Il Def giallorosso potrebbe essere bocciato dall’Europa

Il governo ha approvato la nota di aggiornamento al Def che è stata inviata a Bruxelles: nonostante la grande fiducia e i buoni rapporti, non è da escludere una bocciatura vista la mancata diminuzione del deficit strutturale e la stima troppo ottimistica delle entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale.

Il Def giallorosso potrebbe essere bocciato dall'Europa

Per il governo non è giunto ancora il momento di festeggiare. Nonostante che i toni e i rapporti con Bruxelles siano decisamente migliorati da quando la Lega è finita all’opposizione, non è ancora detto che l’Europa possa dare il suo disco verde al Def giallorosso.

Sono diversi infatti i punti che potrebbero non convincere Palazzo Berlaymont, a iniziare da una stima di entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale (7 miliardi) che sarebbe troppo ottimistica.

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Il punto più delicato sarebbe però il mancato rispetto degli impegni presi nel 2020 in merito al nostro deficit strutturale, che invece di migliorare dalle stime del Nadef andrà a peggiorare andando anche a discostarsi da quelli che sono i margini di tolleranza della Commissione.

L’arrivo di Paolo Gentiloni nel ruolo di commissario all’Economia potrà dare una mano al governo, ma non è da escludere che l’Europa possa alla fine bocciare ugualmente il Def dell’Italia chiedendo ai giallorossi di rivedere il testo che sarà la base della legge di Bilancio 2020.

Def, possibile bocciatura dall’Europa?

Rispetto allo scorso anno i rapporti tra Italia e Europa sono diametralmente opposti. Sono solo un ricordo infatti i continui attacchi di Matteo Salvini, ma anche dei 5 Stelle, contro Bruxelles che era considerata come la grande nemica del “cambiamento”.

Quello che poi è successo è storia recente: il nostro Paese è riuscito a evitare non senza fatica ben due richieste di procedura d’infrazione, con la crescita che alla fine non è stata quella preventivata dai gialloverdi.

Il Conte bis è invece nato sotto auspici ben diversi, tanto che i Mercati hanno subito dimostrare di apprezzare questo “ribaltone” con lo spread che nelle ultime settimane è calato dagli oltre 300 punti dello scorso anno agli attuali 140.

Altro ottimo risultato subito portato a casa è stato quello di far ottenere a Paolo Gentiloni un portafoglio di rilievo nella nuova Commissione Europea, con l’ex premier che da inizio novembre sarà il commissario all’Economia.

Toccherà proprio a Gentiloni, sotto lo sguardo del severo Dombrovskis, esprimersi il prossimo 25 novembre sulla nota di aggiornamento al Def che è stata appena approvata dal Consiglio dei Ministri.

Anche se non si sono ripetute scene come quelle di un Luigi Di Maio che esulta fuori dal balcone di Palazzo Chigi, alla fine PD, 5 Stelle e renziani si sono tutti detti soddisfatti dall’essere riusciti al momento a stoppare l’aumento dell’Iva senza creare nuovi balzelli.

Nella nota di aggiornamento al Def il governo ha messo in conto di ottenere dall’Europa ben 14 miliardi di flessibilità, stimando per il 2020 una crescita dello 0,6% e di conseguenza fissando il deficit al 2,2%.

Il fatto che non ci siano stati toni accesi e di aperto scontro con l’Europa non vuol dire che a Palazzo Berlaymont siano entusiasti della manovra italiana, la cui approvazione non è di certo scontata.

I 7 miliardi che entrerebbero in cassa dalla lotta all’evasione fiscale non sembrerebbero convincere Bruxelles, così come il peggioramento dello 0,14% del deficit strutturale andrebbe a cozzare con l’impegno di un miglioramento nel 2020 dello 0,6%, che si scosterebbe anche dal margine di tolleranza che è dello 0,5%.

Gentiloni dalla sua posizione di commissario all’Economia potrebbe difendere la bontà dell’impostazione della manovra giallorossa, molto però dipenderà da quale sarà la linea, di flessibilità o di rigore, che la nuova presidente della Commissione Ursula von der Leyen vorrà imporre all’Europa.

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