Il mercato più stupido della storia. Perché il rally dell’azionario è pericoloso

Claudia Cervi

29 Ottobre 2025 - 12:52

Sembra un mercato perfetto, ma è il più fragile di sempre. Ecco cosa c’è davvero dietro il rally dell’azionario nel 2025.

Il mercato più stupido della storia. Perché il rally dell’azionario è pericoloso

L’azionario globale continua a correre e tutto, in apparenza, sembra confermare il rally.
Gli indici americani aggiornano i record, l’Europa segue e il mercato celebra la promessa di una nuova era trainata dall’intelligenza artificiale e dal taglio dei tassi.

Ma dietro a questa euforia, qualcosa non torna. E alcuni esperti affermano che stiamo vivendo nel “mercato azionario più stupido della storia” e forse anche il più pericoloso.

Perché il rally dell’azionario è pericoloso

Le valutazioni hanno superato da tempo i livelli di guardia. L’indice S&P 500 tratta a più di 26 volte gli utili, e il CAPE ratio di Shiller sfiora quota 40, un valore visto solo alla vigilia delle grandi bolle del 2000 e del 2007.
Nel frattempo, la capitalizzazione totale del mercato USA supera il 217% del PIL, una soglia che lo stesso Warren Buffett definiva “un segnale di pericolo inequivocabile”.

Buffett Indicator Buffett Indicator Fonte currentmarketvaluation

Eppure il rally continua.
Non perché le aziende crescano più di prima, ma perché i flussi passivi (quelli dei fondi indicizzati e degli ETF) spingono meccanicamente i prezzi verso l’alto. Più una società è grande, più denaro riceve. Il risultato è un circuito automatico: il prezzo sale, arrivano nuovi flussi, e il prezzo sale ancora.

Oggi oltre la metà del capitale azionario statunitense è controllata da strategie passive.
Questo ha cambiato la natura del mercato: i prezzi non nascono più dalle valutazioni, ma da strategie meccaniche.
La disciplina del valore (quella di Benjamin Graham) è scomparsa, sostituita dall’inerzia dei flussi.

La diversificazione è un’illusione

Molti investitori pensano di essere prudenti perché possiedono più ETF. In realtà, possiedono sempre gli stessi titoli.

Apple, Microsoft e Nvidia compaiono simultaneamente nei principali fondi su S&P 500, Nasdaq, tecnologia e persino “dividendo”.

Per esempio, oltre 700 ETF contengono Apple nei portafogli.
La diversificazione, in apparenza, è totale, ma nella realtà è solo una concentrazione travestita da prudenza.

Il risultato è un mercato estremamente fragile.
Quando tutto sale, la liquidità sembra infinita. Tuttavia, appena aumentano i deflussi, gli ETF diventano venditori forzati, scaricando automaticamente le stesse azioni.
In discesa, questa meccanica amplifica la volatilità e i ribassi.

Uno studio di Jiang, Vayanos e Zheng (Passive Investing and the Rise of Mega-Firms) lo conferma: i flussi verso i fondi passivi aumentano in modo sproporzionato i prezzi delle società più grandi, alterando la formazione dei prezzi e concentrando il rischio in pochi nomi.

Non è più l’indice a riflettere il mercato: è l’indice che lo crea.

Come investire nel “mercato più stupido della storia”

Il problema non è la stupidità degli investitori, ma la logica distorta del sistema.
Un sistema dove i fondamentali contano poco, il momentum domina e la realtà economica viene rimossa finché non torna, con violenza.
Per chi investe, la risposta è tornare ai principi base (quelli dimenticati):

  • Riscoprire il valore. Guardare a bilanci, utili e flussi di cassa. La solidità reale tornerà a contare.
  • Diversificare davvero. Non solo ETF: aggiungere obbligazioni, oro, liquidità e mercati meno correlati.
  • Mantenere una quota di cash. La liquidità non è denaro sprecato, ma libertà: permette di comprare quando gli altri vendono.

Il “mercato più stupido della storia” non è privo di logica: è una logica distorta, in cui la dimensione ha sostituito il valore e l’automatismo ha rimpiazzato il giudizio.
Ma ogni bolla, prima o poi, presenta il conto.

Come ricordava Warren Buffett, “solo quando la marea si ritira scopri chi stava nuotando nudo”.
E nel mercato di oggi, la marea si sta già muovendo.

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