Gestione separata INPS: conviene? Calcolo simulazione con foglio Excel

Conviene la gestione separata INPS istitutita per collaboratori, professionisti senza cassa, artigiani e commercianti? Ecco simulazione, calcolo, aliquote: la guida completa.

Gestione separata INPS: conviene? Calcolo simulazione con foglio Excel

Calcolo della pensione INPS: è possibile fare una simulazione per gli iscritti alla gestione separata?
I titolari di partita IVA che non hanno un ordine professionale di riferimento (e quindi una cassa professionale) devono obbligatoriamente iscriversi alla cosiddetta “Gestione Separata INPS professionisti senza cassa”.
L’ex Presidente INPS Antonio Mastrapasqua qualche anno fa consigliava di non farlo per evitare “il rischio di un sommovimento sociale”.

In questo articolo proviamo a correre questo rischio simulando il calcolo della pensione per un iscritto alla gestione separata INPS professionisti senza cassa.

Potrebbero interessarti anche i seguenti approfondimenti relativi alle aliquote INPS previste per quest’anno:

Gestione Separata INPS: conviene? Ecco come si calcola la pensione per gli iscritti alla Gestione Separata INPS

Per simulare il calcolo della pensione degli iscritti alla Gestione Separata INPS lavoratori autonomi occorre seguire i seguenti passaggi:

  • calcolare i contributi di ciascun anno applicando le aliquote previste per i redditi prodotti;
  • calcolare il montante cioè la somma dei contributi versati durante la vita lavorativa;
  • rivalutare il montante per i tassi di capitalizzazione annualmente pubblicati dall’ISTAT (si tratta di tassi calcolati sulla base della variazione quinquiennale del PIL nominale, con riferimento al quinquennio precedente l’anno da rivalutare);
  • calcolare la misura della pensione annua lorda applicando al montante complessivo il coefficiente di trasformazione fissato per legge in relazione all’età del lavoratore.

Gestione Separata INPS: conviene? Ecco la simulazione calcolo pensione con un esempio numerico

Premessa obbligatoria: in un contesto normativo frenetico come quello previdenziale italiano ogni tentativo di previsione/simulazione di trattamenti previdenziali futuri è soggetto ad “obsolescenza” o, quantomeno, necessita di essere continuamente rivisto.
Immaginiamo però di dover simulare la pensione per Matteo Rossi, iscritto alla Gestione Separata dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 2035, quindi con 40 anni di contributi versati.

Si ipotizzi, inoltre, quanto segue:

  • al 31 dicembre 2035 Matteo avrà 67 anni cioè il nuovo requisito anagrafico adeguato alla speranza di vita ai sensi del D.M. 6 dicembre 2011, attuativo della legge 122/2010;
  • nel periodo compreso tra il 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 2035 Matteo lavorerà ininterrottamente con uno o più committenti per un totale di 40 anni;
  • i contributi versati da Matteo saranno sempre superiori al minimale previsto dall’INPS per l’accreditamento contributivo;
  • nel 1996, primo anno di lavoro, Matteo ha percepito 15.548 euro (il minimale 2015) e questo reddito crescerà, in misura costante, ad un tasso pari al 1% ogni anno;
  • che il montante venga rivalutato ogni anno ad un tasso di capitalizzazione costante e pari allo 0,5% (abbastanza realistico alla luce delle variazioni del PIL nominale italiano degli ultimi anni);
  • che il coefficiente di trasformazione sia pari, alla data di pensionamento del nostro Matteo, al 6,50%.

Le aliquote contributive applicate sono quelle previste dall’INPS dal 1996 al 2018. Dal 2018 in poi si ipotizza, e si spera fortemente, che l’aliquota non salga ancora (sarebbe davvero insostenibile). Di conseguenza, dal 2018 al 2035 l’aliquota da applicare al reddito per il calcolo dei contributi è pari al 33,72%.

Ecco il calcolo sviluppato su foglio elettronico:

Gestione Separata INPS: conviene? Ecco su quali ipotesi si basa il nostro studio

Nella simulazione sopra riportata occorre distinguere le ipotesi “forti” da quelle “deboli”.

