La domanda di chip per l’IA è esplosa più rapidamente della capacità produttiva, aprendo uno “shock di silicio” che nel 2026 potrebbe colpire mercati, industria e consumatori.
Lo hanno definito “silicon shock”. È la definizione di una possibile crisi legata al silicio destinata a dominare i temi macroeconomici, politici e di mercato del 2026.
La domanda di chip avanzati, fondamentali per l’intelligenza artificiale (IA), è infatti esplosa a ritmi mai visti prima, superando di gran lunga qualsiasi previsione dei mercati.
A differenza degli shock del petrolio degli anni ’70, che erano guidati da limitazioni di offerta, questo scossone nasce da una crescita incontrollata della domanda. Cosa sta succedendo? L’allarme arriva dal cuore del continente asiatico: aziende e governi di tutto il mondo hanno improvvisamente capito che servono enormi quantità di silicio per alimentare sistemi AI sempre più complessi. [...]
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