Italia, rischio Legge di bilancio fumosa: difficile conciliare flat tax e contenimento IVA

Per Marson, Investment advisor per investitori istituzionali e family office, va evitato lo scontro con Bruxelles: «un altro passo falso può essere l’anticamera dell’esclusione dell’Italia dal raggio d’azione dei fondi di salvataggio europei»

Italia, rischio Legge di bilancio fumosa: difficile conciliare flat tax e contenimento IVA

Scampato il pericolo della procedura d’infrazione si guarda già al prossimo autunno quando il governo italiano dovrà presentare al Parlamento la Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza presentato ad aprile (27 settembre) e poi inviare la Legge di bilancio 2020 a Bruxelles (15 ottobre).

Per rientrare nei paletti imposti dall’Unione europea ed evitare l’intoppo di una nuova procedura d’infrazione occorre trovare qualcosa come 40 miliardi. Come? Aumentando l’Iva?

È una misura che il Tesoro potrebbe prendere in seria considerazione, ma poi il titolare di Via XX Settembre dovrà fare i conti con la proposta di matrice leghista sulla flat tax.

Leggi anche Tria: flat tax finanziata con aumenti Iva.

Tutto questo rischia di azzerare tutti i vantaggi che via via si stanno accumulando sui mercati finanziari grazie al ridimensionamento dello spread e la salita delle Borse. Cosa rischiano gli investitori al ritorno dalle vacanze estive?

Lo abbiamo chiesto a chi di mestiere fa il consulente finanziario indipendente ed è abituato a gestire grossi flussi di denaro sui mercati del debito pubblico. Christian Marson, con più di 15 anni di esperienza come Investment advisor per investitori istituzionali e family office, dice la sua a Money.it su spread, Btp, Legge di Bilancio, aumenti IVA e flat tax.

Legge bilancio 2020: obiettivi fattibili o fuori portata?

Certamente sì. Rischiamo un nuovo scontro con l’Unione Europea. La lettera inviata alla Commissione pochi giorni fa conferma che il governo non intende aumentare l’IVA. Ma per raggiungere l’obiettivo del 2,1 per cento di deficit senza aumentare l’IVA occorre trovare circa 23-24 miliardi. A ciò si aggiunge l’obiettivo del Governo (leggi Lega) orientato a introdurre la flat tax. Non è chiaro in che forma questa sarebbe introdotta, ma il Vice Presidente del Consiglio Salvini ha indicato più volte che i benefici della flat tax varranno «almeno 15 miliardi». Ma è un numero difficile da stimare (mancano statistiche) e non conosciamo i reali benefici. Questi ultimi li vedremo solo fra 1 o 2 anni. Inoltre, è possibile che il quadro programmatico del DEF non comprenda le cosiddette «spese indifferibili», che si assume arrivino a un miliardo.

Il Governo ha indicato che intende trovare risorse attraverso la revisione della spesa e la riduzione delle spese fiscali. Sembra però difficile ottenere in tempi brevi risparmi sul lato della spesa per importi elevati senza procedere a tagli lineari; per quanto riguarda le spese fiscali, gli importi potrebbero invece essere rilevanti, ma un intervento di questo tipo consisterebbe in eliminazioni di deduzioni e detrazioni (contro il consenso elettorale) che, per quanto appropriate, si tradurrebbero in un aumento dell’imposizione fiscale.

È evidente che tutta la legge sarà un po’ «fumosa». Non sarà facile raggiungere gli obiettivi di un deficit in linea con le regole europee e di una riduzione della pressione fiscale, anche alla luce delle decisioni di spesa per Quota 100 e Reddito di Cittadinanza che avranno il loro effetto pieno il prossimo anno.

Intanto il Tesoro sfrutta lo stato di grazie dello spread e riapre il collocamento del Btp 50. Valuta interessanti queste riaperture?

Il Tesoro ha annunciato che incrementerà l’ammontare di un BTP di durata cinquantennale che aveva lanciato sul mercato per la prima volta nel 2016 e che non era mai più riuscito a incrementare dal lontano gennaio 2018. Sfruttano il momento favorevole che in questi giorni interessa i titoli di Stato italiani e fanno bene. Tutto aiuto a ridurre lo spread BTP Bund e l’effetto del calo di quest’ultimo è positivo per banche e imprese italiane che potranno avere la possibilità di raccogliere finanziamenti a tassi convenienti. Ma non basta.

Cosa si rischia in caso di nuovo scontro con Bruxelles in autunno?

È necessario che il Governa mantenga le promesse prese con la Commissione e che lo Spread rimanga sotto controllo. Mantenere l’accordo con l’Ue sui conti sarà fondamentale. A sollecitare il nervosismo dei mercati, sarà ancora una volta l’eventualità che l’Unione Europea, in caso di violazione delle regole sul bilancio da parte di Roma, possa precludere all’Italia le “reti di sicurezza” in grado di garantire la solvibilità dello Stato italiano. A giustificare i timori futuri dei mercati, sarà la possibilità che la procedura d’infrazione possa essere l’anticamera dell’esclusione dell’Italia dal raggio d’azione dei fondi di salvataggio europei. Va evitato assolutamente. In altre parole, l’accordo con la Commissione Ue va mantenuto. Questo significherà per l’Italia tenere aperta la possibilità di accedere ad aiuti finanziari europei, qualora dovessero rivelarsi necessari.

Il livello di spread rimarrà così basso a lungo o è fase temporanea?

Il livello di spread si potrà comprimere nelle prossime settimane ma temo che una crisi di Governo, molto probabile in autunno, riporterà volatilità sul mercato obbligazionario.

Le nomine europee per BCE e Commissione sono soddisfacenti?

Non sono nomine soddisfacenti; non tanto per la caratura o lo spessore dei neo eletti o per motivi politici ma perché sono rappresentanti ed esponenti frutto dell’asse franco-tedesco. Per cambiare l’Europa dobbiamo cambiare “le persone” e “le teste”. Lo ha anche affermato il Presidente Conte: «l’Europa è a 28, non a due o tre o a blocchi”. Andavano individuate altre personalità capaci di rinnovare il “progetto degli Stati Uniti d’ Europa». Tuttavia, Lagarde è un personaggio di indubbio calibro internazionale. Saprà seguire con fermezza il piano già tracciato da Mario Draghi (futuro Presidente della Repubblica nel 2022 a mio avviso) e in grado di impostare programmi come il Qe o i futuri tagli dei tassi sui depositi. L’Euro è in mani sicure.

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