Israele ha sconfitto il Covid? La strategia per tornare alla normalità

Laura Pellegrini

16/03/2021

07/07/2021 - 16:24

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Covid, Israele sta tornando alla normalità: vaccinata più della metà della popolazione, riaprono stadi, palestre, discoteche e concerti. Ecco come ha fatto a sconfiggere il virus.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che il “peggio è ormai alle spalle”. La campagna vaccinale di Israele ha permesso allo Stato di immunizzare la metà della popolazione in tempi brevissimi: sono oltre 5 milioni i cittadini che hanno ricevuto la prima dose del vaccino contro il Covid-19.

Anche Arnon Afek, direttore generale dello Sheba General Hospital israeliano ritiene che la situazione sia sotto controllo. Il successo della campagna ha portato alla graduale ripresa della normalità e all’eliminazione di alcune restrizioni - lockdown compreso - che hanno permesso di contenere il numero di contagi per tutta la durata della pandemia.

Ma Israele ha davvero sconfitto il virus? Ecco cosa ci dicono i dati e come si sta cercando di ritornare alla normalità.

Israele ha sconfitto il Covid? Cosa dicono i dati

Israele è diventato una sorta di modello di riferimento per tutti gli Stati del mondo che aspirano all’immunità di massa: circa 5 milioni di persone, su una popolazione di poco superiore ai 9 milioni, hanno già ricevuto la prima dose del vaccino contro il Covid, mentre lo Stato si avvia verso un ritorno alla normalità.

Abbiamo vaccinato tutti gli ultraottantenni, la fascia di età tra i 70 ed i 79 è stata vaccinata per l’85%, siamo oltre l’80% per le persone con più di 50 anni età”, ha riferito Arnon Afek. Dopo la somministrazione della seconda dose di Pfizer, inoltre, “abbiamo visto crollare il numero di ricoveri, soprattutto il numero dei morti si è abbassato del 99% ”.

Ma qual è la ricetta per implementare e velocizzare la campagna vaccinale? “I più anziani si sono vaccinati subito - ha spiegato Afek -, e per superare l’esitazione dei più giovani abbiamo lanciato parecchie campagne informative sponsorizzate da produttori di pizza, vino, birra: chi si vaccinava ne riceveva in omaggio”.

Israele torna alla normalità: riaprono stadi, discoteche e palestre

Grazie all’introduzione del Green pass, i cittadini israeliani possono tornare a frequentare gli stadi (con una vendita di biglietti ridotta a 3 mila anziché 20-30 mila tifosi).

Il documento ricalca la funzione del passaporto vaccinale in Cina o del passaporto sanitario allo studio in diversi Stati del mondo. Per ottenerlo, però, occorre aver ricevuto entrambe le dosi del vaccino da almeno una settimana.

Nel frattempo, nel Paese hanno riaperto anche i ristoranti, i cinema, le palestre, le discoteche e i bar, ma per accedervi è necessario effettuare un test antigenico rapido disponibile agli ingressi oppure presentare un certificato vaccinale. Le prenotazioni per i ristoranti sono riprese a pieno ritmo: i tempi di attesa possono arrivare fino a 10 giorni. Tutti possono sedere ai tavoli dei bar distanziati di almeno due metri l’uno dall’altro, e possono togliere la mascherina solo per consumare cibi o bevande.

Cancellato il numero massimo di persone che possono spostarsi in auto. Riprende vita anche il mercato di Tel Aviv, che si svolge ogni martedì e ogni venerdì: per accedere alla vie e alle bancarelle, però, è ancora necessario indossare la mascherina. Le autorità nazionali hanno ipotizzato di eliminare tale obbligo a partire dal mese di aprile.

L’allentamento delle restrizioni potrebbe proseguire a partire dal 27 marzo, con la previsione di innalzare il numero di persone che possono riunirsi nelle case in occasione della Pasqua ebraica: il numero massimo è attualmente fissato a 20, ma potrebbe passare a 50.

Potrebbero anche tornare possibili gli abbracci tra nonni e nipoti, e grazie alla vaccinazione dovrebbe essere percepibile più tranquillità nell’accogliere persone esterne al nucleo familiare in casa.

Tra due settimane, infine, il Paese tornerà a votare per la quarta volta in due anni.

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