L’Italia ai tempi della fine del Qe: la stretta monetaria, il rialzo dell’Euribor e gli impatti sui mutui

L’annuncio della fine del Qe potrebbe rappresentare un primo campanello d’allarme se, come abbiamo visto, i tassi Euribor sono già in risalita, seppur leggerissima, rispetto ai minimi storici

L'Italia ai tempi della fine del Qe: la stretta monetaria, il rialzo dell'Euribor e gli impatti sui mutui

Peter Praet, capo economista della Banca Centrale Europea, questa mattina da Berlino è stato esplicito: “la conclusione del Qe entro fine 2018 appare plausibile”. Nessun dubbio (o quasi), dunque, che il grande annuncio sarà dato a margine della riunione del Consiglio direttivo della Banca in calendario giovedì prossimo a Riga. In effetti, osservando l’evoluzione dei tassi d’interesse a breve termine, il mercato sembra già prezzare questa possibilità da qualche settimana.

È infatti da metà maggio che i tassi Euribor a 3 e 6 mesi si muovono al rialzo, evidenziando una dinamica nota in letteratura finanziaria come “steepening”, ovvero impennata. Un anno fa l’Euribor quotava al -0,331% mentre oggi si aggira intorno al -0,321 sulla scadenza a tre mesi. Un processo lento, però molto lineare.


Tassi Euribor, fonte: Euribor.it

Il rialzo dei tassi comincia proprio da lì, dalle scadenze a più breve termine per poi propagarsi sino alle scadenze più estreme della curva dei tassi. In effetti quella di giugno appare una data più consona per preparare gli investitori all’uscita dalle politiche monetarie accomodanti cui i mercati sono assuefatti dal marzo del 2015, data del lancio del primo Qe europeo.

La riunione successiva, quella del 26 luglio, appare troppo ravvicinata alla data ufficiale attualmente designata per la fine del programma di acquisto di attività finanziarie APP (titoli di stato, obbligazioni societarie, cartolarizzazioni e covered bond). Per quella di agosto, invece, non vi è praticamente nessuno disposto a scommettere che verrà discusso un argomento così delicato per la prima volta visto che non è prevista nessuna conferenza stampa al termine del vertice del Consiglio direttivo.

In questo quadro, la stagione che l’intera Eurozona, inclusa l’Italia, si appresta ad iniziare si presenta ricca di insidie. Quali saranno gli effetti collaterali della stretta monetaria sulla vita dei cittadini?

Mutui: rata più salata con l’aumento dell’Euribor?

Effettivamente per quanto riguarda i mutui a tasso variabile l’impatto del rialzo del tasso Euribor è molto più significativo rispetto ad una variazione dello spread fra titoli di Stato. Questo in quanto la rata del mutuo viene calibrata, quindi aumenta o si riduce, sulla base del tasso Euribor, un tasso a varie scadenze, che riflette i tassi medi praticati dalle banche nell’Eurozona da 1 a 12 mesi.

L’annuncio della fine del Qe potrebbe rappresentare un primo campanello d’allarme se, come abbiamo visto, i tassi Euribor sono già in risalita, seppur leggerissima, rispetto ai minimi storici e viaggiano ancora in territorio ampiamente negativo. Per il momento, tuttavia, chi ha già in essere un mutuo a tasso variabile può rimanere tranquillo in quanto il processo deve ancora partire ed impiegherà, con ogni probabilità, diversi anni prima di riequilibrarsi del tutto.

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Argomenti:

Eurozona Italia BCE Euribor

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