Le ipotesi forti sono le seguenti:

  • il tasso di capitalizzazione medio pari allo 0,5% riflette abbastanza fedelmente l’andamento dell’economia italiana dalla crisi del 2008 ad oggi. Ovviamente la speranza è un inversione di tendenza ma ad oggi la situazione è questa;
  • il coefficiente di trasformazione è ipotizzato pari al 6,50% ovvero in linea con quello previsto dalle tabelle INPS a partire dal 1° gennaio 2013, pari al 6,54% per un cittadino di 70 anni.

Le ipotesi deboli, invece, sono le seguenti:

  • 40 anni di contribuzione continuativa e al di sopra del minimale INPS rappresentano un’ipotesi non in linea rispetto alle statistiche fornite dalla stessa INPS e dall’ISTAT;
  • il tasso di crescita costante del reddito pari all’un per cento è assolutamente ipotetico ed astratto; in realtà i lavoratori parasubordinati sono caratterizzati da variazioni di reddito più accentuate in termini percentuali, sia in aumento che in diminuzione, e dipendenti da una molteplicità di variabili;
  • le variazioni delle aliquote contributive INPS successive al 2018, ovviamente, non sono prevedibili; dal 2013 (Governo Letta) l’esecutivo si impegna ogni anno a ridurre il peso dell’aliquota contributiva rispetto al reddito prodotto. Com’è noto tale impegno, sinora, è stato pesantemente disatteso.

Gestione Separata INPS: conviene? Forse Mastrapasqua aveva ragione...

Mastrapasqua non aveva tutti i torti. Proprio a luglio di quest’anno sono usciti i primi dati dell’osservatorio INPS sulle pensioni degli iscritti alla Gestione Separata INPS. Si tratta dei primi dati di questo tipo essendo passati 20 anni dall’avvio della Gestione Separata INPS nel 1996.
Per i primi pensionati della Gestione Separata INPS l’assegno medio (netto) sarà pari a 160 euro al mese. Una miseria.
Ma anche la nostra simulazione mostra le forti criticità della previdenza INPS per i lavoratori parasubordinati. Un lavoratore che per 40 anni, ammesso che ci riesca, vive la precarietà di un rapporto di lavoro parasubordinato, percepirà una pensione lorda di 13.862,18 euro, cioè 1.066,32 euro lordi per 13 mensilità.

Con l’aliquota IRPEF di quest’anno si parla di 821,07 euro netti al mese. Certamente è un importo rispettabile se si pensa alle criticità del sistema attuale. Ma, allo stesso tempo, è frutto di una simulazione difficilmente replicabile nella realtà dell’attuale mercato del lavoro italiano.

Tornando a Mastrapasqua, ancora oggi il servizio “La mia pensione” del sito INPS non consente la possibilità di simulare il futuro trattamento previdenziale per chi è stato o è ancora iscritto alla Gestione Separata INPS.

Questo il messaggio automatico del sito INPS in caso di tentativo di simulazione:

Il tuo Estratto Conto Contributivo contiene contribuzioni di tipologie diverse da quelle per cui è attualmente disponibile la simulazione.
Il servizio sarà disponibile per il tuo profilo successivamente.
L’Inps ti comunicherà la disponibilità del servizio con una e-mail o un sms
.”

Evidentemente anche Tito Boeri, attuale presidente INPS, teme le possibili conseguenze delle simulazioni INPS sulle pensioni future degli iscritti alla Gestione Separata.

Gestione Separata INPS: conviene? Ecco i limiti alla compensazione dei crediti

La recente Circolare n. 97/2016 emanata dall’INPS introduce importanti limiti alla compensazione dei crediti contributivi dei professionisti senza cassa iscritti in gestione separata, utilizzabili nel modello F24 secondo i criteri stabiliti dal D.Lgs. 241/1997.

