In pensione prima con coronavirus: ecco come

In pensione prima con coronavirus è possibile? La risposta è sì. Vediamo come i lavoratori delle aziende in difficoltà possono sfruttare la possibilità di congedarsi prima dal lavoro.

In pensione prima con coronavirus: ecco come

Si può andare in pensione prima con l’emergenza coronavirus? La risposta è .

Molte aziende in questo periodo sono in grande difficoltà dal momento che le misure stringenti di sicurezza messe in atto dal governo per arginare l’epidemia di coronavirus nel nostro Paese hanno portato alla chiusura, seppur momentanea, delle imprese ponendole in una situazione di crisi gravissima.

Così il governo sta anche pensando a misure per fronteggiare l’emergenza e entro questa settimana si dovrebbe avere qualche novità in più.

La ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha già annunciato misure speciali di cassa integrazione in deroga e ammortizzatori sociali. Tuttavia vi è la possibilità, sfruttando la legge in vigore, di andare in pensione prima. Vediamo come.

In pensione prima con il coronavirus: ecco come

I lavoratori che ne abbiano i requisiti possono decidere di andare in pensione prima al fine di scongiurare la possibilità di restare senza lavoro o comunque di una crisi seria delle aziende una volta che questa emergenza coronavirus sarà finita.

Alcune imprese sono ferme già da due settimane, altre da qualche giorno, ma in ogni caso la situazione emergenziale che stando all’ultimo decreto dovrà durare fino al 3 aprile, pone il lavoro in Italia in una condizione di precarietà ancora più grande.

I lavoratori possono decidere così di cogliere l’occasione, seppur triste, per andare in pensione prima. Le possibilità sono molteplici:

  • uno scivolo di 7 anni fino alla pensione di vecchiaia nelle aziende con minimo 15 dipendenti fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia con quella che viene definita isopensione;
  • Quota 100 per chi abbia 62 anni di età e 38 anni di contributi;
  • Opzione donna per le lavoratrici con 58 anni di età (59 per le autonome) e 35 anni di contributi;
  • c’è anche Ape social per la quale è possibile fare domanda entro il 31 marzo 2020.

Ricordiamo che opzione donna, per esempio, in emergenza coronavirus non sarebbe molto conveniente dal momento che prevede una finestra di uscita di 12 mesi tra il raggiungimento dei requisiti e la decorrenza della pensione (18 per le autonome) durante la quale se non si lavora non si maturano contributi.

In attesa delle misure del governo per l’emergenza esiste anche un’altra possibilità per anticipare la pensione anche se di pensione non proprio si tratta.

In pensione prima con assegno straordinario

Per andare in pensione prima vi è anche un altro strumento che è l’assegno straordinario di sostegno al reddito.

Questo assegno per il prepensionamento è utilizzabile solo da quelle aziende che siano iscritte a fondi bilaterali.

Come per l’isopensione per ottenere questo assegno è necessario che al lavoratore manchino 7 anni per il raggiungimento della pensione di vecchiaia o anche anticipata.

L’assegno ha un valore pari alla pensione maturata, quindi all’importo previsto quando è cessato il rapporto di lavoro e nel quale è inserita la quota di pensione in cui viene calcolata anche la contribuzione mancante.

All’azienda spetta il pagamento dei contributi figurativi mancanti accreditati al fondo di solidarietà corrispondente.

Non solo alcuni lavoratori, se licenziati, possono anche sfruttare l’indennità di disoccupazione Naspi che è un loro diritto fino a raggiungere, se prossimi, la pensione anticipata o di vecchiaia.

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