11 banche di Wall Street alzano i target sull’S&P 500, ma JP Morgan prevede un crollo del 21%

Claudia Cervi

7 Giugno 2024 - 19:08

JP Morgan contro 11 banche. Chi avrà ragione sul target dell’S&P 500? Le previsioni contrastanti degli analisti riflettono la complessità del contesto economico attuale. Tutti i dettagli.

11 banche di Wall Street alzano i target sull’S&P 500, ma JP Morgan prevede un crollo del 21%

Con l’S&P 500 e altri principali indici del mercato azionario sui massimi storici, il panorama finanziario è in fermento. Recentemente, diverse banche di Wall Street hanno aggiornato le loro previsioni sull’S&P 500, alzando i target di fine anno in risposta all’andamento positivo del mercato e all’euforia generata dai straordinari risultati delle big tech come Nvidia, Google e Microsoft.

Tuttavia, non tutti condividono questo ottimismo. JP Morgan, in particolare, prevede un crollo significativo del 21%. Questo scenario divergente mette in evidenza la complessità e l’incertezza che caratterizzano l’attuale contesto economico.

Le ragioni di questi aggiornamenti e delle previsioni pessimistiche sono molteplici. Da un lato, il raggiungimento di nuovi massimi tende a innescare ulteriori rialzi, sostenuti dalla fiducia degli investitori e dall’andamento positivo degli utili aziendali. Dall’altro, persistono preoccupazioni legate a fattori macroeconomici come l’inflazione, i tassi di interesse e la volatilità dei mercati.

Analizziamo di seguito le previsioni delle banche di Wall Street, offrendo una panoramica sulle motivazioni che guidano queste prospettive contrastanti.

Le banche che alzano i target sull’S&P 500

Numerose istituzioni finanziarie hanno recentemente rivisto al rialzo i loro obiettivi di fine anno per l’S&P 500, spinte dalla performance positiva dei mercati e dall’ottimismo sugli utili aziendali. Tra i più ottimisti troviamo Brian Belski di BMO Capital, che ha alzato il suo target a 5.600 da 5.100, giustificando questa scelta con la forza dello slancio del mercato, paragonabile agli anni 2021 e 2023. BMO Capital non è l’unico a vedere un futuro roseo per l’S&P 500.

Grafico settimanale S&P 500 Grafico settimanale S&P 500 Fonte Tradingview

Bank of America ha incrementato il suo obiettivo a 5.400 da 5.000, mentre Barclays ha alzato la sua previsione a 5.300 da 4.800. Anche Oppenheimer ha rivisto il suo target a 5.500 da 5.200. Questi rialzi riflettono una visione condivisa tra molti strateghi, i quali ritengono che il mercato continuerà a beneficiare di utili in crescita e di tassi di interesse relativamente bassi.

Goldman Sachs ha portato il suo obiettivo a 5.200 da 5.100, mentre Ned Davis ha aumentato la sua previsione a 5.250 da 4.900. RBC Capitale e Société Générale hanno rivisto i loro target rispettivamente a 5.300 da 5.000 e a 5.500 da 4.750. Anche UBS ha contribuito a questo trend positivo, alzando la previsione a 5.400 da 4.850, e Wells Fargo che ha incrementato il suo obiettivo per fine 2024 a 5.535 da 4.625, portandolo a 5.700 punti per il 2025.

Previsioni di Wells Fargo indici mondiali Previsioni di Wells Fargo indici mondiali Fonte Seeking Alpha

Secondo questi analisti, la forza degli utili aziendali, supportata da previsioni di crescita stabile per i prossimi trimestri, rappresenta un fattore chiave. Inoltre, la resilienza del mercato di fronte alle sfide macroeconomiche ha spinto molti a rivedere le loro previsioni iniziali. Ad esempio, gli utili previsti per il secondo trimestre del 2024 sono stimati in crescita del 10,6% rispetto all’anno precedente, superando le previsioni iniziali.

Le previsioni ottimistiche non si limitano agli utili aziendali. Molti analisti vedono segnali positivi anche nei dati economici generali, come un’inflazione sotto controllo e tassi di interesse stabili. La combinazione di questi fattori rafforza la fiducia degli investitori, spingendo il mercato verso nuovi massimi. Tuttavia, non tutte le istituzioni finanziarie condividono questo entusiasmo, evidenziando una notevole disparità di opinioni tra gli esperti del settore.

JP Morgan prevede un crollo del 21%

Nonostante l’ottimismo di molte banche, JP Morgan mantiene una visione decisamente più pessimistica e ha fissato il suo obiettivo di fine anno per l’S&P 500 a 4.200, ben 1.100 punti al di sotto della chiusura attuale. Questa previsione implica un crollo del 21% rispetto ai livelli attuali, segnando una netta divergenza rispetto alle previsioni rialziste di altre istituzioni.

Secondo JP Morgan, diverse sono le ragioni che giustificano questa prospettiva ribassista. In primo luogo, le valutazioni azionarie attuali sono considerate estremamente elevate, il che aumenta il rischio di correzioni significative. Inoltre, i segnali di un indebolimento dei consumi, uniti a tassi di interesse elevati e a preoccupazioni inflazionistiche, rappresentano fattori di rischio che potrebbero influire negativamente sui mercati. Gli analisti della banca prevedono che la redditività degli Stati Uniti raggiungerà il suo picco durante l’estate. Questa previsione è supportata dall’analisi delle tendenze stagionali, che evidenzia come il terzo trimestre sia stato il periodo meno favorevole per l’S&P 500 in 5 degli ultimi 10 anni.

Anche altri analisti condividono una visione cauta. Morgan Stanley, con Mike Wilson, prevede un target di 4.500, mentre Scotiabank fissa il suo obiettivo a 4.600. Queste previsioni, seppur meno drastiche rispetto a quelle di JP Morgan, indicano comunque un potenziale ribasso rispetto ai livelli attuali. Wilson ha recentemente rivisto la sua posizione, prevedendo che l’S&P 500 potrebbe salire a 5.400 entro il secondo trimestre del 2025, ma mantenendo comunque un target di 4.500 per la fine del 2024.

JP Morgan ha espresso ulteriori riserve, sottolineando che la recente performance positiva del mercato non è sufficiente per cambiare la sua posizione negativa sulle azioni.

Secondo l’analista della banca, le elevate valutazioni azionarie, insieme a spread creditizi ristretti e bassi livelli di volatilità, rendono le azioni meno attraenti come investimento. Inoltre, egli ritiene che le sfide macroeconomiche tradizionali, come l’inflazione e i tassi di interesse, non possano essere compensate dai recenti temi di mercato, come l’entusiasmo per i chip AI.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.