Il mercato del tungsteno sta attraversando una fase di tensione marcata, con prezzi che nelle ultime settimane si sono mantenuti su livelli prossimi ai massimi storici e con una struttura degli scambi sempre più rigida.
Prezzi e quotazioni del paratungstato di ammonio
In Europa le quotazioni del paratungstato di ammonio, che è il principale materiale intermedio utilizzato per produrre il metallo, si collocano stabilmente tra circa 2.800 e 3.300 dollari per MTU (unità che equivale a 10 chilogrammi di contenuto di triossido di tungsteno). Questo implica valori nell’ordine dei 300 dollari al chilogrammo di contenuto metallico e oltre 300 mila dollari per tonnellata equivalente, con un incremento superiore al 200% rispetto all’inizio al gennaio 2026.
Offerta rigida e dominio della Cina
Alla base del movimento si trova un irrigidimento simultaneo dell’offerta e una crescente concentrazione geografica della produzione. La Cina, come sempre, rappresenta oltre l’80% dell’offerta primaria globale e ha progressivamente ristretto i flussi verso l’esterno attraverso quote minerarie più basse e controlli alle esportazioni rafforzati nel corso del 2025. La decisione di limitare il numero di operatori autorizzati all’export nel biennio 2026–2027 e di introdurre vincoli su prodotti a doppio uso ha ridotto ulteriormente la disponibilità sul mercato internazionale, accentuando la dipendenza di Europa e Stati Uniti da forniture esterne difficilmente sostituibili nel breve periodo.
Struttura del mercato e squilibri della filiera
Il mercato quindi è molto concentrato e ristretto dal lato dell’offerta e non reagisce più in modo lineare alla dinamica dei prezzi, riflettendo una vulnerabilità strutturale delle economie importatrici. Dopo il forte rialzo registrato tra la fine del 2025 e il primo trimestre del 2026 si è osservata una fase di consolidamento tecnico a metà aprile, legata a prese di profitto e a un temporaneo riequilibrio tra domanda e offerta, ma senza un allentamento reale delle condizioni di fondo. La disponibilità fisica resta limitata e la distribuzione lungo la filiera appare disomogenea, con segmenti caratterizzati da accumulo di scorte e altri da carenze evidenti, segnale di un sistema che fatica a riallinearsi.
Domanda in crescita: difesa e automotive
Sul lato della domanda, il contributo dell’industria della difesa sta aumentando con continuità. Attualmente rappresenta circa il 12% del consumo globale, ma le stime indicano una crescita verso il 15% entro il 2027–2028, sostenuta dal riempimento delle scorte strategiche e da un contesto geopolitico che mantiene elevati i livelli di spesa militare. Il settore automobilistico resta il principale utilizzatore con una quota compresa tra il 25 e il 30%, anche se la diffusione dei veicoli elettrici potrebbe ridurne progressivamente il peso relativo. In parallelo, la domanda legata alla difesa cresce a un ritmo intorno all’8% annuo e, mantenendo questo andamento, potrebbe superare quella automobilistica entro la metà del prossimo decennio.
Limiti dell’offerta fuori dalla Cina
Dal lato dell’offerta, le alternative alla produzione cinese restano limitate nel breve periodo. Gli Stati Uniti non dispongono oggi di miniere attive su scala commerciale e i progetti in sviluppo non hanno ancora una tempistica definita per l’avvio della produzione. In Europa la situazione non è sostanzialmente diversa e la capacità di approvvigionamento dipende in larga misura da importazioni. L’avvio delle attività nella miniera sudcoreana di Almonty rappresenta uno dei pochi contributi concreti al riequilibrio del mercato, ma l’espansione prevista entrerà in funzione solo nel 2027 e non è sufficiente a compensare l’attuale concentrazione dell’offerta.
Prospettive e fragilità strutturale del mercato
In questo contesto, il mercato del tungsteno si trova in una tensione strutturale che va oltre la dinamica ciclica dei prezzi. I volumi disponibili per lo scambio immediato si riducono, gli operatori privilegiano accordi di lungo periodo per garantirsi l’approvvigionamento e la dipendenza da un numero limitato di fornitori espone Europa e Stati Uniti a un rischio crescente di approvvigionamento. La combinazione di domanda rigida e offerta concentrata indica che l’attuale livello dei prezzi riflette un equilibrio fragile che continuerà a condizionare il mercato nei prossimi anni.