I vertici dell’UE cambiano: quando e chi verrà eletto

I vertici dell’UE cambieranno entro quest’anno. Il 20 ed il 21 giugno il Consiglio europeo si riunirà e ne sapremo di più. Ecco quali cariche sono in scadenza, chi sono i candidati più probabili e quando inizierà il loro mandato.

I vertici dell'UE cambiano: quando e chi verrà eletto

Il 20 ed il 21 giugno il Consiglio europeo si riunirà per discutere su i nuovi vertici che guideranno l’Unione Europea nei prossimi anni e per discutere l’agenda strategica per il periodo 2019-2024.
L’impegno che Tusk aveva richiesto durante il consiglio informale dei capi di Stato dell’Unione, tenutosi il 28 maggio, di arrivare preparati alla nomina della nuova leadership molto probabilmente verrà disatteso.
La riunione del Consiglio europeo per le nuove nomine proseguirà quasi sicuramente anche nei giorni successivi.

La situazione è incerta e per sicurezza la Commissione UE ha chiesto agli attuali commissari di prevedere di rimanere in carica almeno fino a febbraio 2020 per garantire la corretta esecuzione dei lavori nel caso in cui la Commissione non riuscisse a concludere i lavori e ad insediarsi a novembre.

Quali vertici dell’UE cambieranno

Durante quest’anno scadranno quasi tutti i vertici ed entro il 2 luglio, giorno di insediamento della nuova legislatura, dovrà essere eletto il nuovo Presidente del Parlamento europeo che andrà a sostituire il ruolo ricoperto da Antonio Tajani.

Le principali cariche che dovranno essere ricoperte sono:

  • Presidente del Parlamento europeo;
  • Presidente della Commissione europea;
  • Presidente della BCE;
  • Presidente del Consiglio europeo;
  • Alto rappresentante della politica estera.

Ricordiamo che tre delle cinque cariche sono attualmente ricoperte da italiani: Draghi alla BCE, Tajani al Parlamento, Mogherini quale Alto rappresentante della politica estera. Ciò rende meno probabile una nomina di un italiano per ricoprire uno dei cinque posti presto vacanti.

Nuove nomine UE: scadenze e candidati ai vertici di ogni carica

È molto probabile che le nomine della nuova leadership d’Europa si chiuderanno con una spartizione delle cariche tra i principali partiti al Parlamento.
I Popolari eleggendo il Presidente della Commissione, Socialisti e Liberali si spartiranno le altre due principali cariche politiche in scadenza: la presidenza del Parlamento e quella del Consiglio.
Ma niente è così scontato e sicuramente non si concluderà nei prossimi due giorni.

Presidente del Parlamento.
Attualmente il Presidente del Parlamento è l’italiano Antonio Tajani, nominato nel 2017 cesserà di ricoprire tale ruolo il 1° luglio 2019.
La carica di Presidente del Parlamento europeo dura per due anni e mezzo e viene eletto dai membri del Parlamento europeo.
Se tutto dovesse andare bene e ci fosse il consenso del Parlamento dovremmo avere un nuovo Presidente il 2 luglio 2019, giorno di insediamento ufficiale della nuova legislatura.

Il Presidente del Parlamento dirige i lavori del Parlamento europeo, l’unica istituzione eletta direttamente da noi cittadini europei, verifica il rispetto del suo regolamento e lo presiede e rappresenta in sede europea e in sede internazionale. Firma i bilanci europei e ne discute in sede di riunione.

Mancano veramente pochi giorni alla nomina del nuovo Presidente del Parlamento e vista la rilevanza della carica nella guida dell’UE molti sono i nomi che circolano, molte le discussioni e poche le certezze se non che le nomine verranno decise dalle maggioranze che guideranno la prossima legislatura Popolari, Socialisti, Liberali e Verdi e nel rispetto dei valori di genere e degli equilibri geopolitici.

Presidente della Commissione

Il Presidente della Commissione è il politico e avvocato lussemburghese Jean-Claude Juncker, questa è sicuramente la carica per la quale è più difficile trovare un successore.
La scadenza del mandato è fissata per il 31 ottobre 2019 ma dal 2 luglio giorno di insediamento della nona legislatura si apriranno le candidature ed entro la metà del mese il Parlamento europeo discuterà e voterà la candidatura del Presidente della Commissione, che verrà poi proposto dal Consiglio europeo.

