Il caso Australia, boom dell’occupazione nonostante il Covid

Grazie allo smantellamento delle restrizioni nello Stato di Victoria, il tasso di occupazione in Australia torna a salire ad ottobre.

Il caso Australia, boom dell'occupazione nonostante il Covid

Boom dell’occupazione in Australia ad ottobre in seguito alla decisione del Governo di abbattere le ultime restrizioni nel secondo Stato più popoloso del Paese, Victoria.

Misure draconiane erano state implementate dalle autorità australiane per contenere i focolai che avevano colpito - soprattutto nel periodo estivo - diverse città, inclusa la capitale Melbourne. Il cambio di rotta dettato dai vertici politici del Paese ha portato già ad ottobre ad una rapida – e sorprendente – crescita del tasso di occupazione.

L’Australia, in cui la diffusione del Covid ha un trend inverso rispetto a quello registrato negli Stati Uniti o in Europa, può ora guardare con maggiore fiducia all’arco di tempo necessario per la prima distribuzione dei vaccini sviluppati da Pfizer e Moderna.

Boom dell’occupazione in Australia

Il report della Reserve Bank of Australia relativo all’occupazione nel Paese ha rilevato un boom del lavoro nel mese di ottobre. Incoraggiati dall’abbattimento delle restrizioni nello Stato di Victoria, gli imprenditori australiani hanno immediatamente reagito con un incremento esponenziale della domanda di lavoro.

Come evidenziato dalla massima autorità monetaria del Paese, infatti, l’occupazione nel Paese è in crescita di 178.800 unità ad ottobre. Il dato, particolarmente incoraggiante, sorprende alla luce delle previsioni degli analisti che si attendevano una contrazione (-27.500).

Nel dettaglio, i numeri evidenziati dal report della Banca centrale riferiscono di un incremento di 97.000 unità per quanto riguarda i lavori a tempo pieno, mentre le posizioni part-time hanno registrato il ritorno al lavoro di 81.800 lavoratori.

Nel solo Stato di Victoria sono stati rilevati 81.600 lavoratori in più rispetto al mese precedente, per una variazione percentuale positiva del 2,5%. A corroborare questi dati anche il numero di ore lavorate, in crescita del 1,2%.

Sebbene i dati sull’occupazione siano stati accolti con generale entusiasmo, non mancano alcuni campanelli d’allarme. A parlarne sono stati gli analisti di Bloomberg:

“L’arrivo tempestivo della ripresa nello Stato di Victoria ha portato ad un sorprendente incremento dei numeri sul lavoro. […] Ma aldilà di questo, la sfida relativa alla debolezza del mercato del lavoro rimane. Il rischio è che ora il miglioramento porti i policymaker ad arretrare sul fronte degli stimoli economici, il che comporterebbe una ripresa più lenta nei prossimi anni”.

Al momento, tuttavia, le autorità australiane sembrano cavalcare il trend positivo. La Banca centrale ha infatti approvato un nuovo pacchetto di stimoli economici che comporta un taglio dei tassi d’interesse chiave e un Qe da 73 miliardi di dollari.

Nuovi focolai preoccupano le autorità australiane

L’Australia ha finora contenuto con successo la diffusione del coronavirus. I contagiati sono stati 28.000 mentre solo 900 sono i decessi registrati nel Paese. Dopo aver toccato il picco di 715 nuovi casi ad inizio agosto, la curva epidemiologica ha iniziato una rapida discesa, in un trend opposto rispetto a quello dei Paesi occidentali.

A preoccupare, però, i focolai che occasionalmente interessano alcune città cruciali per l’economia dello Stato. Le restrizioni nella capitale Melbourne sono state infatti rimosse solo ad ottobre, quando la diffusione del virus è tornata sotto controllo.

Inoltre, un mini-lockdown è stato implementato nel Sud dell’Australia nella giornata di mercoledì. 20 nuovi contagi sono stati infatti registrati ad Adelaide, obbligando il premier Steven Marshall ad imporre chiusure generalizzate nell’area per sei giorni.

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