Gestione separata INPS: chi deve iscriversi e come funziona?

Gestione separata INPS: l’iscrizione è obbligatoria per chi non ha cassa né albo di riferimento e quindi per moltissimi lavoratori autonomi, liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi. Vediamo quando scatta l’obbligo di iscriversi e come funziona.

Gestione separata INPS: chi deve iscriversi e come funziona?

Per iscriversi alla Gestione separata INPS è necessario essere un lavoratore che risponde a determinati requisiti. Ma come funziona?

L’iscrizione alla Gestione separata INPS introdotta a partire dal 1996, nasce con la Legge Dini n.335/1995, è obbligatoria per assolvere agli oneri contributivi di una determinata categoria di lavoratori.

L’iscrizione al fondo INPS prevede che l’assegno di pensione venga calcolato con il solo sistema contributivo, quindi su quanto versato, che rispetto al retributivo (il passaggio tra i due sistemi di calcolo è avvenuto proprio a partire dal 1° gennaio 1996) è molto meno vantaggioso.

La Gestione separata INPS nasce per rispondere alle esigenze di quei lavoratori autonomi che non hanno una propria cassa professionale e che non esercitano attività di impresa (commercianti, artigiani e coltivatori diretti hanno una propria Gestione di riferimento presso l’Istituto). È riservata anche ai lavoratori Co.Co.Co.

Con la circolare n.12 del 3 febbraio l’INPS ha informato circa le aliquote, massimale e minimale di reddito per i contributi da versare alla Gestione separata INPS nel 2020.

Vediamo a questo punto chi deve iscriversi alla Gestione separata INPS, quando è obbligatorio e come funziona.

Gestione separata INPS: chi deve iscriversi?

Come anticipato la Gestione separata INPS è stata introdotta per garantire una tutela previdenziale a tutte quelle categorie residuali di liberi professionisti per i quali non è prevista una cassa previdenziale.

Inoltre devono iscriversi coloro che svolgono un’attività lavorativa di tipo Co.Co.Co. così come i venditori a domicilio.

Queste sono le prime tre categorie per le quali è stata prevista l’iscrizione alla Gestione separata INPS, dopodiché con provvedimenti successivi alla riforma Dini la platea di beneficiari è stata estesa. Nel dettaglio, ad oggi oltre ai suddetti professionisti, la Gestione separata INPS si occupa di:

  • spedizionieri doganali non dipendenti;
  • assegni di ricerca;
  • beneficiari di borse di studio per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca;
  • amministratori locali;
  • lavoratori autonomi occasionali;
  • associati in partecipazione;
  • membri di Consigli di amministrazione;
  • amministratori;
  • medici con contratto di formazione specialistica;
  • i prestatori di lavoro occasionale accessorio.

Non è però sufficiente esercitare un’attività ascrivibile ad una delle suddette categorie per far scattare l’obbligo di iscrizione. È necessario, infatti, che nel contempo si verifichino anche delle precise condizioni; vediamo quali.

Quando è obbligatorio

Come si legge nella legge 335/1995 l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS sorge nei confronti di quei soggetti che esercitano una delle suddette professioni in via abituale.

Non è necessario comunque che l’attività sia esclusiva, poiché è sufficiente che questa sia “prevalente”; ecco perché, in alcune occasioni, anche chi svolge un doppio lavoro - uno come dipendente e l’altro come autonomo - ha il dovere di iscriversi alla Gestione separata e pagare i contributi previsti per l’attività di libero professionista.

A tal proposito vi consigliamo di leggere -Pensione: obbligo contributivo del lavoratore dipendente titolare d’impresa.

Tuttavia la mancanza del requisito dell’abitualità - o della prevalenza - dell’attività lavorativa non esonera a prescindere dall’iscrizione. Questo perché la legge 326/2003 ha esteso l’obbligo assicurativo anche a coloro che, pur svolgendo l’attività professionale in maniera occasionale, hanno un reddito (derivante da questa) superiore ai 5mila euro.

Ricapitolando, gli appartenenti alle suddette categorie professionali devono iscriversi alla Gestione separata INPS se sussiste almeno una delle seguenti condizioni:

  • svolgono questa attività in maniera abituale;
  • producono un reddito derivante da attività superiore ai 5mila euro.

Questi quindi hanno il dovere di pagare i contributi previsti, i quali si calcolano in base alle aliquote comunicate dall’INPS; per chiarire meglio quest’ultimo aspetto vi rimandiamo alla lettura della circolare 12/2020 dell’INPS, con la quale l’Istituto ha comunicato sia le aliquote contributive che il minimale e massimale di reddito al fine di calcolare l’importo dei contributi dovuti quest’anno.

Come funziona la Gestione separata INPS

Chi si iscrive alla Gestione separata INPS deve versare al fondo i contributi che per 1/3 sono a carico del lavoratore collaboratore e 2/3 a carico del committente. Quest’ultimo deve versare i contributi con il modello F24 entro il 16esimo giorno del mese successivo a quello in cui il lavoratore è stato pagato.

La situazione dei professionisti che non abbiano una cassa di riferimento è differente perché l’onere di versare i contributi alla Gestione separata INPS è totalmente a loro carico e solo eventualmente il 4% spetta al committente. In questo caso anche il lavoratore come anche il committente deve usare il modello F24.

Bisogna iscriversi alla Gestione separata INPS al primo rapporto di lavoro e lo si può fare attraverso un patronato, dalla pagina web dell’Istituto dedicata al servizio o attraverso il contact center.

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