I mercati finanziari non sanno da che parte guardare. Su entrambi le sponde dell’Atlantico ci si trova di fronte ad un disastro del debito, che di per sé rappresenta un buona fonte di stress e preoccupazione. Ma nonostante l’attenzione sui colloqui da suspense sul soffitto del debito degli Stati Uniti, è l’Europa che presenta il rischio di gran lunga maggiore per l’economia globale.
Mentre quello che sta succedendo a Washington sta quasi scadendo in una sorta di farsa politica, è la zona euro che si è spostata in una fase molto più critica.
L’accordo raggiunto a Bruxelles il 21 luglio è stato inizialmente considerato come avente il potenziale per ri-mettere la Grecia su un sentiero più sostenibile e per prevenire il contagio ai paesi periferici. Con il senno di poi, è chiaro che questa valutazione è stata decisamente sbagliata. I rendimenti dei bonds periferici si sono ampliati rispetto alla Germania e l’euro ha cominciato a cadere di nuovo.
A peggiorare le cose è il fatto che l’economia globale sta ora rallentando rapidamente. I banchieri centrali di Francoforte hanno già aumentato i tassi due volte. Cinquanta punti base, non rappresenta un notevole aumento del costo del denaro, ma potrebbe essere significativo per i paesi come l’Italia che stanno lottando per rimanere competitivi. Jean Claude Trichet avrà molto cui pensare mentre giunge alla fine del suo tempo, in cima alle torri dell’ euro.