Shortare l’oro non è per deboli di cuore. Rischi, costi e sorprese di questa strategia.
Con il prezzo dell’oro su livelli che molti osservatori giudicano estremamente elevati, aumenta tra gli investitori l’interesse per strategie ribassiste. Quando un asset sale a lungo e raggiunge valutazioni percepite come eccessive, una parte del mercato inizia infatti a scommettere su una possibile correzione. Nel caso dell’oro, bene rifugio per eccellenza e protagonista di forti rialzi negli ultimi anni, questa dinamica è particolarmente evidente.
Trasformare la convinzione che l’oro sia sopravvalutato in un’operazione redditizia, però, non è semplice, soprattutto per chi opera tramite strumenti quotati come gli ETF.
Assumere una posizione ribassista sull’oro significa detenere strumenti che aumentano di valore quando il prezzo del metallo scende. Non si tratta quindi di vendere oro fisico, ma di utilizzare prodotti finanziari che replicano in modo inverso l’andamento del sottostante. Per molti investitori retail, gli ETF inversi rappresentano la soluzione più accessibile, perché negoziabili come azioni e facilmente disponibili su molte piattaforme. [...]
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