Borse: rally di fine anno? Andiamoci cauti!

Giancarlo Marcotti

25/11/2022

25/11/2022 - 08:02

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Dopo che gli indici azionari delle Borse di tutto il mondo, nei primi nove mesi dell’anno, avevano subito forti ribassi, il trend è totalmente cambiato con l’inizio del quarto trimestre.

Borse: rally di fine anno? Andiamoci cauti!

Sui mercati borsistici nessuno poteva prevedere un quarto trimestre come quello che si sta realizzando. Certo, non è ancora finito, mancano ancora poco più cinque settimane al termine del trimestre e dell’anno, ma esattamente dal primo di ottobre il mercato innegabilmente sta sorprendendo anche l’investitore più ottimista.

Basti vedere quanto successo sull’Eurostoxx 50, ossia l’indice che racchiude le principali 50 aziende europee, ha terminato in guadagno tutte le otto settimane trascorse finora dall’inizio del trimestre.

Passando da quota 3.318,2 punti, fatto segnare al fixing del 30 settembre, agli attuali 3.942,11 punti, con un guadagno, quindi, del 18,8% in poco più di un mese e mezzo.

Certo il bilancio da inizio anno è a tutt’oggi in rosso, ma il ribasso si è ridotto a un “accettabile” -8,4%, insomma nulla a che vedere con l’agghiacciante -22,9% che stava facendo segnare appunto il 30 di settembre, prima che partisse questo improvviso e consistente rimbalzo.

Il Nasdaq resta al palo

Ovviamente non solo l’Eurostoxx 50 ha avuto una netta inversione di tendenza con l’inizio del trimestre in corso, il fenomeno è diffuso, praticamente tutti i principali indici borsistici mondiali hanno invertito nettamente la marcia dopo l’andamento, che potremmo definire disastroso, dei primi nove mesi dell’anno.

Prendiamo ad esempio l’indice americano Dow Jones che nei primi nove mesi dell’anno era sceso del 20,9%, dall’inizio dell’ultimo trimestre ha guadagnato il 19%, anche in questo caso la performance dell’anno in corso è tutt’ora in rosso, ma solo del 5,9%.

Si distingue nettamente l’indice dei titoli tecnologici Nasdaq che nei primi nove mesi dell’anno è sceso del 32,4%, ma da allora ha recuperato solo il 6,7%. Insomma la performance dell’anno, a tutt’oggi, resta in profondo rosso -27,9%.

Le motivazioni di un andamento così negativo devono essere ricercate come conseguenza dell’enorme aumento avuto dall’indice dopo il calo avuto post esplosione del Covid, il Nasdaq, infatti, dal minimo del 20 marzo 2020 ha avuto un boom durato esattamente 20 mesi durante i quali ha guadagnato il 133%.

Ma rimandiamo ad un prossimo articolo un’analisi più approfondita dell’indice Nasdaq.

Inflazione alla base dei ribassi

Conosciamo le due motivazioni principali del trend ribassista partito ad inizio anno e continuato per nove mesi: in primis l’inflazione, che si è trasferita dal suo luogo artificiale, la finanza, al suo luogo naturale, l’economia, e successivamente lo sconvolgimento subìto dalle materie prime in particolare del settore energetico.

Ma occorre chiedersi a cosa sia dovuta l’inversione di tendenza partita, come abbiamo detto, dall’inizio del mese di ottobre.
Ovviamente si potrebbe ritenere che le Borse fossero scese abbastanza, anzi forse in maniera eccessiva, ed i mercati quindi hanno ritenuto che forse si era esagerato con i ribassi, diversi titoli erano diventati appetibili, anzi di più, erano grandi opportunità di acquisto.

Quindi trattasi di un semplice rimbalzo? Direi di no!

Solo apparentemente l’attuale fase di mercato la si può semplicemente ritenere un rimbalzo, guadagnare circa il 20% in 50 giorni, è più di un rimbalzo.

Ed allora lo possiamo definire un trend rialzista? E se sì fin quando durerà? Ed infine, visto che rispetto agli altri indici il Nasdaq ha recuperato solo parzialmente, per non dire frazionalmente, è quello dei titoli tecnologici l’asset da preferire?

Ebbene, personalmente sarei molto prudente.

Recessione in arrivo

Il mercato non può ignorare che inevitabilmente andremo incontro ad una recessione, al momento non sembra far paura, ma che ne sappiamo di quanto sarà profonda?

Inevitabilmente, poi, non possiamo dire che nei primi nove mesi dell’anno, quando abbiamo visto prevalere le vendite, il mercato fosse confuso e vedesse spettri che non esistevano.

Certo le Borse vivono anche di luoghi comuni, come ad esempio il celeberrimo “rally di fine anno”, motivi ricorrenti che vengono citati solo quando si verificano.

Come abbiamo detto quest’anno il mese di ottobre per le Borse è risultato estremamente positivo, ebbene sono certo che se anziché aumentare, i listini fossero crollati, i famosi analisti del giorno dopo vi avrebbero ricordato che il mese di ottobre “storicamente” è risultato un mese critico per le Borse e per avvalorare la loro affermazione avrebbero ricordato il crollo del ’29, avvenuto appunto nel mese di ottobre.

Insomma io faccio fatica a vedere il “rally di fine anno”, anche se alle aziende conviene sempre “aggiustare” i bilanci nell’ultimo mese.

Certo, si è dimostrata corretta la scelta di non svendere quando i listini continuavano a scendere, ma ora non si deve sfidare la sorte oltre il lecito.

Non è questo il momento per aumentare ulteriormente il rischio complessivo del nostro portafoglio, manteniamoci prudenti.

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