Elezioni Brasile: cosa significa per i mercati la vittoria di Bolsonero?

Nel fine settimana si è tenuto il primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane. Netta vittoria per il leader dell’ultradestra Jair Bolsonaro. In vista del ballottaggio del 28 ottobre prossimo, Fidelity International si interroga sulle prospettive per i mercati

Elezioni Brasile: cosa significa per i mercati la vittoria di Bolsonero?

Vittoria a mani basse nel primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane per Jair Bolsonaro. Con il 46% dei voti, il leader del Partito Social-Liberale ha distanziato del 16,7% Fernando Haddad del Partito dei Lavoratori. Molto più staccato Ciro Gomez, giunto terzo con il 12,5% delle preferenze.

Con 49.275.360 voti, Bolsonaro ha di gran lunga superato le proiezioni dei sondaggi della vigilia. Il prossimo 28 ottobre saranno dunque il leader del Partito Social-Liberale e Haddad a contendersi la successione a Michel Temer, attuale Presidente del Brasile.

Elezioni brasile: cosa aspettarsi dai mercati in vista del ballottaggio?

Se indubbiamente Bolsonaro andrà al ballottaggio in una posizione di forza, rimane da capire come si muoveranno i mercati brasiliani con un nuovo Presidente espressione dell’ultradestra.

“Nel breve termine i mercati brasiliani continueranno a beneficiare del rally innescato da questa notizia”, prova a proiettarsi in avanti nel tempo Paul Greer, Portfolio manager di Fidelity International, secondo cui però “malgrado i mercati siano propensi ad accogliere con favore i risultati del primo turno, il futuro del Brasile appare molto incerto all’indomani delle elezioni”.

In particolar modo nel caso in cui Bolsonaro vincesse anche al secondo turno. In questo caso “ci aspettiamo che l’entusiasmo del momento svanirà in breve tempo, nonostante la sua visione pragmatica riguardo alla posizione fiscale del Brasile”.

A penalizzare Bolsonero le controverse idee di estrema destra e la scarna presenza del suo partito nel Parlamento brasiliano, con una quota di seggi pari al 5% al Senato e al 10% alla Camera. L’insieme di questi due elementi potrebbero rendere difficile il compito di legiferare.

“Il congresso è oggi più frammentato che mai e il grande obiettivo a cui punta Bolsonaro, ossia attuare la più che necessaria riforma fiscale, sarà molto difficile da conseguire poiché il Presidente dovrà collaborare con i partiti di centro e con il PT per far approvare le leggi”, evidenzia a riguardo Greer, secondo cui sia che vinca Bolsonaro o Haddad “non sembra certa né la capacità né la volontà politica di attuare le riforme fiscali”.

Quelle in corso sono indubbiamente le elezioni più divisive mai registrate nella storia democratica del Brasile. “Anche se Bolsonaro è in una posizione particolarmente forte, prevediamo che le prossime 3 settimane saranno caratterizzate da volatilità, sia nei sondaggi che sui mercati”, sostiene il Portfolio manager di Fidelity International.

In quest’ottica molto importanti saranno i sondaggi iniziali per il ballottaggio: il mercato inizierà a comprendere la portata del voto di trasferimento dai candidati perdenti.

Rating sovrano verso altri declassamenti con crescita economia debole

Certo, la visione sul Brasile non appare rosea secondo le proiezioni di Greer. “A prescindere dalle elezioni, prevediamo che i saldi di bilancio del Brasile continueranno a peggiorare e che il rating sovrano subirà ulteriori declassamenti verso la singola B nei prossimi 12-18 mesi”.

Nel motivare la visione negativa il manager sottolinea come “la crescita del Brasile resta al di sotto del suo potenziale e ci aspettiamo che la stagnazione prosegua anche nel prossimo futuro”.

Parlando di politica monetaria del Brasile, Fidelity International la ritiene “troppo accomodante”, ragion per cui “i tassi d’interesse dovranno crescere, poiché così farà l’inflazione, secondo le nostre stime, nei prossimi 6-12 mesi”.

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