Evasione IVA: al via il reverse charge nell’edilizia e nel settore energetico

Simone Casavecchia

30 Dicembre 2014 - 10:09

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La Legge di Stabilità 2015 ha introdotto per l’edilizia, il settore energetico e la gdo, il reverse charge, il meccanismo di inversione contabile finalizzato a contrastare l’evasione IVA e le frodi fiscali.

Tra le novità fiscali introdotte dalla Legge di Stabilità 2015, nell’ampio comparto dedicato alle imprese, vi è anche il reverse charge, il meccanismo meglio conosciuto in Italia come inversione contabile, messo in campo dal Governo al fine di arginare il fenomeno dell’evasione dell’IVA e delle frodi fiscali connesse: un buco nero in cui, dal 2007 al 2010, sono finiti 321 miliardi di euro che sarebbero, invece, dovuti arrivare nelle casse dello Stato.

Che cos’è e come funziona il reverse charge
Il meccanismo fiscale dell’inversione contabile prevede che il prestatore di un servizio o il venditore di un bene non sia tenuto ad assolvere il pagamento dell’IVA e, conseguentemente, a emettere fatture che ricomprendano nel prezzo anche la quota di IVA. Il pagamento dell’IVA viene, in questo caso, riservato al cessionario del servizio ovvero alla persona che ha commissionato un servizio o richiesto un bene e che è, nella prassi normale soggetto passivo di IVA.
Sui tratta di un meccanismo contabile che il Governo ha messo in campo in vari settori dai servizi forniti alla Pubblica Amministrazione (in questo caso prende il nome di split payment) dove sono le amministrazioni stesse a versare l’IVA all’Erario al settore dell’edilizia e dell’energia, fino alla grande distribuzione, al fine di ridurre il preoccupante fenomeno dell’evasione dell’IVA e delle frodi fiscali.
Occorre ricordare che, come la riduzione dell’IVA sugli ebook, si tratta di un provvedimento che, almeno in alcuni casi, deroga alle disposizioni comunitarie in materia di fisco e, pertanto, dovrebbe essere autorizzato dalla Commissione Europea. Se ciò non dovesse effettivamente avvenire potrebbero esserci rincari nelle tasse già in essere, necessari per reperire gli introiti stimati e, poi, non pervenuti da questa misura.

Casi di applicazione immediata
Non tutti i settori in cui la Legge di Stabilità 2015 ha previsto l’applicazione del reverse charge richiedono però un’autorizzazione da parte delle istituzioni comunitarie. Il reverse charge sarà, infatti, immediatamente applicabile già dal 1 Gennaio 2015, in alcuni specifici casi, riconducibili ai settori dell’edilizia, dell’energia e delle pulizie.
Nello specifico, le norme sulla direttiva IVA (Direttiva 2006/112/CE) consentono al fornitore di un servizio di emettere fattura senza l’addebito dell’imposta che, dovrà poi essere assolta dal committente del servizio, nel caso le prestazioni offerte siano riconducibili a un bene qualificabile come edificio e riguardino i servizi di pulizia; i servizi di demolizione e i servizi di installazione di impianti e di completamento.
A tal proposito, mentre, da altre norme è chiaro che le prestazioni non debbano necessariamente essere eseguite nei confronti di un appaltatore o di un altro subappaltatore, rimane invece da chiarire la portata del termine «edificio» dal momento che mentre la direttiva comunitaria parla di beni immobili, la relazione illustrativa che accompagna il decreto fa riferimento al settore edile senza specificare se nella nozione di «edificio» possano essere ricomprese anche le singole persone o se, ad esempio, possano considerarsi interessati dal reverse charge i solo prestatori di servizi che svolgono un’attività appartenente a quelle del settore F della tabella Ateco.
Secondo caso di applicazione immediata del reverse charge, dal 1 Gennaio 2015 al 31 Dicembre 2018 sono alcune operazioni riferibili al settore energetico come i trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra (Direttiva 2003/87/CE); i trasferimenti di altre unità utilizzabili dai gestori per conformarsi alla direttiva appena citata; i trasferimenti di certificati relativi all’energia e al gas, come anche i trasferimenti delle cessioni di gas e di energia elettrica ai soggetti passivi-rivenditori.
Infine, dal 1 Gennaio 2015 potranno essere soggette al meccanismo dell’inversione contabile anche le cessioni di bancali in legno (pallet) recuperati in cicli di utilizzo successivi al primo.

Casi di applicazione subordinati all’approvazione dell’UE
Al di là dei casi di applicazione immediata, perché contemplati da specifiche norme comunitarie, la Legge di Stabilità 2015 ha previsto che, dopo la necessaria deroga comunitaria, il meccanismo del reverse charge sia applicato anche per le forniture di beni alle imprese della grande distribuzione. In questo caso il meccanismo dell’inversione contabile potrà essere utilizzato per le cessioni di beni (ma non di servizi) nei confronti di ipermercati, supermercati e discount alimentari.

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