Rischio recessione? Dopo il taglio dei tassi Fed, Goldman Sachs vede l’S&P 500 sopra i 6.000 punti, con l’economia che sta lentamente riprendendo slancio.
In primo luogo, i prezzi al consumo stanno diminuendo e, con l’inflazione in calo, i consumatori migliorano il loro potere d’acquisto e possono spendere di più. Anche il rallentamento della crescita dei salari nominali contribuisce a contenere l’inflazione di base, contribuendo a creare un ambiente economico più stabile e favorevole alla crescita.
Tuttavia, le turbolenze viste sui mercati finanziari durante l’estate potrebbero non essere ancora terminate. Nel breve termine, la banca d’affari si aspetta ancora molta volatilità, ma prevede un nuovo rally a partire dal 28 ottobre. Ecco i motivi e perché indica quella data.
S&P 500 sopra i 6.000 punti secondo Goldman Sachs
In una nota ai propri clienti, Goldman Sachs ha spiegato perché il mercato azionario tornerà presto a crescere, indicando un target per l’S&P 500 sopra i 6.000 punti entro la fine del 2024.
Grafico S&P 500
Fonte Tradingview
Pur non escludendo correzioni nel breve termine, la banca ritiene che la forte partecipazione nel mercato di investitori istituzionali ed hedge fund fornirà un solido supporto ai prezzi delle azioni, favorendo una ripresa sostenuta e stabilizzando l’andamento del mercato nel lungo periodo.
Esiste poi un altro fattore determinante che potrebbe sostenere il rally dei prezzi: la finestra di blackout per i riacquisti di azioni proprie termina il 25 ottobre e a partire da quella data le aziende potranno ripartire con i programmi di buyback, alimentando la corsa al rialzo dei prezzi delle azioni.
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Recessione, ecco gli indicatori da monitorare
In questa delicata fase è fondamentale monitorare gli indicatori chiave che descrivono la salute dell’economia.
Inflazione: l’andamento dei prezzi al consumo sta guidando da mesi le scelte di politica monetaria della Federal Reserve. Un calo costante dell’inflazione sia complessiva che di base (core) indica che le pressioni sui prezzi si stanno attenuando, creando le condizioni per una riduzione dei tassi di interesse.
Tasso di disoccupazione: il tasso di disoccupazione è un indicatore chiave per comprendere la salute del mercato del lavoro. In genere, l’aumento della disoccupazione spaventa i mercati e alimenta i timori di recessione. Negli ultimi mesi, però, la dinamica del mercato del lavoro non è stata così lineare: l’aumento della disoccupazione, con la media mobile a tre mesi del tasso nazionale di disoccupazione salito dello 0,5% rispetto al minimo dei 12 mesi precedenti, ha determinato una discesa dei salari in linea con la flessione dell’inflazione.
Consumi reali
Fonte TradingEconomics
Spesa dei consumatori: la spesa dei consumatori è un motore cruciale dell’economia. Dato che i consumatori hanno esaurito gran parte dei loro risparmi, sarà importante seguire l’evoluzione della loro spesa e come questa si allinea con i redditi. Un rallentamento della spesa potrebbe influenzare negativamente la crescita economica.
Indici PMI
Fonte Columbia, Bloomberg
Indicatori di crescita economica: è importante tenere d’occhio i dati sul PIL e altre misure di crescita economica. Anche se ci aspettiamo una crescita continua, un rallentamento del ritmo può avere impatti significativi sui mercati. in base alle ultime stime del PIL, le probabilità sono ancora favorevoli all’aumento della produzione a un ritmo moderato, ad un tasso reale annualizzato del 2,6% nel terzo trimestre. Questi dati suggeriscono dunque che la recessione è ancora lontana.
PIL
Fonte Bea.gov
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