Brasile: è la crisi peggiore della storia. I numeri della recessione e le previsioni future

La crisi del Brasile non si arrende: è la più grave e lunga nella storia del paese latinoamericano. Tutti i numeri della recessione e le conseguenze di questa situazione.

Crisi Brasile: tutti i numeri della recessione - La recessione del Brasile è ufficialmente diventata la più lunga e profonda di tutta la storia del paese latino americano. Come si può leggere nell’ultima rilevazione, sono ormai 8 i trimestri consecutivi in cui il Paese ha fatto fatica a reagire. Ecco quali sono i numeri della crisi.

La recessione del Brasile era stata già identificata come una crisi di proporzioni storiche, ma oggi nuovi dati del governo hanno confermato come la situazione sia peggiorata ancora di più. Lo scorso anno l’economia brasiliana è crollata più di quanto immaginato dagli analisti. Il Pil del Paese si è contratto di ben 3,6 punti percentuali nel corso del 2016, secondo i dati riportati ieri dall’agenzia statistica IBGE. Sono dati preoccupanti, quelli sulla crisi del Brasile.

Vale la pena di notare come i risultati sulla crescita del 2016 non siano stati tanto migliori rispetto a quelli rilevati nel corso del 2015. Tutto ciò fa della crisi del Brasile la più grande e lunga recessione nella storia del Paese. Vediamo di seguito tutti i dati della crisi del Brasile e cerchiamo di capire quali sono le previsioni su questa terribile recessione. Il Brasile farà la fine del Venezuela?

Crisi Brasile: tutti i numeri, dati e cause della recessione

Come già accennato, il Pil del Paese si è ridotto del 3,6% nel corso del 2016 il che ha messo in luce tutta la gravità della crisi del Brasile. Nel 2015 i dati non avevano mostrato risultati migliori e ad oggi, rispetto a dicembre 2014, l’economia brasiliana si è contratta dell’8%, secondo quanto riportato dalla BBC. Cosa ha determinato e cosa sta continuando ad accentuare la crisi del Brasile?

Philip Reeves della NPR ha tentato di fornire una risposta a questa domanda. Secondo l’esperto la recessione brasiliana è stata determinata dal crollo dei prezzi delle materie prime, ma ovviamente anche dagli scandali di corruzione e dal caos politico che ne è conseguito. Le conseguenze della crisi del Brasile hanno soprattutto riguardato un alto tasso di disoccupazione che riguarda oggi 13 milioni di cittadini, ma anche difficoltà per il Governo nel reperire fondi pubblici.

Le previsioni degli analisti sulla recessione

La crisi economica del Brasile è stata esacerbata dai già citati scandali di corruzione che hanno portato all’impeachment di Dilma Rousseff. Il nuovo presidente Temer si è detto convinto che l’economia inizierà presto a riprendersi dato che segni di recupero sono già visibili. Temer ha comunque sottolineato l’approccio cauto della maggior parte degli economisti, dato che qualsiasi ripresa nel 2017 sarà molto lieve.

Le previsioni sulla crisi del Brasile si dividono come sempre in quelle dei più negativi e in quelle dei più ottimisti. Su quest’ultimo fronte le previsioni degli analisti si sono basate ad esempio sui dati riguardanti gli investimenti esteri che, una volta svanito l’effetto scandali, sono tornati a crescere. In termini di dollari americano, il mercato azionario brasiliano ha guadagnato il 60% circa negli ultimi 12 mesi e il real è rimbalzato dopo aver perso ampio terreno. Le previsioni del FMI si dicono convinte che la crisi e la recessione del Brasile svaniranno quest’anno, ma la crescita sarà comunque inferiore all’1%.

Presto come il Venezuela?

Oltre a coloro che tentano di vedere il bicchiere mezzo pieno ci sono anche i più pessimisti da prendere in considerazione. Carlos Kawall, capo economista di Banco Safra, è tra questi pessimisti, secondo cui non vedremo alcun livello di crescita nel 2017 o comunque questa sarà poco al di sopra dello zero. Non dovremmo osservare alcuna ripresa nel 2017. Per osservare una ripresa dovremo aspettare il 2018.

La crisi del Brasile ha causato un livello di disoccupazione così alto che la BBC ha affermato:

“È come se l’intera popolazione della Grecia o del Portogallo stesse cercando lavoro senza successo”.

Il mercato del lavoro è a pezzi. I salari hanno subito una flessione maggiore di 3 punti percentuali negli scorsi mesi, mentre sempre in questo periodo anche la produzione industriale ha subito una battuta d’arresto. Nonostante il pessimismo, è bene notare come siamo ancora abbastanza lontani dalla crisi del Venezuela, in procinto di affrontare un’inflazione a tre cifre e con livelli di recessione senza precedenti. Bisognerà soltanto aspettare e vedere quali previsioni, se quelle più ottimiste o pessimiste, avranno la meglio. Quando arriverà il recupero?

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