Green pass sul lavoro: in quali Paesi è obbligatorio e per chi

Martino Grassi

14 Ottobre 2021 - 10:42

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L’Italia non è l’unico Paese che ha deciso di introddurre l’obbligo del green pass per i lavoratori: ecco quali sono gli altri Stati che hanno imposto delle restrizioni per il mondo del lavoro.

Green pass sul lavoro: in quali Paesi è obbligatorio e per chi

Quali sono i Paesi che hanno introdotto l’obbligo del green pass per i lavoratori? A partire da domani in Italia il certificato verde diventerà un documento indispensabile per tutte le persone che lavorano, sia nel settore pubblico che in quello privato.

Il governo italiano infatti ha deciso di rendere obbligatorio il green pass non solo per accedere a diverse attività e servizi, come bar, ristoranti, musei e cinema, ma anche per tutti i lavoratori. Si tratta di una delle norme più restrittive al mondo, tuttavia il nostro Paese non è l’unico ad aver preso questa decisione. Vediamo quali sono gli Stati europei e non che hanno introdotto, o stanno per farlo, delle decisioni riguardanti il mondo del lavoro.

In quali Paesi è obbligatorio il green pass per lavorare?

Nel giorno della vigilia dell’entrata in vigore dell’obbligo del green pass sul luogo del lavoro, continuano a sollevarsi proteste e polemiche in tutta Italia, tanto che sono stati già annunciati diversi scioperi e manifestazioni nel corso dei prossimi giorni. Il nostro Paese ha infatti deciso di adottare la linea del rigore nel contrasto della pandemia rendendo il green pass un documento indispensabile per tutti i lavoratori, sia pubblici che privati.

Tuttavia l’Italia non è l’unico Paese ad aver introdotto delle restrizioni per i lavoratori: vediamo qual è la situazione negli altri Stati.

Francia

In Europa, uno dei Paesi che ha deciso di seguire la linea del massimo rigore è la Francia. Nel Paese è stata presa la decisione di rendere obbligatorio il green pass per tutti i dipendenti di ristoranti, cinema, musei, centri commerciali, palestre e trasporti a lunga percorrenza.

Grecia

La Grecia ha invece optato per una politica molto simile a quella italiana, imponendo l’obbligo vaccinale per tutte le persone che lavorano nella sanità e imponendo un tampone a settimana - a proprie spese - a tutti i lavoratori, sia pubblici che privati, che non hanno ricevuto il vaccino contro il Covid.

Germania

Tutt’altro discorso in Germania dove per il momento non è stata imposta nessuna restrizione per i lavoratori. Il governo tedesco ha infatti ribadito più volte che non sarà mai introdotto l’obbligo vaccinale, tuttavia, a partire dal 1° novembre, chi sarà costretto a rimanere a casa per la quarantena e non avrà fatto il vaccino non riceverà più lo stipendio.

Canada

Scatterà dal 30 ottobre l’obbligo di sottoporsi alla vaccinazione per tutti i dipendenti federali del Canada. Anche le persone che lavoreranno da casa dovranno comunque ricevere l’iniezione del farmaco, dato che potrebbe rendersi necessaria la loro presenza in ufficio. Anche in questo caso chi non rispetterà la regola sarà messo in congedo non retribuito. L’obbligo vaccinale scatterà anche per il personale e per i passeggeri di treni, navi e aerei.

Stati Uniti

Anche gli Stati Uniti hanno deciso di adottare delle misure restrittive. Joe Biden ha infatti annunciato che tutti i lavoratori federali e i contractor, ossia tutti i lavoratori di aziende a cui sono stati affidati appalti pubblici, dovranno necessariamente essere vaccinati. Il presidenti degli Stati Uniti ha infatti affermato che al momento “abbiamo gli strumenti per combattere il Covid-19 ma una minoranza di americani, sostenuta da una minoranza di funzionari di governo, continua a creare problemi”.

Il dipartimento del Lavoro ha chiesto anche alle aziende con più di 100 dipendenti di rendere obbligatorio il vaccino per i suoi dipendenti o quantomeno di prevedere dei test sui lavoratori, chi non rispetterà queste norme dovrà pagare una multa molto salata che può arrivare anche a 14.000 dollari.

Arabia Saudita

Infine, anche l’Arabia Saudita ha imposto delle rigide regole per i lavoratori, proprio come l’Italia: tutti i lavoratori, sia pubblici che privati, dovranno necessariamente essere vaccinati o dimostrare di essere guariti dall’infezione altrimenti scatta automaticamente il congedo non retribuito.

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