Dimissioni per maternità: come comunicarle e cosa fare per prendere la NASpI

In caso di gravidanza e maternità la lavoratrice può dimettersi mantenendo il diritto alla NASpI; è bene ricordare però che c’è un termine entro quale presentare le dimissioni all’Ispettorato del Lavoro.

Dimissioni per maternità: come comunicarle e cosa fare per prendere la NASpI

Quando le dimissioni della lavoratrice coincidono con il periodo della maternità, questa mantiene il diritto alla NASpI e qualora ne rispetti gli altri requisiti può beneficiare dell’indennità di disoccupazione.

A tal proposito è importante capire quando si parla di dimissioni per maternità, ossia qual è il periodo in cui si può rescindere unilateralmente rapporto di lavoro senza compromettere il diritto alla NASpI; ricordiamo, infatti, che l’indennità di disoccupazione spetta solo quando il rapporto di lavoro cessa per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore, quindi nel caso di licenziamento o anche di dimissioni per giusta causa. Lo stesso vale - come abbiamo appena visto - per le dimissioni presentate durante e dopo la gravidanza.

Inoltre è importante sapere che per dare le dimissioni per maternità c’è una procedura da seguire differente da quella prevista per gli altri casi (nei quali le dimissioni vanno date telematicamente); a tal proposito di seguito vi spiegheremo passo per passo cosa fare per licenziarsi e dedicarsi a tempo pieno alla propria famiglia.

Quando si parla di dimissioni per maternità

C’è un termine preciso entro il quale la lavoratrice neo-mamma può presentare le dimissioni per maternità mantenendo così il diritto alla NASpI.

Nel dettaglio questo è possibile sia prima che dopo la gravidanza, rispettando però le scadenze previste dalla normativa. Le dimissioni per maternità, infatti, non si possono dare in qualsiasi momento: la lavoratrice deve comunicare la sua intenzione nel periodo che va dal 300° giorno precedente alla data presunta del parto ed entro il compimento del 1° anno di età del figlio.

In questo caso, quando le dimissioni vengono date seguendo la procedura indicata di seguito, la lavoratrice può beneficiare dell’indennità di disoccupazione, ma solo quando sono presenti 13 settimane contributive negli ultimi 4 anni (esclusi quelli che hanno già dato luogo alla NASpI) e 30 giorni di lavoro effettivo nell’ultimo anno.

Come dare le dimissioni per maternità

Come anticipato, le dimissioni per maternità non si danno telematicamente; queste, infatti, vanno presentate all’Ispettorato del lavoro, al quale spetta il compito di convalidarle.

Per dare le dimissioni per maternità, quindi, la lavoratrice deve recarsi personalmente alla Direzione Provinciale del Lavoro di competenza portando con sé i seguenti documenti:

  • documento d’identità;
  • ultima busta paga;
  • tessera sanitaria (o anche codice fiscale);
  • copia del contratto di lavoro.

Bisognerà inoltre rilasciare una dichiarazione riguardo alla propria volontà di dimettersi, confermando che si tratta di una libera scelta. Allo stesso tempo questa dovrà anche spiegare il motivo specifico che ha portato a questa decisione, come ad esempio può essere l’incompatibilità tra occupazione lavorativa e assistenza al neonato, o anche ricongiungimento al coniuge o la variazione delle mansioni lavorative.

Spetta quindi al funzionario dell’ufficio convalidare le dimissioni; a questo punto riceverete due copie, una delle quali la dovrete consegnare al datore di lavoro per poter rendere effettive le dimissioni (ricordiamo che in caso di maternità non è necessario il preavviso). Sarà l’azienda, infatti, a procedere con la comunicazione della cessazione del rapporto di lavoro.

Una volta che questa verrà effettuata potete rivolgervi ad un centro per l’impiego per ritirare lo stato di occupazione, e poter procedere così alla richiesta della NASpI.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Gravidanza

Argomenti:

Dimissioni Gravidanza

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.