Italexit: perché anche l’Italia potrebbe uscire dall’UE dopo la Brexit

Cristiana Gagliarducci

28/06/2016

28/06/2016 - 17:03

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Ora che la Brexit è una realtà ecco quali altri stati europei potrebbero decidere di abbandonare l’Unione Europea sulla scia del Regno Unito.

L’esito del referendum Brexit del 23 giugno ha delineato un quadro molto chiaro: il Regno Unito ha scelto di abbandonare l’Unione Europea.
Ma sarà l’unico paese a lasciare?

Dopo la comunicazione dei risultati del referendum, è rimasta alta la preoccupazione circa la possibilità di una reazione a catena che potrebbe portare anche altri stati europei, tra cui l’Italia, a seguire le orme del Regno Unito.
Così, gli analisti si sono interrogati sugli altri possibili paesi che potrebbero abbandonare l’Unione Europea.

Il risultato del referendum del 23 giugno, che ha evidenziato la volontà del Regno Unito di lasciare l’UE, avrà delle enormi conseguenze non solo per la Gran Bretagna, ma molto probabilmente per l’Europa intera.

Un sondaggio di YouGov effettuato prima del referendum, aveva mostrato come su 7 paesi esaminati, 6 di essi si erano detti convinti che, in caso Brexit, anche altri stati europei avrebbero deciso di seguire le orme britanniche abbandonando l’Europa.
Il 69% degli svedesi, il 66% dei danesi ed il 57% dei norvegesi si era detto certo di questa possibilità.

Una possibilità che ora sembra sempre più reale che mai, specialmente perché non appena è giunta comunicazione ufficiale in merito alla Brexit, Scozia e Irlanda del Nord hanno delineato l’ipotesi di rendersi indipendenti dal Regno Unito.
Le previsioni che gli analisti continuano ad effettuare, parlano però anche di altri stati che potrebbero decidere di abbandonare l’Unione Europea ora che la Brexit è una realtà.

Italexit: anche l’Italia potrebbe abbandonare l’UE

L’Italia è considerata uno dei paesi in cui è maggiormente acceso il sentimento antieuropeo, ragion per cui molti hanno pronosticato una probabile uscita del paese dall’Unione Europea.
I sostenitori di questa tesi hanno infatti guardato alle dichiarazioni del Movimento 5 Stelle il quale ha parlato di voler indire un referendum sull’euro.
Prima del referendum del Regno Unito lo stesso Beppe Grillo aveva affermato:

“Il fatto che un paese come la Gran Bretagna stia tenendo un referendum sull’abbandonare o meno l’Unione Europea dimostra il fallimento dell’Europa stessa”.

Post-Brexit: gli stati del nord i primi a lasciare l’Europa

L’abbandono dell’Europa da parte di altri paesi europei, ora che la Brexit è una realtà, non sarebbe uno scenario ad effetto immediato, ma potrebbe comunque “instillare il seme del dubbio” secondo Paolo Dardanelli, docente di politica comparata nel Centro di studi federali dell’università del Kent.
Lo stesso Dardanelli prima del referendum aveva affermato:

Danimarca e Svezia sono i paesi da tenere più sotto controllo dato che con la Brexit la loro posizione si indebolirebbe molto”.

Carsten Nickel, esperto di rischi politici alla Teneo Intelligence, ha recentemente ribadito lo stesso concetto affermando che un’uscita di altri stati europei dall’UE non sarà qualcosa di immediato e che oltre alla Svezia e alla Danimarca, anche i Paesi Bassi devono essere tenuti d’occhio ora che la Brexit è realtà.

Secondo lo stesso Nickel, infatti, già soltanto parlare di un loro abbandono dell’Unione Europea rafforzerebbe la posizione di questi paesi, al contrario invece di ciò che accadrebbe per gli altri stati europei che invece ne uscirebbero indeboliti.

“Posti come la Danimarca, la Svezia e i Paesi Bassi sono differenti dal resto degli stati membri dell’Unione Europea perché possiedono delle istituzioni perfettamente funzionanti e le loro economie se la stanno cavando piuttosto bene”,

ha affermato l’analista della Teneo.

“Quindi perché i paesi del nord dovrebbero farsi carico dei problemi dell’Europa meridionale, incapace di riformare la sua economia?”

Ha aggiunto, pronosticando un loro prossimo abbandono dell’Unione Europea in seguito all’uscita del Regno Unito.

Brexit: la reazione di Irlanda e Germania

Il già citato professor Dardanelli ha elencato quali altri stati - oltre ai già menzionati Paesi Bassi, Svezia e Danimarca - potrebbero decidere di uscire dall’Unione Europea sulla scia dell’avvenuta Brexit.

In primo luogo l’Irlanda, membro dell’eurozona ma anche strettamente legata al Regno Unito, potrebbe decidere di uscire dall’Europa venendosi progressivamente a trovare in una “situazione scomoda”.
Poi la Germania, la quale si troverà col tempo in una “posizione ancor più dominante” ma senza la Gran Bretagna, suo alleato prezioso soprattutto su tematiche come riforme economiche, competitività e libero commercio.
Nel caso in cui l’avvenuta Brexit causasse una reazione a catena portando anche altri stati ad abbandonare l’Unione, “vi sarebbe un’Europa meno competitiva e più protezionistica”.
Così ha concluso Dardanelli.

A meno di una settimana dal voto, le conseguenze della Brexit si cominciano a far sentire e stanno iniziando a mettere in agitazione il quadro politico europeo: si pensi alle rivendicazioni spagnole su Gibilterra o alla già citata fame di indipendenza di Irlanda del Nord e Scozia.
L’unica cosa certa, ora che la Brexit è una realtà, è che il concetto di integrazione come elemento fondante l’Unione Europea si sta progressivamente disgregando e i pericoli di una reazione a catena sono dietro l’angolo.

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