Forex, dollaro-yen ai massimi da gennaio: l’ascesa continua con rialzo tassi Fed. Target 118,5

Il cambio dollaro-yen non conosce tregua e con la riunione Fed di ieri allunga ancora di più il suo storico rialzo, avvicinando i livelli più alti del 2016: analizziamo le prospettive di USD/JPY.

Il cambio dollaro-yen risale da quota 115,2 fino ai massimi di giornata ad ora stabiliti a 117,8, il tutto nel giro di poco più di 12 ore.

La riunione Fed di ieri e il tanto atteso rialzo dei tassi di interesse USA hanno scatenato un’intensa reazione su tutti i cambi del Forex, reazione che sembra continuare anche alla luce di questa nuova giornata.

Nonostante l’intervento fosse atteso, quindi, c’era evidentemente spazio per un ulteriore rafforzamento del biglietto verde, che ha portato il cambio euro-dollaro verso nuovi minimi annuali.

Male tutti i beni rifugio, a partire dall’oro per andare a finire proprio allo yen, che beneficia delle novità portate dalla Yellen riducendo il proprio valore e quindi agevolando la risalita di dollaro-yen, la più significativa del 2016.

Vediamo nel dettaglio un’analisi di medio/lungo termine di USD/JPY, per capire verso quali livelli di prezzo è diretto il cross.

Forex, dollaro-yen vola con la Fed: un rialzo senza limiti?

Guardando alla risalita che dollaro-yen ha messo in piedi da inizio novembre, e quindi in poco più di un mese, viene facile credere che non si tratta né di un semplice ritracciamento né di una momentanea fase favorevole.

Il cambiamento in atto sui cambi che coinvolgono lo yen è strutturale e sta portando ad un ridimensionamento deciso della valuta giapponese, in corrispondenza con l’ascesa del biglietto verde, iniziata con Trump e proseguita ora con la Fed.

Il rialzo dei tassi USA era da tempo nell’aria ma l’idea che tutto fosse già stato scontato dal mercato ha, per ora, lasciato spazio ad una nuova reazione di pancia da parte degli investitori, con il prolungamento dei movimenti che avevano già caratterizzato il mese di novembre.

Nel caso del cambio dollaro-yen il movimento è in realtà sempre stato uno, visto che solo 33 giorni fa il cross toccava quota 101,3, mentre ora si dirige deciso verso i 118.

Un rialzo che ridimensiona i molti mesi di ribasso del 2016 e porta USD/JPY verso i livelli di apertura di gennaio, come osservabile dal seguente grafico settimanale:

Per avere un miglior senso della misura è infatti necessario allargare il timeframe e guardare a circa gli ultimi tre anni del cross.

La parentesi ribassista inziata nell’ultima parte del 2015 ha visto un rimbalzo deciso nell’intorno di quota 100, e si trova ora proiettata verso il primo target a 118,5, dopo sei settimane consecutive di rialzo.

L’area compresa tra quota 116,1 e 118,5, in blu, comprende buona parte dei minimi stabiliti durante il corso del 2015, quando dollaro-yen si è aggirato tra quota 118 e 125.

Il raggiungimento del target a 118,5 rappresenta proprio il test più importante dei minimi dello scorso anno e un suo superamento, probabile visto lo sprint iniziato ieri sera, aprirebbe nuove porte a USD/JPY.

A quel punto, infatti, il cambio si ritroverebbe all’interno di una fascia di prezzo ad alta frequentazione durante il 2015 che arriva fino a quota 121,4. L’obiettivo dell’ultimo sprint potrebbe quindi essere proprio quest’area di accumulazione, dove il prezzo avrebbe modo di rilassare il suo andamento in prossimità di quota 120.

Come osservabile nella parte inferiore del grafico, infatti, l’RSI è prossimo al raggiungimento della zona di ipercomprato, per quanto nel 2013 e nel 2014 abbia dimostrato di viaggiare al suo interno senza troppi problemi.

Il MACD mostra solo nell’ultimo mese valori positivi, lasciando ancora ampie prospettive per il rialzo, anche oltre la fascia di accumulazione evidenziata in precedenza.

L’andamento di USD/JPY è davvero lontano da una possibile idea di girare al ribasso e, in attesa della riunione della Bank of Japan della prossima settimana, sembra difficile aspettarsi altro al di là del rialzo, almeno fino al test dei target citati.

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