Hong Kong: i motivi della protesta contro la Cina e la reazione dell’oro

Di questa situazione complicata ne ha approfittato l’oro, salito nel giro di una seduta a quota 1.530 $ all’oncia grazie ad un balzo di oltre un punto percentuale

Hong Kong: i motivi della protesta contro la Cina e la reazione dell'oro

L’estate 2019 dei mercati finanziari internazionali è più calda del previsto. Tante incognite aleggiano sulle economie, sia sviluppate che emergenti, a cominciare proprio dal rischio geopolitico principale relativo alla guerra dei dazi fra Usa e Cina, ma non solo.

A questo poi si stanno aggiungendo altri fronti caldi: i tumulti a Hong Kong legati anche alle tensioni fra prima e seconda economia mondiale, la crisi politica in Argentina e il crollo del peso sul dollaro, il T bond americano a 10 anni ai minimi dal 2016 sono fattori che hanno trascinato ieri Wall Street in netto territorio negativo e oggi anche l’Asia. Stamattina il Nikkei ha chiuso le contrattazioni in ribasso dell’1,18%, mentre l’Hang Seng ha ceduto l’1,71% e Shanghai lo 0,74%.

Hong Kong: quanto pesa sui mercati la protesta contro la Cina

Carrie Lam, leader di Hong Kong, ha detto oggi che la ripresa delle proteste che hanno inondando la città potrebbe richiedere molto tempo e ha promesso di farsi responsabile della ricostruzione dell’economia «dopo che gli episodi di violenza si allenteranno».

Nel frattempo sono ripresi i voli all’aeroporto di Hong Kong, dopo una giornata di cancellazioni a causa dei tumulti contro le autorità locali e il governo cinese che ha paralizzato lo scalo. Secondo le ricostruzioni della stampa locale sono stati almeno 5.000 i manifestanti che hanno occupato ieri l’aeroporto di Hong Kong per protestare contro il governo della città e la Cina.

Nel frattempo mezzi militari cinesi si sono schierati nelle scorse ore a Shenzhen, la città a ridosso di Hong Kong. Si tratta di un importante convoglio tra cui blindati corazzati e camion per il trasporto delle truppe.

Di questa situazione complicata ne ha approfittato l’oro, salito nel giro di una seduta a quota 1.530 $ all’oncia grazie ad un balzo di oltre un punto percentuale.

Le tensioni che abbiamo menzionato nell’articolo d’altronde spingono gli investitori verso le categorie di asset più resilienti alle turbolenze dei mercati, rese ancor più evidenti dal particolare periodo dell’anno tipicamente caratterizzato da volumi sottili a causa delle festività e per questo motivo più sensibile ad eventuali oscillazioni dei rapporti fra domanda e offerta.

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