Arriva una nuova IPO da €4 miliardi a Piazza Affari? Occhio alla scommessa italiana sull’AI

Claudia Cervi

25 Maggio 2026 - 19:03

Non produce chip né software, ma potrebbe beneficiare della corsa all’AI. Dolomiti Energia prepara una IPO da 3-4 miliardi a Piazza Affari.

Arriva una nuova IPO da €4 miliardi a Piazza Affari? Occhio alla scommessa italiana sull’AI
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Sale la febbre da IPO. Dopo SpaceX, nel 2026 il mercato aspetta anche Anthropic e Bending Spoons. Ma anche Piazza Affari prepara una quotazione che scommette sull’AI in modo indiretto.

Dolomiti Energia non produce chip, non costruisce data center e non sviluppa modelli linguistici. Però controlla qualcosa che potrebbe diventare presto più prezioso: l’energia. Dopo mesi in cui tutti erano concentrati su Nvidia e semiconduttori, ora il mercato guarda altrove. La rete elettrica rischia di diventare il vero collo di bottiglia dell’intelligenza artificiale europea.

I grandi data center richiedono enormi quantità di elettricità. Ancora meglio se stabile e prodotta da fonti rinnovabili. È anche per questo che alcune utility stanno iniziando a cambiare categoria agli occhi del mercato. Dolomiti Energia, controllata dagli enti pubblici trentini, prepara il debutto a Piazza Affari con una valutazione stimata tra 3 e 4 miliardi di euro. A guardare il business sembra una utility come tante. Guardando gli investimenti, potrebbe esserci altro.

Il mercato inizia a guardare le utility come infrastrutture per l’AI

Per mesi la corsa all’intelligenza artificiale è sembrata soprattutto una partita tra chipmaker, cloud e big tech. Nvidia, semiconduttori, modelli linguistici. Adesso l’attenzione si sposta su chi deve alimentare tutta questa infrastruttura.

Perché senza energia disponibile, stabile e a basso costo, i grandi data center rischiano di trasformarsi rapidamente in un problema infrastrutturale prima ancora che tecnologico.

Negli Stati Uniti alcuni operatori elettrici hanno già iniziato a correre. L’Europa è ancora indietro, in termini di capacità produttiva e di efficienza delle reti. Ecco perché molti investitori sono alla ricerca delle utility con i numeri giusti per fare il salto di qualità.

Dolomiti Energia li ha. Il gruppo produce il 98% della propria elettricità da fonti rinnovabili, controlla 39 impianti idroelettrici ed è il quarto operatore italiano del settore. Nel 2024 ha registrato circa 2,3 miliardi di ricavi e 491 milioni di EBITDA.

Ma il dato più interessante riguarda la capacità di investimento. La posizione finanziaria netta si attesta intorno a 601 milioni di euro. Per una utility di queste dimensioni significa avere una leva molto contenuta (circa 1,2 volte PFN/EBITDA), dunque avere capacità di continuare a investire.

Perché l’IPO di Dolomiti Energia è una scommessa sull’AI

Questa flessibilità finanziaria permette al gruppo di spingere sugli investimenti, con un piano industriale molto aggressivo.

La società punta a investire circa 2,1 miliardi di euro entro il 2030 per rafforzare reti, sistemi digitali e produzione green. Per un gruppo che oggi genera circa 500 milioni di EBITDA significa mantenere un ritmo di investimenti molto elevato per anni.

A quel punto il mercato potrebbe iniziare a considerarla più come un’infrastruttura energetica che come una utility tradizionale. Per sostenere i data center l’Europa avrà bisogno di reti più moderne, maggiore capacità elettrica, storage energetico, produzione rinnovabile stabile e infrastrutture digitalizzate.

Il piano industriale punta proprio su queste aree. Nel breve periodo il mercato continua a guardare soprattutto alla debolezza dell’idroelettrico. Nel primo trimestre 2026 l’EBITDA è sceso a 96,7 milioni mentre l’utile netto è calato del 34% a 43,2 milioni, penalizzato dalla scarsa neve e dalla bassa idraulicità.

Ma il mercato potrebbe guardare oltre questa volatilità trimestrale.

Oggi l’idroelettrico pesa meno del 30% del risultato operativo del gruppo. Negli ultimi anni la società ha accelerato soprattutto su eolico e fotovoltaico. Dolomiti Energia controlla circa 1.800 MW idroelettrici e ha già oltre 860 MW di pipeline green in sviluppo, tra eolico e fotovoltaico.

In un mercato che cerca sempre più energia per alimentare l’AI, quella capacità produttiva potrebbe diventare improvvisamente molto più strategica.