Portabilità numero vietata: niente cambio operatore in Cura Italia

Il Decreto Cura Italia vieterà la portabilità del numero di telefono? Cambiare operatore potrebbe diventare impossibile: ecco perché e cosa dice la proposta di Lega e 5 Stelle.

Passare a un nuovo operatore mantenendo il proprio numero, una pratica comune negli utenti di linea fissa e mobile che scelgono di cambiare il proprio operatore telefonico attraverso la portabilità: nei prossimi giorni però questa soluzione potrebbe essere vietata da due emendamenti proposti da Lega e Movimento 5 Stelle per il Decreto Cura Italia.

Cambiare operatore, con la portabilità del numero, potrebbe essere sospeso fino al termine dell’emergenza coronavirus in Italia. Una proposta che fa arrabbiare gli utenti delle principali compagnie tlc ma che sembra apprestarsi a diventare ufficiale.

Ma perché si renderebbe necessario un obbligo così categorico quando potrebbe essere applicata la direttiva? Facciamo chiarezza.

Cura Italia, vietata la portabilità del numero: cosa dice la proposta

La mobilità e gli spostamenti sono al centro delle motivazioni del possibile emendamento richiesto dai due gruppi parlamentari, che vedrebbe nel cambio operatore e nella portabilità del numero una pericolosa occasione per spostarsi dal proprio domicilio.

Nel dettaglio, nel proprio emendamento la Lega sottolinea come:

“In considerazione dello stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, fino al termine dell’emergenza le imprese che svolgono attività di fornitura di reti e servizi di comunicazione elettroniche non potranno realizzare campagne commerciali straordinarie di contrattazione di servizi di comunicazioni che richiedano la portabilità del numero, nella misura in cui ciò implichi la necessità degli utenti di spostarsi fisicamente verso i centri di attenzione al pubblico”.

Motivazioni simili da parte dei pentastellati, che rincarano la dose:

“Le imprese che svolgono attività di fornitura di reti e servizi di comunicazioni elettroniche devono astenersi dal realizzare campagne commerciali straordinarie di contrattazione di servizi di comunicazione elettroniche che richiedano la portabilità del numero, qualora ciò implichi la necessità degli utenti di recarsi presso centri di attivazione al pubblico, ovvero qualora ciò comporti l’intervento fisico di tecnici per mantenere la continuità del servizio in fase di migrazione tra operatori diversi. Sono altresì sospese tutte le operazioni di portabilità di numeri fissi e mobili nonché la generazione di nuovi numeri che non siano in corso, salvo nel caso sia necessario all’attivazione di nuove concessioni”.

Cura Italia: perché cambiare operatore potrebbe essere vietato

Cambiare operatore richiedendo la portabilità del numero è visto quindi come un rischio troppo grande per l’attuale situazione italiana (un’opportunità che potrebbe mettere a rischio il già difficile mantenimento della quarantena).

Il provvedimento sarà discusso il prossimo 8 aprile ma le associazioni a tutela dei consumatori hanno già iniziato a farsi sentire.

Altroconsumo si è infatti già dichiarata contraria all’emendamento, bollandolo come una

“strumentalizzazione della pandemia al fine di applicare misure anticompetitive a danno dei soli consumatori”.

Fastweb ha invece interpellato l’AGCOM con una nota ufficiale:

“la proposta di bloccare le procedure di migrazione e di portabilità del numero, avanzata in queste ore, non contribuisce in alcun modo alla salvaguardia dei lavoratori e dei clienti, poiché né le attività di cambio operatore per la rete mobile né quelle per la rete fissa, al netto di poche eccezioni, necessitano di intervento di un tecnico in casa”.

In effetti la portabilità del numero e il cambio operatore sono operazioni che non necessitano obbligatoriamente di uno spostamento fisico ma anzi, sono spesso veicolate in maniera telematica (vedasi a proposito i cambi effettuati con gli operatori telematici come Iliad, Ho. Mobile e Very Mobile).

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