Il nuovo Presidente della Commissione dovrà essere nominato il 1° novembre, data ufficiale dell’entrata in carica della Commissione europea e resterà in carica per cinque anni.
Il Presidente della Commissione viene eletto dalla maggioranza del Parlamento europeo sulla base della proposta del Consiglio europeo. Egli assicura e guida la politica della Commissione, organo esecutivo dell’UE, convoca e dirige le riunioni del collegio dei commissari, della Commissione per l’attuazione delle politiche UE, prende parte alle riunioni del G7 e ai dibattiti del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea.

La nomina del Presidente del Parlamento è il vero punto nevralgico.
L’elezione non è così scontata. Perché il sistema informale per l’elezione dei candidati, lo spitzenkandidat, questa volta molto probabilmente non verrà seguito cercando di trovare una persona adatta a mettere d’accordo le diverse forze partitiche e le pretese dei diversi capi di Stato.

Lo spitzenkandidat prevede che il partito europeo che ha ottenuto più seggi possa indicare il Presidente della Commissione Europea.
Secondo questa regola i Popolari, partito di maggioranza relativa della Commissione, avrebbero la nomina in mano e proponendo Manfred Weber, o molto possibile anche la nomina di Michel Barnier capo dei negoziatori europei per la Brexit, in lista figura anche la bulgara ex vicepresidente della Commissione dal 2014 al 2016 Kristalina Georgieva.
Nel totonomi si era ipotizzata anche di affidare la carica ad Angela Merkel, ma ad oggi i nomi più probabili alla Presidenza, oltre ai candidati dei Popolari, sono i seguenti:

  • Frans Timmermans, politico olandese, Primo vicepresidente della Commissione europea, dei socialisti;
  • Margrethe Vestager, politica danese della Sinistra Radicale e Commissaria europeo per la concorrenza, dei liberali;
  • Ska Keller, politica tedesca e candidata di punta dei Verdi;
  • Nico (Nicanor) Cuè, sindacalista belga del partito della sinistra europea;
  • Jan Zahradil, politico ceco del partito conservatore e riformista.

Presidente della Banca Centrale Europea

Attualmente il ruolo è ricoperto dall’italiano Mario Draghi, anche questa carica segue l’iter di scadenza e rinnovo che vale per il Presidente della Commissione.
Mario Draghi cesserà di ricoprire tale ruolo il 31 ottobre 2019 e il suo sostituto si insedierà entro il 1° novembre. Il Presidente della BCE è colui che presiede l’attuazione della politica monetaria dell’UE. La BCE è anche uno dei perni dell’Eurosistema e del Meccanismo di vigilanza unico, per la vigilanza sulle banche.

Il Presidente della BCE dura in carica otto anni e non è rinnovabile, ciò rende tale carica la più lunga tra tutte le cariche degli organismi direttivi europei.
La sua nomina avviene dal Consiglio europeo su raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea e previa consultazione del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della BCE.

Per quanto riguarda la nomina del nuovo Presidente della BCE il consenso è su chi non si vuole alla guida della massima istituzione monetaria dell’Unione, il nome è quello di Jens Weidman, l’attuale Presidente della Bundesbank, la banca centrale tedesca, l’ipotetica bocciatura viene non tanto per mancanza di esperienza e professionalità, ma per l’atteggiamento necessario: difficilmente farà tutto ciò che è necessario per salvare l’euro.
In questi giorni il peso di Macron nella decisione si continua a riconfermare. Sono infatti tre i nomi francesi candidabili alla poltrona.
Il primo è François Villeroy de Galhau che, però, nei mesi scorsi per accreditarsi si è avvicinato alle posizioni di Weidmann. Il secondo nome che circola è Benoit Couré, da tempo membro francese del board permanente della BCE, sebbene la nomina alla presidenza violerebbe il limite degli otto anni di mandato e sarebbero necessarie forzature che Macron vuole evitare.
Infine, terzo nome è quello di Christine Lagarde, qui i dubbi si fanno più forti, poichè la direttrice del Fondo monetario internazionale risulta anche in gara per la Commissione europea ed il Consiglio. Tra i tanti francesi, i dubbi e malumori sul tedesco comincia a circolare anche il nome di Erkki Liikanen, governatore della Banca centrale della Finlandia e alleato da sempre di Mario Draghi nel fronteggiare le crisi dell’euro e dell’altro collega finlandese Olli Rehn.

