Governo Draghi: cosa succede se Salvini esce?

Riccardo Lozzi

23 Aprile 2021 - 10:46

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Lo scontro tra Draghi e Salvini sull’orario del coprifuoco rischia di portare a una crisi all’interno della maggioranza. Qual è il futuro del Governo se la Lega dovesse uscire?

Governo Draghi: cosa succede se Salvini esce?

Negli ultimi giorni il Governo Draghi si è trovato a dover affrontare l’opposizione interna del leader della Lega Matteo Salvini, il quale si è scontrato con il presidente del Consiglio sul mancato slittamento del coprifuoco dalle 22 alle 23.

Il segretario del Carroccio ha imposto ai suoi esponenti presenti nell’esecutivo (Giorgetti, Stefani e Garavaglia), di astenersi nel Consiglio dei Ministri in cui si è votato per l’approvazione del nuovo decreto sulle riaperture a partire dal 26 aprile.

Una mossa che non è stata apprezzata da Mario Draghi, che avrebbe espresso al ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti la sua irritazione per il comportamento del capo politico leghista, sottolineando soprattutto il metodo con cui sono state messe in discussione le stesse misure concordate nella cabina di regia nei giorni precedenti al CdM.

La dura presa di posizione da parte di Salvini ha quindi agitato le acque della maggioranza, tanto che in molti si cominciano a chiedere cosa potrebbe succedere al Governo se l’ex ministro dell’Interno continuerà a tirare la corda con il rischio di spezzarla, come accaduto all’epoca del Conte I con l’ormai celebre episodio del Papeete, e la Lega dovesse ritirare l’appoggio a Draghi.

Cosa succede se Salvini esce dal Governo Draghi

Per rispondere alla domanda è necessario distinguere innanzitutto il fattore numerico da quello politico.

Il Governo Draghi, nato dopo l’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di dare vita a un esecutivo di unità nazionale, vede presente al suo interno quasi tutti i partiti dell’arco costituzionale, fatta eccezione per Fratelli d’Italia e Sinistra Italiana.

Così alla Camera può contare su 563 voti a favore sui 615 totali, mentre al Senato l’ex presidente della BCE ha il sostegno di 279 senatori sui 321 disponibili, per quella che in questi casi viene definita una maggioranza bulgara.

La Lega, seconda forza del Parlamento, ha un totale di 131 deputati e 63 senatori. Facendo un rapido calcolo, si capisce come in caso di uscita da parte di Salvini, Draghi continuerebbe ad avere a suo favore almeno 432 voti a Montecitorio e 216 a Palazzo Madama, riuscendo a proseguire la sua azione senza alcun problema.

La stessa cosa accadrebbe anche se a cessare di supportare l’esecutivo fossero le altre forze politiche prese singolarmente: dalle maggiori come Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Forza Italia, alle più piccole come Italia Viva e Liberi e Uguali.

Anche dal punto di vista politico il Governo potrebbe uscire rafforzato, dando vita alla Maggioranza Ursula già presente in Europa e togliendo Forza Italia dal campo del centrodestra che, con il 6,4% di voti, sarebbe fondamentale per una futura vittoria della coalizione.

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