Dopo i Brics i prossimi giganti dell’economia saranno i Mint: ecco dove conviene investire

Le locomotive dell’economia mondiale sembrano aver interrotto la propria corsa. A dimostrarlo la fuga di capitali dai cosiddetti Brics e il rinnovato interesse per altre economie, comprese quelle europee che stanno vedendo la luce dell’uscita dalla crisi in fondo al tunnel.

E gli esperti si chiedono se questa sia soltanto una pausa temporanea o la fine definitiva della corsa dei Brics presto sostituiti da altri giganti dell’economia mondiale. A margine del Workshop Ambrosetti hanno affrontato l’argomento Brics alcuni dei maggiori esperti di economia del mondo.

Futuro dei Brics
E’ l’inventore in persona del termine Brics che indica Brasile, Russia, India e Cina a entrare nel dibattito. Secondo Jim O’Neill, economista britannico ed ex chief economist della Goldman Sachs sentiremo ancora parlare a lungo dei mercati emergenti, la loro corsa è tutt’altro che finita.

Più pessimista sul futuro dei Brics è Nouriel Roubini, il famoso economista che predisse la crisi del mutui subprime nel 2007, che a margine del Workshop Anbrosetti, ricorda come «il recente rallentamento dei mercati emergenti con il conseguente calo delle relative monete, è causato da quattro fattori economici: il calo dei prezzi delle materie prime, la frenata del Pil della Cina che potrebbe essere né hard landing né soft landing ma comunque di atterragio si tratta; da squilibri nelle partite correnti e di disavanzi nei conti pubblici interni e da una difficoltà di operare le riforme strutturali nei mercati del lavoro, dei beni e servizi, scelte che sono sempre impopolari ad ogni latitudine»

Arrivano i Mint
Nonostante O’Neill non decreti la fine dei Brics profila all’orizzonte l’affermarsi di un altro gruppo di giganti dell’economia: i Mint. Per Mint intende Messico, Indonesia, Nigeria e Turchia, identificando in queste giovani nazioni le nuove 4 economie emergenti del pianeta.

Per spiegare la sua tesi mostra un grafico del Fmi e Edymar projections sulle maggiori economie del pianeta nel 2050 dove al primo posto c’è la Cina, con il 23% del Pil mondiale, al secondo gli Usa (13%), seguiti da India (8%), Brasile (4%), Giappone (3%), Russia (3%), Indonesia (3%), Messico (2%), Gran Bretagna (2%) e al decimo posto la Germania (2%).

Nel 2050 quindi tra le prime 6 economie del mondo ci sono ancora i Brics, ma subito dopo si affermano i Mint, le nuove terre economiche da esplorare.

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