitalizzazione delle società non ha rilevanza e hanno tutte lo stesso peso;
  • Price weighted: la composizione varia a seconda del prezzo dei titoli contenuti nell’indice; più il prezzo di un titolo è elevato, maggiore sarà il suo peso. Nonostante siano semplici da calcolare rischiano di non rappresentare del tutto l’andamento generale poiché si opera una sproporzione a favore dei titoli più costosi che vengono maggiormente rappresentati;
  • Value weighted: questi indici azionari si basano sulla capitalizzazione di mercato delle società quotate. Vengono periodicamente aggiustati e rettificati dopo operazioni societarie ma hanno il vantaggio di rappresentare in modo piuttosto equo tutti i titoli. Sono gli indici azionari più utilizzati sul mercato.

Oltre che sulla base di questi 3 criteri, gli indici possono anche essere costituiti per settore (come il Nasdaq), o per zona geografica (ad esempio indici globali e nazionali).

Esiste anche un’ultima tipologia da prendere in considerazione: quella degli indici di sostenibilità. Questi ultimi prendono in considerazione i titoli sulla base di criteri diversi rispetto a quelli economico-finanziari. In genere raggruppano i titoli di società considerate le migliori in campo di sostenibilità e CSR.

Indici azionari Italia ed Europa

Sul fronte Borse europee gli indici azionari più famosi sono quelli di Londra, Francoforte, Parigi, Madrid e Milano. L’indice londinese è il FTSE 100, quello tedesco è il DAX 30, quello francese il CAC 40, quello spagnolo l’IBEX 35 e quello milanese il FTSE Mib.

  • FTSE 100: indice azionario delle 100 società con la più alta capitalizzazione quotate al London Stock Exchange. Ogni 3 mesi vengono stabilite le componenti dentro e fuori l’indice.
  • DAX 30: indice azionario dei 30 titoli a maggiore capitalizzazione sulla Borsa di Francoforte. Prendendo in considerazione poche società non rappresenta necessariamente la vitalità dell’economia.
  • CAC 40: indice azionario dei 40 titoli più significativi per capitalizzazione tra le 100 maggiori quotate sulla Borsa di Parigi. Nonostante le 40 aziende siano francesi, il 45% delle loro azioni è nelle mani di investitori stranieri.
  • IBEX 35: indice azionario, nonché indicatore principale della Borsa di Madrid. Comprende i 35 titoli maggiori per capitalizzazione.
  • FTSE Mib: indice azionario principale della Borsa Italiana che comprende le 40 maggiori società italiane per capitalizzazione. Ha preso vita dalla fusione tra Borsa Italiana e il London Stock Exchange, mossa che ha portato alla nascita del London Stock Exchange Group.

Indici azionari mondiali

Oltre ai principali indici azionari di Italia ed Europa vale la pena di ricordare anche quelli asiatici e americani. Ad est troviamo il Nikkei 225, piuttosto ampio rispetto ai pari europei in quanto comprende i 225 maggiori titoli giapponesi per capitalizzazione di mercato.

Sempre in Asia troviamo poi lo Shanghai composite, che prende in considerazione tutti i titoli del mercato cinese. Si divide in SSE 380, SSE 180 e SSE 50 a seconda del numero di compagnie prese in considerazione.

Da citare anche l’Hang Seng di Hong Kong, costituito da 50 società che rappresentano il 58% della capitalizzazione dell’intero Hong Kong Stock Exchange. Infine, tra gli indici azionari asiatici non si può tralasciare il KOSPI sudcoreano che fa riferimento a più di 780 società tra cui Samsung e Hyundai.

I principali indici azionari americani sono 3: Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq. Il Dow Jones Industrial Average (DOW 30) è composto da 30 titoli ma, al contrario di ciò che abbiamo visto fino ad ora non fa riferimento alla capitalizzazione delle società quotate, bensì a prezzo dei titoli.

L’S&P 500 è nato nel 1957 per mano di Standard & Poor’s. Anche in questo caso il valore di riferimento è la capitalizzazione delle 500 maggiori aziende statunitensi: per la sua grandezza è l’indice azionario di riferimento principale dei mercati USA.

Infine abbiamo il Nasdaq Composite che, tra tutti gli indici azionari, è quello di riferimento dei titoli tech di Wall Street.

Indici azionari e Forex: differenze e analogie

Qual è la relazione tra il mercato del Forex e quello azionario? I fondamenti di analisi tecnica che valgono per il mercato delle valute si ritrovano anche negli indici azionari. Gli stessi pattern che troviamo nel Forex, infatti, hanno applicazione anche su questi strumenti, ma è necessario conoscerli molto bene poiché ognuno di essi presenta le proprie caratteristiche e i propri comportamenti.

Per quanto riguarda il calendario economico, l’impatto delle notizie che siamo abituati a seguire per il Forex differisce a seconda della relazione che accomuna i titoli azionari con il tipo di notizia. Allo stesso tempo gli indici saranno direttamente influenzati anche da aggiornamenti di diversa natura legati ad episodi o decisioni inerenti a singole aziende quotate o a settori industriali coinvolti.

In generale, gli indici azionari presentano un’elevata volatilità che può costituire sia una buona opportunità anche per il trading intraday, sia ovviamente un fattore di rischio.

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