I crediti contributivi relativi a periodi antecedenti il precedente anno di imposta (2015) potevano essere compensati entro il 30 settembre scorso; oggi possono essere oggetto di apposita istanza telematica di autoconguaglio, che prevede rispettivamente la richiesta di rimborso o la richiesta di compensazione con soli debiti INPS.

Gestione separata INPS: i soggetti interessati dalla compensazione
Soggetti interessati da tali particolari limiti di compensazione dei crediti contributivi i professionisti senza apposita cassa di previdenza iscritti alla Gestione Separata INPS ex L. 335/95.
Ricordiamo che per i professionisti senza cassa iscritti in gestione separata, la base imponibile sulla quale deve essere calcolata la contribuzione dovuta è rappresentata dalla totalità dei redditi proveniente dall’esercizio di attività da lavoro autonomo compreso quello in forma associata dichiarata ai fini IRPEF, prodotti per l’anno 2015 e/o il reddito prodotto nell’ambito del “regime dell’imprenditoria giovanile” o dei cd “minimi previsti dalla Legge 23 dicembre 2014 n. 190” qualora il professionista abbia adottato tali regimi.

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3 commenti

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Sdrello • Ottobre 2017


Per Dario----
Ciao Dario, mi fà piacere che a distanza di due anni non è cambiato ancora un ca..zzo, ad oggi che siamo quasi al 2018 e son passati quasi due anni esce ancora il messaggio che dice «Per il tuo profilo il servizio sarà disponibile successivamente.», credo che quello che dici tu è esattamente la verità, anche io ho più di 11 anni di contribuzione agricola, e il messaggio è lo stesso del tuo, solo che ora per evitare polemiche hanno eliminato la parte del messaggio in cui viene citato il fatto che il servizio non funziona a causa dei contributi agricoli che si hanno versati, per di più, prendendo appuntamento con il consulente INPS, ti fanno andare li su appuntamento, ti ricontattano lo stesso giorno dell’appuntamento dove tu ti sinceri che faranno il conteggio degli anni di contribuzione, poi arrivi li in sede INPS e che ti dice il consulente? Non funziona il sistema per fare la simulazione del conteggio degli anni di contribuzione, apparte che quella è on-line e possono accederci tutti, sicuramente la consulente avrà pensato di fare la stessa simulazione che faccio io con il pin, ma vedendo che non funzionava mi ha rispedito a casa, ma il consulente inps non dovrebbe fare i calcoli certificati e non simulati? corregetemi se sbaglio, Dario tu come hai risolto la questione? Ma com’è possibile che una persona che vorrebbe andare in pensione non può sapere quanti anni di contribuzione si hanno, è veramente assurdo, noi paghiamo le tasse e paghiamo anche chi sta all’INPS e non abbiamo servizi, allora perchè dobbiamo pagarle queste tasse?

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Francesco Oliva • Settembre 2015

Salve Signor Dario,
attualmente l’INPS non ha reso noti i tempi di aggiornamento del servizio online «la mia pensione». Ad oggi, qualsiasi periodo di contribuzione diverso da quelli da dipendente preclude l’utilizzabilità del servizio medesimo. In ordine, invece, alla programmazione dell’uscita dal lavoro il consiglio è di recarsi presso l’ufficio INPS di competenza.
Saluti

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Dario • Settembre 2015

Salve
Nel 1973 e 1974, mia moglie allora sedicenne, ebbe modo di svolgere 31 giornate di lavoro in agricoltura nel periodo estivo, ebbene quei 31 giorni impediscono il calcolo della pensione in quanto il form INPS specifica quanto segue :"Il tuo Estratto Conto Contributivo contiene contribuzione agricola. Per il tuo profilo il servizio sarà disponibile successivamente.
L’Inps ti comunicherà la disponibilità del servizio con una e-mail o un sms. Per ulteriori informazioni clicca qui."
Dal 1979 mia moglie è poi entrata nel servizio postale ed ora è una dirigente.
E’ possibile sapere se e quando INPS potrà avviare questa funzione al fine di calcolare e/o prevedere l’uscita dal lavoro.
Grazie
Dario

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