FMI: l’Europa rischia uno shock economico

La ripresa in Europa è molto incerta e le previsioni a breve termine parlano di uno shock economico. Tutte le incertezze sul continente dal FMI.

FMI: l'Europa rischia uno shock economico

Europa: la ripresa economica resta molto incerta, con probabilità di subire un vero e proprio shock.

A fornire un outlook aggiornato sul vecchio continente è il Fondo Monetario Internazionale, che ha dato indicazioni piuttosto fosche sull’uscita dalla crisi nella regione europea.

L’aumento dei contagi in modo così aggressivo e il rischio, sempre più realistico, di misure restrittive severe stanno minando il cammino di una ripresa economica già molto incerta, irregolare, parziale.

Secondo il FMI, l’Europa potrebbe subire una delle peggiori contrazioni del PIL.

In Europa ripresa a rischio: si perderanno 3 milioni di euro

I numeri del Fondo Monetario Internazionale parlano chiaro sulla situazione europea:
il PIL reale della regione si contrarrà del 7% nel 2020, registrando il più grande calo dalla Seconda Guerra Mondiale, seguito da un rimbalzo del 4,7% nel 2021.

Tuttavia, proprio la forza della ripresa resta sotto osservazione. Il rilancio economico atteso per il prossimo anno è in balia della nuova ondata di coronavirus che sta allarmando ora l’intero continente.

Il rapporto FMI ha offerto una chiara visione:

“Le prospettive sono eccezionalmente incerte. L’attuale recrudescenza delle infezioni in tutta Europa forse è il più grande rischio di ribasso in questa fase. Una Brexit senza accordo implicherebbe anche un’ulteriore e shock potenzialmente considerevole per l’attività durante la pandemia.”

Sebbene la revoca dei blocchi abbia portato a un importante rimbalzo dell’economia europea in estate, subito dopo si è verificata anche una nuova ondata di infezioni, con la minaccia odierna di un freno alla ripresa.

In questa cornice, il Fondo Monetario Internazionale ha messo in guardia i Paesi europei: l’uscita dalla crisi sarà più lenta e difficoltosa. E, soprattutto, su livelli inferiori a quelli pre-epidemia. Il tutto, con perdite di 3 milioni di euro non recuperabili nel medio periodo”.

Sostegno al lavoro cruciale in Europa

Sostenere il lavoro resta uno degli imperativi per il FMI. Fino a quando la ripresa eocnoica non sarà ben radicata e certa e in attesa di sviluppi concreti sul vaccino, supportare l’occupazione è un imperativo categorico per i Governi europei.

I programmi di aiuto messi in campo finora dai singoli Stati e dalle istituzioni europee, come la BCE, sono stati cruciali per evitare il tracollo. Ben 54 milioni di posti di lavoro sono stati raggiunti e supportati da tali politiche.

Ridimensionare prematuramente queste misure potrebbe portare a un’ondata di fallimenti e diffusi disagi sociali. Nel tempo, però, il sostegno dovrà spostarsi sempre più sulle persone e sui beni pubblici, per promuovere la trasformazione strutturale e la necessaria ricollocazione delle risorse lontano dalle attività ad alta intensità di contatto.

Per sostenere la ripresa dalla pandemia, le politiche dovrebbero cercare di affrontare sfide di lunga durata, come la bassa crescita della produttività, la transizione verso un’economia sostenibile e la crescente disuguaglianza.

Il FMI ha quindi avvisato l’Europa: la crisi è grave, la ripresa economica a rischio.

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