Crisi economica: per le donne $800 miliardi persi a causa del Covid

Riccardo Lozzi

29/04/2021

29/04/2021 - 16:45

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A pagare il conto della crisi economica per la pandemia da Covid-19 sono sopratutto le donne. I dati: 800 miliardi di dollari di mancato reddito e oltre 64 milioni posti di lavoro persi nel 2020.

Crisi economica: per le donne $800 miliardi persi a causa del Covid

Nella crisi economica che ha colpito tutto il mondo nel 2020 a causa della pandemia da Covid-19 emergono diversi dati che mostrano come, in questo periodo, si sia assistito a un notevole aumento della disparità di genere.

Secondo quanto riportato dall’organizzazione internazionale Oxfam, la recessione globale è stata pagata soprattutto dalle donne, le quali, nell’ultimo anno, hanno subito una perdita, in termini di mancato reddito, di 800 miliardi di dollari.

Per le donne $800 miliardi di mancato reddito a causa del Covid

Nello stesso intervallo di tempo, si è registrata anche una perdita dei posti di lavoro del 5% rispetto all’anno precedente, per un totale di 64 milioni di donne disoccupate. Per quanto riguarda gli uomini, lo scarto percentuale in relazione al 2020, è invece del 3,9%.

A questa stima andrebbero aggiunte le milioni di lavoratrici appartenenti all’economia informale, le quali hanno affrontato, nella migliore delle ipotesi, una drastica diminuzione delle ore lavorative o, più frequentemente, la cessazione dell’impiego.

Per Gabriela Bucher, Executive Director di Oxfam, le donne pagano principalmente il loro impiego in settori che offrono storicamente salari più bassi e meno tutele.

Gli stessi che sono stati anche colpiti in maniera più dura dal coronavirus, a causa delle misure restrittive messe in campo dai Governi nazionali per contrastare il contagio, come ad esempio la vendita al dettaglio, i servizi turistici, la ristorazione e altri comparti.

Con la pandemia aumenta il gender pay gap

Non solo. Nonostante le donne costituiscano il 70% della forza lavoro globale in ambito sanitario e sociale, la maggior parte di esse sono impiegate in ruoli di minor prestigio e, quindi, meno retribuiti.

Inoltre, anche prima della comparsa del coronavirus, come si legge nel documento rilasciato dall’organizzazione internazionale con sede a Nairobi, donne e ragazze di tutto il mondo dedicavano ogni giorno un totale complessivo di 12,5 miliardi di ore per servizi di assistenza non retribuita, apportando un contributo all’economia di 10,8 trilioni di dollari all’anno.

Un volume pari a oltre 3 volte il fatturato dell’industria del tech mondiale.

Quando la fine del divario retributivo uomo-donna?

Le diseguaglianze sui salari sono comunque antecedenti al Covid-19. Infatti, secondo un’indagine dell’ONU, le donne guadagnavano in epoca pre-pandemica 77 centesimi per ogni dollaro ricevuto dagli uomini.

Con la crisi, il gender pay gap si sta acuendo sempre di più, provocando un ulteriore allungamento per il raggiungimento della fine del divario retributivo da 99,5 a 135,6 anni dalla situazione attuale.

L’unica speranza potrebbe arrivare da un intervento delle istituzioni nazionali e internazionali, le quali, a causa di questo peggioramento, appaiono maggiormente consapevoli del problema.

In diversi Paesi, tra cui l’Italia, i piani di ripresa prevedono delle misure mirate per contrastare la disuguaglianza di genere. Le azioni previste sembrano però ancora insufficienti per colmare definitivamente queste differenze, almeno nel breve periodo.

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