DPCM settembre, stadi calcio: perché presto potremo tornare sugli spalti

Il DPCM in vigore dal 7 settembre ha confermato la chiusura degli stadi per le partite di calcio: il ministro allo Sport Vincenzo Spadafora ha però fatto intendere che presto ci potrà essere un ritorno del pubblico negli impianti.

DPCM settembre, stadi calcio: perché presto potremo tornare sugli spalti

È entrato in vigore il nuovo DPCM varato dal governo per prorogare le misure anti-Covid già decise con il decreto agosto. Il provvedimento è così efficace a partire dal 7 fino al 30 settembre.

C’è abbastanza delusione nel mondo dello sport, in particolare nel calcio, per la mancanza di novità per quanto riguarda gli stadi, che così rimarranno chiusi anche a settembre quando è prevista la ripresa dei campionati con la Serie A che tornerà in campo sabato 19.

Ad anticipare il contenuto del DPCM sul tema degli stadi è stato Giuseppe Conte, che ha spiegato come una riapertura al momento sarebbe “inopportuna” visto che gli assembramenti in “entrata e in uscita sarebbero inevitabili”.

Discorso chiuso? Non proprio, considerato che a riaccendere le speranze dei tifosi, ma anche dei club, è stato il ministro allo Sport Vincenzo Spadafora che intervistato dalla Rai si è detto possibilista per un ritorno a breve del pubblico negli stadi.

Stadi aperti? Spadafora riaccende la speranza

Stando al decreto agosto, ora confermato anche per tutto il mese di settembre dall’ultimo DPCM, è consentita “la partecipazione del pubblico a singoli eventi sportivi di minore entità, che non superino il numero massimo di 1000 spettatori per gli stadi all’aperto e di 200 spettatori per impianti sportivi al chiuso”.

Questo è il motivo per cui negli ultimi giorni, per quanto riguarda il calcio, abbiamo assistito a delle amichevoli con una piccola partecipazione di pubblico sugli spalti. Per il campionato invece i cancelli a settembre saranno ancora serrati.

Per Vincenzo Spadafora però la decisione non è definitiva e a ottobre, quando sarà più chiaro l’impatto in termini di contagi dovuto alla riapertura delle scuole, potranno essere fatte nuove valutazioni.

Nel frattempo - ha poi sottolineato il ministro del Movimento 5 Stelle - spero che venga consentito l’accesso di un migliaio di spettatori, come a concerti e teatro, io ci sto lavorando”.

Come già è successo quando ad agosto si è vietato il ballo nelle discoteche, la priorità assoluta per il governo è rappresentata dalla riapertura delle scuole. Se tutto dovesse procedere per il meglio, a ottobre sarà possibile ragionare anche sul tema degli stadi.

Non è un caso che il ministro alla Salute Roberto Speranza stia cercando di trovare una linea comune anche con i colleghi tedeschi, spagnoli e francesi: stadi chiusi in tutti i principali campionati dell’Unione aspettando di capire quale sarà l’impatto, in termini di contagi, della riapertura delle scuole così da non aggiungere ulteriori elementi che potrebbero condizionare l’andamento della curva epidemiologica.

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