Equity Crowdfunding: agevolazioni fiscali e incentivi

Guida alle agevolazioni fiscali per chi investe in startup e PMI innovative tramite equity crowdfunding nel 2019. Ecco cosa cambia e come usufruire dei vantaggi.

Equity Crowdfunding: agevolazioni fiscali e incentivi

Investire in startup e PMI innovative tramite equity crowdfunding consente di godere di vantaggi in termini di incentivi e agevolazioni fiscali. Nel 2019, poi, è stato introdotto l’aumento delle detrazioni e deduzioni fiscali, che dal 30% sono passate al 40%.

Un ulteriore beneficio che vale, però, solo per gli investimenti effettuati nel 2019 e non per quelli degli anni passati (per le agevolazioni del 2018 leggere questo articolo).

È la Manovra Finanziaria 2019 (legge 148 del 30 dicembre 2018, art.1, comma 218) ad aver stabilito l’incremento dell’aliquota delle agevolazioni fiscali per chi investe in startup e PMI innovative, sotto forma di detrazione IRPEF per le persone fisiche e di deduzione IRES per le persone giuridiche.

Qui una guida per scoprire quali sono gli incentivi fiscali dell’equity crowdfunding, quanto si risparmia con le agevolazioni, come usufruirne e come indicare gli investimenti nella dichiarazione dei redditi.

Agevolazioni fiscali equity crowdfunding: detrazioni e deduzioni

Per quanto riguarda la platea di beneficiari e i limiti, restano valide le regole dell’anno scorso. Le persone fisiche che hanno investito nel 2018 in startup e PMI innovative (anche a vocazione sociale o attive nel settore energetico) si vedono riconosciuta una detrazione ai fini IRPEF calcolata sul reddito pari al 30% della somma investita, per investimenti del valore massimo di 1 milione di euro l’anno. Ciò significa che il risparmio annuale può essere al massimo di 300mila euro.

L’ammontare dell’agevolazione non detraibile nel periodo d’imposta può essere portato in detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il terzo.

Con l’aumento dell’aliquota al 40% valido per l’anno 2019 si ha un risparmio fiscale massimo di 400mila euro annui, su un investimento pari a 1 milione.

Se invece a investire è una società, le spetterà una deduzione sull’imponibile IRES del 30% su un investimento del valore massimo di 1.800.000 euro. Solo in via straordinaria per l’anno 2019 potranno godere di una deduzione IRES del 40%. Ribadiamo che la novità della manovra vale solo per il 2019. Salvo modifiche, quindi, per tutti gli investimenti precedenti e per i futuri l’agevolazione prevista sarà del 30%.

Valgono sia gli investimenti diretti sia quelli indiretti per tramite di OICR o altre società che investono prevalentemente in startup e PMI innovative.

Acquistando l’intero capitale sociale di una startup innovativa e mantenendo le quote per 3 anni, la deduzione spettante alla società sarà pari al 50% della somma spesa fino a un massimo investimento consentito di 1.800.000 euro l’anno, per un risparmio massimo di 216mila euro. Il risparmio verrà calcolato in base al reddito della società.

“Le maggiori detrazioni fiscali amplieranno la platea degli investitori che da oggi hanno un ulteriore incentivo per investire in startup e PMI innovative, potendo detrarre quasi la metà del loro investimento. Le aziende in fundraising e l’intero ecosistema ne gioveranno” ha commentato Dario Giudici, Ceo di SiamoSoci. Leggi qui la nostra intervista al fondatore di Mamacrowd.

Chi ha diritto alle agevolazioni

Possono accedere alle agevolazioni i soggetti IRES che non sono startup innovative o incubatori certificati (per evitare il meccanismo della detassazione a catena).

In entrambi i casi per non perdere l’agevolazione è necessario non cedere la quota di capitale sociale a titolo oneroso e mantenere l’investimento per almeno 3 anni; il socio investitore non deve recedere o essere escluso dalla società; la società non deve perdere i requisiti di startup innovativa.

In sede di dichiarazione dei redditi bisognerà presentare la certificazione relativa all’investimento, che verrà fornita dalla società che lo ha ricevuto.

Dichiarazione dei redditi e documenti utili

Per ottenere agevolazioni fiscali su investimenti in startup e pmi innovative è necessario presentare il modello Persone Fisiche, e non il modello 730 (che è rivolto ai dipendenti che ricevono busta paga e ai pensionati INPS). Il modello Persone Fisiche è obbligatorio per chi possiede partita IVA e per coloro che percepiscono redditi derivanti da terreni, fabbricati, redditi d’impresa e di partecipazione.

Il campo da compilare nel Modello Redditi PF è il rigo RP80 “Detrazioni per investimenti in startup” che si trova nel quadro RP, Sezione VI. Bisogna inoltre inserire alcuni dati specifici come codice fiscale della startup e tipologia di investimento (diretto o indiretto, ovvero effettuato mediante un organismo di investimento collettivo del risparmio oppure mediante società di capitali che investe prevalentemente in startup). Dopodiché bisogna indicare l’ammontare dell’investimento agevolabile e il codice identificativo dell’investimento. Da precisare anche se l’investimento è in una startup oppure in una PMI innovativa.

Le società di capitali (soggetti IRES) devono compilare il modello RedditiSC e inserire gli importi investiti in startup innovative nel Quadro RS – Prospetto vari dal rigo “RS 160” a “RS 179”.

In fase di dichiarazione dei redditi, per usufruire delle agevolazioni fiscali gli investitori dovranno essere in possesso di questi documenti da presentare al commercialista:

  • certificazione della startup innovativa che dimostra di aver ricevuto un massimo di 15 milioni di euro di investimenti;
  • certificazione dell’importo sul quale spetta la detrazione/deduzione, entro 60 giorni dal conferimento ricevuto;
  • copia del piano d’investimento della startup contenente l’oggetto dell’attività, le informazioni specifiche sui prodotti e il business plan.

Vantaggi fiscali per startup e PMI innovative

La nuova Legge di Bilancio conferma inoltre la possibilità, per startup e PMI, di raccogliere capitale di rischio online tramite portali di equity crowdfunding autorizzati da Consob come ad esempio Mamacrowd, 200Crowd e CrowdFundMe.

Citiamo altre novità introdotte, utili a dare ulteriore slancio alla piccola imprenditoria e all’innovazione in Italia. In particolare le startup innovative sono ora esonerate dal pagamento dell’imposta di bollo e diritti di segreteria per iscrizione al registro delle imprese e dal diritto annuale alle camere di commercio; godono di agevolazioni fiscali per amministratori, dipendenti o collaboratori remunerati attraverso strumenti finanziari come stock option; possono usufruire del credito d’imposta del 35% sulle assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato fino a un massimo di 200mila euro; hanno accesso semplificato gratuito e diretto al Fondo Centrale di Garanzia, che facilita l’accesso al credito bancario e alla concessione dei prestiti.

Ma le novità non finiscono qui. Con la risposta all’interpello n.96/2019 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le quote di società offerte al pubblico tramite campagne di equity crowdfunding sono da considerarsi “investimenti qualificati” di un piano di risparmio a lungo termine, e quindi rientrano nel regime di tassazione agevolato dei PIR.

Gli investitori che mantengono i PIR per almeno 5 anni godono dell’assenza di tassazione. Il beneficio fiscale consiste nella deduzione del 30% della somma investita in strumenti finanziari partecipativi che prevedono clausole di convertibilità in quote di start-up innovative. Per saperne di più leggi PIR: agevolazioni fiscali anche per l’equity crowdfunding

Iscriviti alla newsletter Fintech per ricevere le news su Crowdfunding

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.