Presidente del Consiglio Europeo

Il ruolo di Presidente del consiglio europeo è ad oggi ricoperto da Donald Tusk, anche questa carica scadrà in autunno, ma precisamente un mese dopo le scadenze delle cariche di Presidente della Commissione e di Presidente della BCE, il 30 novembre 2019. Questa carica come quella di Presidente del Parlamento ha una durata di due anni e mezzo. L’insediamento del nuovo Presidente avverrà certamente il primo dicembre e non più tardi della fine dell’anno.

Il Presidente del Consiglio Europeo dirige i lavori del Consiglio per stabilire politiche generali e priorità dell’UE, assicura la coesione nel consiglio e la rappresentanza sulle tematiche di sicurezza in ambito internazionale.
In questo caso ancora non circolano molti nomi, ipoteticamente ciò è dovuto all’imminenza e alla priorità delle nomine del Presidente del Parlamento e quella a Presidente della Commissione e alla scadenza distante, tra sei mesi, della carica.

Alto rappresentante della politica estera

Questa è l’ultima delle tre cariche sulle cinque strategiche ad essere ricoperta da un italiano, dal 2014 è presieduta da Federica Mogherini .
La carica ha una durata di cinque anni e scadrà il 10 settembre.
Se molte sono le incertezze su chi sostituirà l’italiana, non essendo ancora trapelato alcun nome, certa è però la data in cui il mandato dovrà necessariamente iniziare, il 17 o 18 ottobre, date in cui si terrà il secondo vertice del Consiglio europeo.
In quell’occasione i capi di Stato e di governo dell’UE in accordo con il Presidente della Commissione Junker nomineranno il nuovo rappresentante.
L’alto rappresentante della politica estera guida la politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea e l’attua in qualità di mandatario del Consiglio dell’Unione europea, è una figura strategica in particolare di fronte alle sfide contemporanee e alle politiche protezionistiche di Trump, all’espansione cinese e al nodo caldo della Brexit.

Calendario degli impegni dei prossimi mesi

20-21 giugno - I leader mirano a concordare il successore di Juncker e quello del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi.
Possono anche concordare chi succederà allo stesso Tusk come presidente del Consiglio europeo e Federica Mogherini, capo della politica estera dell’UE.

2-4 luglio - Il nuovo Parlamento si riunisce a Strasburgo. Inizia ufficialmente quel giorno la nona legislatura del parlamento Ue, che si concluderà nel 2024.
Si sceglie il 2 luglio il nuovo presidente, successore di Antonio Tajani.

16-18 luglio - Il Parlamento si riunisce di nuovo a Strasburgo e si approverà, se deciso, il nuovo Presidente della Commissione.

Luglio e agosto - Se il Presidente della Commissione è d’accordo si costruirà una squadra esecutiva, prendendo un commissario da ogni stato membro e consegnandogli un portafogli. Se non ci sono accordi per un successore, potrebbero essere necessari più vertici.

16 settembre - Elezione dei commissari.

17-18 ottobre - Secondo vertice del Consiglio europeo.
In quell’occasione i capi di Stato e di governo Ue nomineranno l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune, di comune accordo con il presidente della Commissione.

22-24 ottobre - Il Parlamento deve votare a Strasburgo per confermare la nuova Commissione nel suo complesso. Può trattenere il suo sostegno.

30 ottobre - Scadenza carica Presidente BCE, Presidente della Commissione

1 ° novembre - La Commissione entrerà in carica. Se non fosse stato confermato dal Parlamento, la squadra di Juncker avrebbe continuato. Il successore di Draghi è destinato a rilevare la BCE a Francoforte.

30 novembre -Scadenza mandato Presidente del Consiglio Europeo

1 ° dicembre - Il successore di Tusk dovrebbe entrare in carica al Consiglio.

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